<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Giuppi</title><description>Sono Giuppi. Costruisco progetti per vivere più libero e racconto il percorso mentre succede.</description><link>https://www.giuppi.dev/</link><atom:link href="https://www.giuppi.dev/rss.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><item><title>OK il prezzo è giusto</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-09-17/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-09-17/</guid><description>Perché da freelance ormai potevo chiedere un prezzo più alto mentre su un mio prodotto no?</description><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Ho sempre saputo di essere scarso a vendere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non tanto a convincere le persone a comprare, con le parole me la cavo. A dire il prezzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel momento in cui devo rispondere al &quot;quanto costa?&quot; mi sento un truffatore, uno sporco capitalista attaccato ai soldi (cit. di un mio amico ieri).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo ero da freelance, e ora peggio con progetti miei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Me ne sono accorto settimana scorsa con mio figlio, quando abbiamo partecipato a un mercatino delle pulci per bambini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ognuno portava le sue cose usate o creazioni, noi avevamo deciso insieme di stampare cose con la stampante 3D (anche per dare un senso all&apos;acquisto).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ha mai fatto nulla del genere in vita sua, piazziamo tutte le nostre creazioni, lui si siede dietro il bancone e aspetta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse proprio perché non sa come si fa, inizia a parlare con le persone non appena si avvicinano al banchetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Questi sono i nostri prodotti, li abbiamo fatti noi con la stampante 3D. Quale vuoi comprare?&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Istintivamente gli direi di aspettare, di fermarsi e non aggredire così subito chi arriva: mi sento io in imbarazzo a vederlo fare a lui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non so per quale miracolo non lo faccio, mi tengo per me la critica: perché devo fermarlo se lui non è in imbarazzo come lo sono io?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche perché sta vendendo, la gente un po&apos; è intenerita dalla sua età, un po&apos; una volta incastrata in quel dialogo iniziato da lui e finito con &quot;quindi quale compri?&quot; non sa uscirne se non comprando qualcosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora perché questa cosa a me imbarazza tremendamente?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli anni ho provato a darmi delle risposte.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-09-17/1.jpeg&quot; alt=&quot;stampa 3d&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;L&apos;idea di mettere la stampante sul banco però è mia&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Da freelance era pura sindrome dell&apos;impostore sul mio essere un programmatore: quanto valgo realmente?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primissimo prezzo a giornata su una grossa collaborazione mi fu dato, € 210, quindi era anche il prezzo di partenza con gli altri clienti: guadagnavo abbastanza e non me la sentivo di chiedere neanche cinque euro in più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi invecchiando un giorno in una call ho fatto il salto: &quot;la mia tariffa è 250 euro a giornata&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Affare chiuso, da oggi la mia tariffa è ufficialmente questa, non si torna indietro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi però ho iniziato a incattivirmi con chi si prendeva il mio tempo, e questo mi ha aiutato a dire: se proprio vogliono il mio tempo, che paghino di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora un timido 300 sparato in una call, quel senso di essere un truffatore che torna, l&apos;esitazione del cliente rispetto a un prezzo più alto della media.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E il rifiuto, è troppo alto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensavo che al primo NO sarei tornato indietro, invece era troppo tardi: averlo esternato aveva ufficializzato anche dentro di me quel nuovo valore del mio tempo, da oggi siamo dev da 300 euro a giornata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se con il freelancing ho imparato il giusto distacco, sui miei prodotti siamo ancora in alto mare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima volta che ho presentato i miei corsi, un abbonamento da 25 euro al mese, mi sentivo davvero il peggior venditore di fumo del mondo: ma chi cazzo sono io per chiedere sti soldi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avevo provato in tutti i modi a giustificarlo, durante la live di presentazione, facendo una lista infinita di cose che davo in cambio, fidati che non è uno scam.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi i primi acquirenti, i rinnovi, le prime chiacchiere con studenti contenti dei miei corsi: iniziai a capire che il prezzo era pure bassissimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora forse il mio problema è dare il giusto prezzo alle cose, continuo a chiedere di meno per paura di non offrire abbastanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sta succedendo in questi giorni, su un documento Word in cui sto creando un nuovo progetto: l&apos;idea è figa, c&apos;è dentro tutta la mia esperienza e pagherei io per primo una cosa del genere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma poi arriva il momento di pensare a un prezzo e a ogni revisione, a ogni chiacchiera con l&apos;AI, quel prezzo scende.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché da freelance ormai potevo chiedere un prezzo più alto mentre su un mio prodotto no?