L'indipendenza e la solitudine

Lunedì pomeriggio sono stato un paio d’ore in live a parlare.

Tanti commenti con cui interagire, ho sentito come sempre quel senso di avere qualcosa in comune con chi mi scrive nei commenti o in generale online. La bolla.

Tecnicamente però ero da solo in una casa vuota a parlare guardando il mio telefono trasformato come al solito in webcam.

Anzi, ora che mi trovo qui a rifletterci, sono settimane che parlo solo con la mia famiglia e pochissime altre persone.

Ho imparato col tempo ad accettare la mia introversione, creando però legami in maniera alternativa e intenzionale.

Ma ultimamente sto provando un nuovo senso di solitudine, quello di essere in proprio.

Da freelance era diverso, una volta ingaggiato in un progetto mi sentivo virtualmente (per fortuna) allo stesso tavolo di altre persone.

Ma quando lavoro ai miei progetti non c’è nessuno con la mia stessa fissazione.

Di cercare idee, di guardare competitor, di vedere video formativi sull’argomento, di fare esperimenti folli.

Soprattutto non c’è nessuno che mi riporti entusiasmo quando magari sono giù per altri motivi e la voglia di trovare un modo per far funzionare le cose viene meno.

La soluzione me l’hanno data in tanti: trovati un co-founder!

Uno che condivida la tua fissazione, a cui mandare messaggi ad ogni ora appena viene fuori un’idea o un dubbio, che veda le stesse cose da un punto di vista leggermente diverso.

E no, farlo con l’AI non sarà mai la stessa cosa, per quanto sia una sorta di stampella a questo problema.

In passato, quando ho provato a fare progetti con altri, non mi è mai andata troppo bene.

gatti di Ermoupolis
Pure i gatti fanno gruppo qui

Diversità di visione, differenza di impegno messo nel progetto, troppi compromessi a cui scendere.

È proprio vero quello che dicono, che quello con un co-founder è peggio di un matrimonio.

Prima però ragionavo molto spesso con molta emotività, prendendo come personale ogni progetto come se fosse l’unica mia ragione di vita.

In questo periodo di esperimenti, e forse anche invecchiando, mi sento più leggero nel portare avanti cose anche con altre persone, sapendo che possono nascere cose che altrimenti non sarebbero nate.

Addirittura due dei progetti che sto portando avanti coinvolgono altri founder, un record.

Questo percorso di indipendenza però lo sento mio, e in quanto tale continuo ad affrontarlo da solo.

Anzi, credo che rimarrà sempre un percorso solitario.

Iniziato quando ho deciso di uscire dal lavoro dipendente, da lì ogni diramazione era sempre più un salto nel buio.

Ci si può fare compagnia online, anche dal vivo, i ritiri, le community.

Posso condividere progetti con altre persone, persino buttare fuori le paure e i dubbi, come faccio qui.

Ma credo sia importante accettare la responsabilità delle scelte che si prendono, come mi dicono sempre nessuno ti obbliga a fare quel che fai.

Infatti la mia è una scelta, che continuo a fare ogni giorno.

Anche in solitaria.

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