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da una parte in quelle call i ruoli erano chiari: tempo in cambio di denaro. Qui invece non sai manco se l&apos;altra persona è disposta a pagare per quello che offri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi quel retaggio cristiano di dare qualcosa senza chiedere nulla in cambio, che mi è rimasto anche tolta la religione di mezzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E per quanto sia qualcosa in cui credo ancora tantissimo, devo però farci i conti quando scelgo come guadagnarmi da vivere: meglio chiedere soldi a progetti di altri o a progetti miei?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da freelance chi mi pagava?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Direttamente un&apos;agenzia. Che riceveva soldi da una grande azienda di consulenza. Che riceveva soldi da una grandissima banca. Che scamma i vecchietti con i costi nascosti sul conto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Boom, va a finire che preferisco prendere indirettamente soldi da una truffa conclamata che direttamente da persone che ottengono qualcosa in cambio da quello che faccio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Razionalmente mi funziona tutto, e il non avere alternative sicuramente spinge a osare di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Torno al mio doc dove sto creando il nuovo progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci credo, leggo e rileggo tutta la struttura e mi sembra che possa essere chiaro il valore che ci sta dietro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi arrivo alla fine, alla sezione dei prezzi, e ci penso: non sarà troppo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fortuna che al mercatino i prezzi li aveva messi mio figlio.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>L&apos;AI e il paleolitico</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-09-10/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-09-10/</guid><description>È come se io e tutti quelli come me, che seguono sto mondo infame di AI ogni giorno, avessero un canale acceso che racconta giorno per giorno cosa succede dentro il progetto Manhattan, con Fermi e Oppenheimer che vloggano mentre creano l&apos;atomica.</description><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sono giorni che ovunque guardi su internet ci sono video di COSE INCREDIBILI fatte con Fable 5.1 e Astra, più riflessioni varie su come si sia vicini all&apos;estinzione per colpa dell&apos;AGI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre stavamo in campeggio, nel weekend mi ero messo a fare esperimenti con questi nuovi modelloni, soprattutto con GPT Astra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sabato, proprio nel mezzo di una pianificazione per fare una super app di filosofia, mi sono ritrovato in un workshop sul fuoco, su come si accenda alla maniera degli uomini del paleolitico, con arco e paglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così sono passato dal capire come estrarre conoscenza dai libri e collegare tra di loro le correnti di pensiero a come scegliere il legno giusto per le diverse fasi: quello morbido contiene aria e prende meglio, ma sempre sempre secco, mai bagnato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È stato rigenerante, oltre che interessante, passare dall&apos;essere sommerso di risposte da Astra a una persona sola a parlare sotto un salice, mentre faceva uscire fumo sfregando un pezzo di legno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci siamo poi trovati a chiacchierare tutti, solita domanda (che lavoro fai), ed eccoci a parlare tutti di AI, di nuovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Io mi rifiuto di usarla, dobbiamo essere noi a smettere per primi&quot; ha argomentato un ragazzo che faceva il militare di professione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Pure io, tanto alla fine sbaglia sempre&quot; ha fatto subito eco la moglie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Che poi&quot; ha aggiunto &quot;ogni volta che devo fargli fare un&apos;immagine gli devo ripetere le cose e alla fine non fa quello che avevo chiesto&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Immerso com&apos;ero in questi giorni nei discorsi di AGI e di modelli automiglioranti, pensavo solo: raga, qua sta per crollare tutto, altro che non usarla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tu stai letteralmente scrivendo una chat in cui chiedi di farti un&apos;immagine, quello te la fa, ci mette pure i testi: hai idea di cosa voglia dire? E hai presente cosa può succedere tra un anno?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre iniziavano a darsi ragione a vicenda, mi è quasi venuto il panico di chi sa qualcosa di gravissimo ma nessuno intorno sembra accorgersene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È come se io e tutti quelli come me, che seguono sto mondo infame di AI ogni giorno, avessero un canale acceso che racconta giorno per giorno cosa succede dentro il progetto Manhattan, con Fermi e Oppenheimer che vloggano mentre creano l&apos;atomica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La gente lo sa che c&apos;è questo canale, ogni tanto al TG lo dicono che sta roba è pericolosa, ma poi tutti a riderci sopra, che l&apos;ultima volta ha consigliato un ristorante che in realtà ormai è chiuso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E io, come nella scena del film Oppenheimer, vedo l&apos;impiegata di banca trasformarsi in disoccupata, il bambino che non risponde a niente senza prima chiedere a ChatGPT, persino il militare con i sensi di colpa da guerra ibrida.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi però mi ripiglio, quasi mi sento confortato dai loro discorsi: sto esagerando, c&apos;hanno ragione loro.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-09-10/1.jpeg&quot; alt=&quot;Camping of the year&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Camping of the year&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Cioè, alla fine in due giorni avevo solo visto montagne di grafiche 3d fatte in pochi minuti, che sarà anche tanta roba ma anche sticazzi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È vero, per un informatico e nerd come me fare un App che mi permette letteralmente di farmi spiegare la filosofia dai filosofi, partendo da una mia domanda è sì fantascienza, ma di nuovo: sticazzi che la fai in un giorno invece di sei mesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono messo a chiacchierare con il ragazzo che aveva tenuto il workshop.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi aveva trasmesso il suo entusiasmo su alcuni gesti che ci portiamo dietro da quando eravamo uomini del paleolitico, come accendere un fuoco con rami intrecciati anche di notte sotto un diluvio (storia vera).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da poco aveva scritto un libro sull&apos;argomento, frutto di anni di studio, e allora abbiamo iniziato a parlare anche di scrittura, soprattutto dopo che quel libro l&apos;ho comprato e mi ha pure colpito per come era scritto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Ma sai che l&apos;AI l&apos;ho pure usata per fare ricerche e alla fine gli ho pure chiesto di attaccare le mie tesi del libro&quot;, mi ha detto dopo aver saputo di cosa mi occupo, &quot;mai per scrivere però&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello che mi ha colpito ancora di più lo ha detto dopo: &quot;Anche mio fratello è informatico come te, infatti gli ho chiesto di farmi fare queste prove con i modelli migliori che usa lui&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era lontanissimo dalla bolla di &quot;meglio codex o claude code?&quot; ma aveva sfruttato l&apos;AI per lavorare meglio e più velocemente, e nella maniera giusta, ironia vuole per parlare di uomini primitivi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono rientrato nel mio solito mood.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In quel gruppo di persone mi sarebbe piaciuto spiegare che è una cosa grossa, che bisogna capire come funziona, non sottovalutarla o pensare che si possa ignorare e basta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho preferito lasciar stare, io per primo sono in bilico tra vedere l&apos;AI come acceleratore di creatività, come una sorta di esoscheletro del cervello, e come la cosa che tra due anni lascia a casa mezzo mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un giorno mi domando cosa ci sto a fare io, se tanto un modello già oggi risolve problemi matematici irrisolti da secoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il giorno dopo mi metto a fare un robot da zero con mio figlio perché abbiamo al nostro fianco un esperto a cui chiedere di spiegare qualunque cosa in maniera semplice.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi c&apos;è chi studia l&apos;uomo primitivo, e sfrutta Claude per farsi contraddire i suoi studi, per cercare di migliorare il suo lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quel giorno ho lasciato perdere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo continuato a chiacchierare, accerchiati dalle locandine del campeggio, tutte fatte rigorosamente con ChatGPT.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Quinto mese senza clienti (fin qui tutto ok)</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-09-03/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-09-03/</guid><description>Sono ufficialmente entrato nel quinto mese da ex freelance developer, ossia senza più clienti a cui fare fatture ciccione.</description><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sono ufficialmente entrato nel quinto mese da ex freelance developer, ossia senza più clienti a cui fare fatture ciccione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Penso che ci siano due cose importanti da dire: no, non ho ancora trovato un modo per rimpiazzare quelle entrate e no, non sento ancora l&apos;ansia nel vedere i risparmi scendere verso lo zero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anzi, sento sempre di più salire la convinzione che da questa situazione non tornerò indietro, da quanto la sto vivendo bene: non riesco a immaginarmi in uno standup o a dedicarmi a progetti di altre persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco allora che quando qualcuno mi chiede &quot;che lavoro fai?&quot; ora inizio a rispondere timidamente Youtuber, facendo felice mio figlio, anche perché l&apos;ultima fattura a Google da novantasette euro è effettivamente considerabile lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma la verità è che vorrei che da quello che faccio nascesse qualcosa, e l&apos;unica parola che ho per uno che ci prova è imprenditore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da quando mi gira in testa questa parola, inizio a osservare tutte le situazioni in cui mi trovo cercando di capire perché funzionano e come fanno a fare soldi, soprattutto se si tratta di attività fuori dall&apos;ordinario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esempio: settimana scorsa sono arrivato a Serra San Quirico nelle Marche, un paese dove si svolge ogni fine agosto un festival di arrampicata, da quindici anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Il borgo medievale si trasforma in una gigantesca palestra a cielo aperto&quot;&lt;/em&gt;, ovvero ci si può arrampicare dentro il centro storico tra case e finestre, in una situazione surreale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Appena entrato nel centro storico il primo giorno, sul muro fatto di pietre che costeggia un viale vedo il primo rettangolo disegnato sul muro con dello scotch colorato di verde, con sopra una scritta in bianco &quot;start&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco più su un altro rettangolo, sempre verde, con la scritta &quot;top&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allargo lo sguardo e di questi nastri inizio a vederne ovunque, di colori diversi, in quello che di fatto è un classico borgo da centro Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per non parlare nei giorni successivi, quando le strade erano letteralmente piene di persone pronte a scavalcare su un davanzale o appendersi ad una trave di legno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cosa più bella era vedere cinque o sei persone fissare le singole pietre sporgenti, in un modo che nessuno farebbe mai per tutto il resto dell&apos;anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora ho iniziato a pensare: ma come avranno fatto a convincere il comune e gli abitanti a fargli fare questa cosa?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche perché si andava da chi gentilmente aveva messo a disposizione il proprio terreno per tende o camper, al tizio che uscendo di casa con l&apos;auto ha travolto i tappeti di alcuni ragazzi mandandoli a fare in culo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per non parlare di tutti i volontari, le assicurazioni, i fornitori, un bel casino gestire migliaia di persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Affascinato dalla cosa mi sono chiesto cosa fosse a rendere questo evento unico nel suo genere, in grado di attirare persone da tutta Europa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;idea da sola è letteralmente mettere nastri colorati sulle case di un paese, originale di certo ma non inventa niente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La competenza c&apos;è e l&apos;area è famosa per le falesie in cui scalare a prescindere dal festival, ma è pieno ovunque di posti in cui scalare e bravi scalatori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mettere tutto questo insieme, per quindici anni di fila, è sicuramente notevole ma lo fa da ben più tempo una qualsiasi sagra della porchetta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma anche volendo mettere tutti questi elementi insieme, perché non lo rifanno ovunque ci sia una bella zona di scalata, e magari più soldi e sponsor?&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-09-03/1.jpeg&quot; alt=&quot;Frasassi Climbing Festival&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Frasassi Climbing Festival&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Ho iniziato a riflettere sul fatto che le persone fossero felici di essere lì a mettere i piedi sul davanzale della signora Peppina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E probabilmente lo erano dopo la prima edizione, poi alla seconda sono tornati, magari con altri amici, poi un mezzo post su Instagram e sono arrivati altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sotto sotto c&apos;era lo stesso gruppo di organizzatori (presumo) ogni anno a chiudere un&apos;edizione e iniziare a pensare a quella dopo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E io?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di cose ne sto facendo: Youtube, il ritiro nomade, i Saas, l&apos;associazione Informatici di quartiere, la newsletter.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono sempre io davanti, che faccio l&apos;evento, che faccio un corso e molte delle idee riportano sempre a me, e questo crea una prima differenza: nessuno sarebbe venuto a scalare all&apos;evento &quot;Gianfranco Climbing Festival&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Son partito in questa avventura credendo che la soluzione finale sarebbe stato un software, fine scontata per un software engineer che vuole fare l&apos;imprenditore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ora che l&apos;AI te li crea sbadigliando, mi sono allontanato da quel tipo di modello e mi concentro su quello che vedo nella bolla in cui mi trovo: dove sta il valore?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse il mio problema non è trovare l&apos;idea perfetta, ma continuare abbastanza a lungo da trovare l&apos;incastro tra quello che faccio e le persone che ne hanno bisogno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quel &quot;abbastanza a lungo&quot; al momento per me dipende da un foglio Excel che mi dice che nel 2027 a una certa bisognerà aver trovato un modo di invertire la rotta finanziaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E può essere che la tranquillità con cui lo scrivo sia legata ai mesi di risparmi ancora davanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non c&apos;è un piano concreto per quando Excel dirà basta, c&apos;è solo l&apos;intenzione di seminare abbastanza per non dover tornare a fare call per altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto sono ancora qui a osservare le pietre sui muri, cercando dove metterci del nastro, e nel mentre provo a fare cose, anche a caso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Posso sempre dire che il comune non mi ha dato i permessi.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Regarde</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-27/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-27/</guid><description>Praticamente prendi un pianoforte verticale, aggiungici nella cassa qualche percussione, un triangolo, dei piatti in miniatura, e al posto dei tasti metti un rullo gigante con tanti dentini per fare una canzone.</description><pubDate>Thu, 27 Aug 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;In montagna quando piove non c&apos;è molto da fare se non prendersi un libro o un bel film e starsene a casa. Non se hai un figlio piccolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così venerdì scorso sono andato nell&apos;unico posto in zona Modane (Francia) interessante per passare la mattinata: il musée de la frontière, per gli amici Museobar.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&apos;entrata ci ha accolto una signora di mezza età con un sorriso dolcissimo, l&apos;aria non curatissima ma serena. È il tipo di persona che vuoi vedere in un museo quando hai paura che tuo figlio non stia proprio in silenzio tutto il tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il museo è molto piccolo e si basa sulle due materie prime a disposizione: la storia del paese dopo l&apos;apertura del traforo (e il conseguente arrivo degli italiani) e una collezione di piani meccanici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Praticamente era un paese di campagna, poi arrivano gli italiani e inizia a esserci baldoria, quindi aprono tanti bar e per mettere la musica si usavano questi pianoforti automatici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima cosa che mi attrae sono gli armadi pieni di oggetti di fine ottocento e novecento buttati dentro, quasi alla rinfusa (quasi).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono oggetti di tutti i giorni, come timbri, bottiglie di profumi, ventagli. Qualcuno li usava al mattino, due secoli prima che io mi svegliassi con la vibrazione dello smartwatch.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su un foglio c&apos;è una lettera arrivata da Orbassano, paese vicino a dove sono nato io in provincia di Torino, e mi è venuta la malinconia per i bei tempi delle lettere (che non ho proprio vissuto ma vabbè).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma poi da bravo musicista e ingegnere, mi sono messo a squadrare questi carillon giganti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Praticamente prendi un pianoforte verticale, aggiungici nella cassa qualche percussione, un triangolo, dei piatti in miniatura, e al posto dei tasti metti un rullo gigante con tanti dentini per fare una canzone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece di dover pagare dei musicisti ogni sera, uno strumento che suonava in automatico, basta una persona a girare una manovella.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una persona al posto di cinque o sei musicisti, che manco doveva saper suonare: un affarone per il proprietario del bar.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La signora che gestisce il museo si aggirava per la stanza lasciando incustodita la cassa, sospettando che gli otto visitatori al momento dentro fossero già il massimo della giornata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora mi approccio con il mio francese da biennio di scuola superiore per capire una cosa di questi pianoforti: se hanno un solo rullo perché di fianco c&apos;è una lista con anche dieci canzoni?&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-27/1.jpeg&quot; alt=&quot;piano&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Il piano meccanico con coppia danzante&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Lei si illumina, è quel tipo di domanda che per me può essere strana, formularla può farmi sentire intelligente, nei fatti è la domanda base che le fanno tutti e a cui ha un&apos;ottima risposta pronta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Regarde&quot; mi dice portandomi dall&apos;unico pianoforte meccanico funzionante della sala.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inizia a girare la manovella e parte un valzer da balera italiana, che a scanso di equivoci ha la parola &quot;Spaghetti&quot; nel titolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rimango molto sorpreso dal volume della musica, molto alto come giustamente è la musica suonata dal vivo: non stavo connettendo il suo girare al far suonare un pianoforte e delle percussioni di vario tipo in una stanza così piccola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche mio figlio lo fissava stupito: &quot;ma come fa a suonare da solo?!&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Finita la canzone, mi fa un cenno col dito di avvicinarmi, di nuovo &quot;Regarde&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con una levetta il rullo si sposta di un centimetro in orizzontale, e iniziando a girare parte una canzone completamente diversa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma certo, nel rullo ci sono più canzoni allineate in maniera differente rispetto ai dentini dello strumento principale, chiarissimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Finita la canzone, mi guarda come se stesse per rivelare il gran finale, è palese non sia finita lì: &quot;Regarde&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apre lo sportello dove c&apos;è il rullo e sotto si vede un secondo rullo, completamente nascosto a piano chiuso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora sono stronzo, ma è chiaro! Se vuoi più canzoni basta avere più rulli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La signora ha richiuso, mi ha sorriso e se ne è tornata alla cassa soddisfatta. Io sono rimasto a fissare quel piano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uscendo dal museo mio figlio mi ha chiesto se potevamo costruirlo anche noi un pianoforte che suona così.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli ho chiesto se non preferisse quando lo suoniamo insieme. Era dubbioso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando a casa ho riaperto il pc, ho invidiato la signora del museo, che poteva rimanere ferma al rullo del piano meccanico, invece di inseguire le novità AI come faccio io.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi però ho pensato che domani qualcuno potrebbe farle la stessa domanda, e lei avrà la pazienza di raccontare di nuovo la stessa storia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Magari tra duecento anni ci sarà uno schermo con sopra Claude Code, e una signora a raccontarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Regarde.&quot;&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>La grande recita (e io)</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-20/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-20/</guid><description>Sono certo di non voler ammazzare nessuno, quasi certo di non voler tornare in un ufficio.</description><pubDate>Thu, 20 Aug 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Da quando settimana scorsa ho condiviso l&apos;articolo su perché nel tech siamo tutti tristi, mi sembra che attorno a me si parli solo di quello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dice che il nostro lavoro non serve a niente, e che anche scappare fa parte del gioco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ne ho trovati almeno altri tre, più o meno filosofici, e su Telegram più di una discussione è partita dall&apos;AI per arrivare, vuoi o non vuoi, allo stesso argomento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io ho avuto la fortuna di lavorare in consulenza nell&apos;inutilità più totale tanti anni fa, in una delle più grandi aziende italiane, una ex azienda pubblica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non c&apos;era un ufficio in cui si facesse niente, ma interi piani di una palazzina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bisognava rispettare gli orari, le pause caffè era meglio non farle troppo lunghe, ma di fatto alla scrivania ognuno cazzeggiava a modo suo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli esempi che mi sono rimasti impressi sono: i compratori compulsivi su Amazon (refreshato come fosse un social), i videogiocatori a tutto schermo, gli odiatori di professione su Facebook, gli amministratori di forum vari, gli scrittori e poi la maggioranza silenziosa, i cazzeggiatori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando c&apos;era effettivamente qualcosa da fare avevo la sensazione che tutti fossimo consapevoli che il nostro lavoro fosse inutile, ma inutile davvero, ma come in una recita l&apos;impegno era massimo, le discussioni grandiose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lì è dove la mia voglia di scappare dagli uffici è germogliata, credendo di poter trovare un modo migliore di spendere i miei anni di vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il passaggio successivo però non è stato il freelancing ma una grande banca, sempre in consulenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La recita era decisamente più organizzata, sembrava quasi un gioco di ruolo tra interni col badge, esterni che non potevano parcheggiare dentro e responsabili impettiti che facevano da ponte tra i due mondi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure, tolto tutto il rumore, la ciccia vera era poca, e anche quando c&apos;era da fare non potevo non pensare a quanto fosse tutto poco sensato per me, non riuscivo a vedere nessun impatto sul mondo di qualsiasi cosa facessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Azienda dopo, una startup: si lavorava eccome, e vedevo esattamente quale fosse lo scopo del prodotto che vendevamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Peccato fosse marketing allo stato puro, al limite della truffa, decisamente non quello che ti fa sentire di star facendo la tua parte nel mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da lì freelancing, quella che ho sempre immaginato come meta finale, che avrebbe messo intenzionalità sia sulla parte tecnica che sul tipo di clienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi immaginavo già in una startup ambientalista a testare un&apos;app che aiuta a combattere il cambiamento climatico.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-20/1.jpeg&quot; alt=&quot;montagna&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Piste da sci, summer edition&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Invece ovunque sia andato, dalla PMI alla grande azienda, se la parte tecnica è diventata sempre più interessante, l&apos;impatto non è mai pervenuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho sempre avuto la sensazione che anche dove la mission fosse chiara, si trattasse di un qualche tassello di questa grande recita capitalistica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In realtà c&apos;è stata una volta in cui ho sentito un mio reale impatto, ed è stato quando ho insegnato, sia per i fatti miei ma ancora di più in una nota academy online.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lì sentivo di star aiutando concretamente le persone, vedevo un impatto che non fosse misurabile in termini economici ma soddisfazione e gratitudine di altri esseri umani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi a forza di invecchiare ho iniziato a farmi domande pure lì: ma non è che sto comunque partecipando alla recita, solo nel settore &quot;allevamento nuovi membri&quot;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E più invecchio più mi pare che si possa definire tutto come recita, come una rappresentazione in scena.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per non parlare di tutti i ruoli drammatici che ho interpretato e che mi aspettano, perché quelli dovrebbero avere un senso speciale rispetto al resto?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ovviamente più spremo più si arriva alle solite domande, quelle fatte dai greci più di duemila anni fa: qual è il senso?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con questa metafora della recita tutto si autorisolve: non c&apos;è differenza tra il collega che cerca su Amazon, un serial killer e me che scrivo una newsletter.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tornando al discorso iniziale, ho creduto per anni che tutti stessero sbagliando e che solo io stessi intravedendo la realtà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi anche quella realtà si è distrutta, e sto ancora cercando di mettere insieme i pezzi che trovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono certo di non voler ammazzare nessuno, quasi certo di non voler tornare in un ufficio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi piace quando un ragazzo mi chiede se iscriversi a informatica o a ingegneria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi piace quando qualcuno mi scrive per dirmi che grazie a un mio video si è licenziato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi piace pure quando vedo una mia app funzionare, anche se questo vuol dire consumare litri e litri d&apos;acqua per far funzionare Claudio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;articolo aveva ragione. Per ora.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Questa cosa che chiami vita</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-13/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-13/</guid><description>Esattamente sette giorni fa, ero seduto qui al pc per pubblicare il video girato al mattino sul Sup. Poi mi ha scritto Luca.</description><pubDate>Thu, 13 Aug 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Esattamente sette giorni fa, ero seduto qui al pc per pubblicare il video girato al mattino sul Sup.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La copertina era ormai venuta fuori, con le poche skill che ho su Canva: foto grande sotto + foto mia ritagliata sopra + scritta dietro la testa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stavo sistemando il titolo (prima Claude Code o prima il freelancing?) quando mi scrive il mio amico Luca su Whatsapp.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;È morto Guccini&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fermo tutto, questa mi colpisce duro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;avevo scoperto sedicenne, in mezzo al divorzio dei miei e alla disperazione adolescenziale di chi non sa in che direzione andare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi ci ero attaccato come qualunque adolescente si attacca a un mito (e col senno di poi mi è andata di lusso a trovarne uno così).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scoppio a piangere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Brutto dirlo, ma non mi sono messo a piangere immediatamente dopo la notizia della morte di persone a me molto più care.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi è parso come fosse morto un pezzo enorme di me, quello che provava a capirci qualcosa con le cuffie sul pullman per andare a scuola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Passo un&apos;ora tra leggere notizie, commenti vari, riascoltare canzoni guardando il soffitto e finire di piangere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando riapro il browser e chiudo le varie tab, mi accorgo di non aver ancora pubblicato il video.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora però mi sembra tutto una cazzata: io che mi sveglio presto per andare in mare a fare il video, io che lo scrivo in una newsletter, io che faccio una copertina con la mia foto iper satura di colori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inizialmente penso dipenda dal rapportare quello che stavo facendo alla morte, confronto che qualunque attività non può reggere (figuriamoci un video Youtube sull&apos;AI).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi però mi si accende l&apos;immagine di questo omone con la barba e la erre moscia che di fianco a me guarda la schermata di Youtube Studio, legge il titolo del video e dice: &quot;che sarebbe sta roba qui?&quot;&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-13/1.jpeg&quot; alt=&quot;sup sul mare&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;E quindi niente&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&quot;No niente Francesco, ho fatto un video in cui parlo delle novità sul mio lavoro, sulle tecnologie&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Ma cosa stai scrivendo lì da mezz&apos;ora?&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Il titolo del video, praticamente da quello dipende molto quante persone realmente lo apriranno e quindi il successo del video stesso. Insieme alla copertina, certo.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fisso lo schermo perplesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E la cosa sarebbe stata uguale se fossi stato a creare un nuovo form, dire a Claude di modificare lo schema di un db o a leggere un paper in cui si decide se gli LLM sono pappagalli stocastici oppure no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mio lavoro mi ha fatto sempre sentire in difetto rispetto all&apos;arte, alla letteratura e alla filosofia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il video l&apos;ho pubblicato senza più modificare il titolo, ora non aveva più alcuna importanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solo che poi, quel giorno stesso, mi sono messo a giocare con un robino hardware che avevo lì fermo da tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un registratore audio che volevo provare ad hackerare per farmi la mia app, ma che non avevo mai fatto perché tanto non posso poi mica farci un prodotto o altro: quel pomeriggio mi ci sono messo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi con la scusa ho provato un agent nuovo, poi ho risposto a una mail rifiutando cose che non avevo alcuna intenzione di fare, ma su cui procrastinavo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È come se togliendo importanza alle cose mi fossi sentito in diritto di decidere cosa fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche adesso, mentre scrivo, ascolto &quot;Lettera&quot; in loop e quando chiude con &quot;questa cosa che chiami vita&quot; mi sembra che la renda finita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ha mai avuto il tono di uno che spiega, me lo sono sempre immaginato a riflettere a voce alta passeggiando con aria dubbiosa, sul perché stiamo qui a fare quel che facciamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che culo avere avuto un maestro così.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rieccomi qui oggi, a scrivere assonnato alle 7.18, dopo un altro giro in SUP a parlare da solo, con un tazzone di caffè di fianco al pc.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Una cosa stupida che ho appena fatto</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-06/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-06/</guid><description>Vedo gente che lancia startup, che guadagna un sacco di soldi con delle scelte ponderate di carriera. Io parlo di AI da un SUP.</description><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;La gente va in ferie, persino le newsletter e i canali youtube si prendono una pausa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E io oggi che ho fatto? Mi sono alzato alle 5 per fare un video.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non un video strano, semplicemente io che parlo di AI e freelancing, come al solito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solo che volevo farlo in mezzo al mare remando. Senza alcun motivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono sceso in spiaggia e mi sono messo a gonfiare il SUP.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo dei ragazzi ubriachi di fianco a me si stavano spogliando per andare a farsi il bagno nudi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre gonfiavo il sup, sento qualche frammento di &quot;cazzo fa&quot; e &quot;pompa&quot;, quasi sicuramente rivolti a me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una volta abbastanza lontano dalla riva per avere silenzio attorno, ho incastrato il treppiede all&apos;elastico, sperando non cadesse, e attaccato la gopro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre remavo ho pensato come al solito: ma perché devo fare queste cose stupide?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sentendo le voci dei ragazzi sfottermi, ho rivissuto quel giudizio che mi faceva sentire insicuro a scuola, quelli fichi sono ubriachi all&apos;alba, non appena svegli in mare a fare video.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Voglio dire, se mi mettevo al pc tra 2 ore condividendo lo schermo veniva pure meglio sto video.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&apos;era davvero bisogno di andare in mare a parlare da solo di come Opus 5 mi abbia fatto rivalutare Claude Code?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vedo gente che lancia startup, che guadagna un sacco di soldi con delle scelte ponderate di carriera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io parlo di AI da un SUP.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora dovrebbe esserci la morale, quella che trasforma una storia strana in una scelta saggia, che ne so: la libertà di fare cose diverse dagli altri, l&apos;essere unici o non so cos&apos;altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui una morale non c&apos;è, forse è solo il mio personalissimo modo di combattere l&apos;AI ed evitare possa sostituirmi.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-08-06/1.jpeg&quot; alt=&quot;sup sul mare&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Stupido ma bello&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Gli LLM in fondo fanno questo: proseguono il testo con i token statisticamente più probabili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa succede quando provo a discuterci di scelte di vita poco convenzionali, che è spesso il mio caso?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ha poca originalità, pochi spunti davvero interessanti: nel dataset c&apos;è poco materiale a riguardo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora non dico che quindi debba fare solo cose stupide per fare qualcosa che l&apos;AI non può prevedere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dico solo che la cosa che mi rende unico è l&apos;insieme delle scelte che prendo in maniera intenzionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, tra queste, ci sono tutta una serie di scelte prese solo perché l&apos;idea di farle mi fa molto ridere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Servirà a qualcosa? Forse no, molto probabilmente no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una volta rientrato in spiaggia i ragazzi dormivano sbavando sugli asciugamani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi è capitato qualche volta anche a me di farlo, ogni volta mi sentivo un ribelle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi mi sembra che uscire a bere e urlare in spiaggia sia la cosa più conformista che c&apos;è, almeno per dei ragazzi giovanissimi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così come lo sarebbe se io fossi stato a casa a dormire, durante le mie due meritate settimane di ferie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece ero con un treppiede alle sei del mattino su un SUP a fare un video, tassello di un non meglio identificato disegno di carriera alternativa che sto inseguendo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una di quelle cose stupide e senza senso che sono sicuro da vecchio sarà contento di aver fatto anche solo per poterci ridere su. Mi basta.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Ma tu che ne sai</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-30/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-30/</guid><description>La combo perfetta: un nuovo modello AI con cui fare brainstorming sulla mia vita e una telefonata dal mio vecchio cliente con un&apos;offerta di lavoro.</description><pubDate>Thu, 30 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Qualche giorno fa ero sul terrazzo, cercando l&apos;ombra per non crepare di caldo, e arriva la combo perfetta: l&apos;uscita di Opus 5 e il ritorno del mio ultimo cliente da freelance.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi chiama infatti il CEO della startup, a quanto pare una botta di interesse da parte di qualche tizio ha risvegliato la cosa tre mesi dopo che erano finiti i soldi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io non sapevo come prendere la possibilità di qualche giornata al mese pagata, immerso in questo nuovo presente in cui lavoro a progetti tanto belli quanto non redditizi: mentirei se non dicessi che ho accolto la telefonata con sollievo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che bello sapere di ricevere X soldi per X giornate, contro la costruzione di un sistema vago e complesso che non so quanto ci metterà a funzionare, e soprattutto &lt;em&gt;se&lt;/em&gt; mai funzionerà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, ogni volta che esce un modello AI di frontiera nuovo, il miglior test che posso fare è un bel brainstorming sulla mia vita (lavorativa, si intende).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche perché il modello lo tirano a lucido per fare gli spacconi, e quindi ormai ho capito che nei primi giorni rende come mai più farà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apro quindi il buon Claudio e gli tiro giù tutto come al solito, dalla mia strategia a lungo termine fino alla possibilità di tornare a lavorare part-time per qualche giorno al mese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre aspettavo il verdetto, un vicino spara a tutto volume una canzone trap che urlava qualcosa tipo &quot;pu**ana la galera&quot;, una gran tamarrata che ha reso il momento surreale, facendomi quasi sentire la mancanza di quello che spara musica neomelodica napoletana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece poco dopo un altro vicino fa partire, sempre a tutto volume, una canzone di musica lirica, che mi ha subito ricordato la scena del film &quot;Le ali della libertà&quot;, dove Andy Dufresne si barrica nell&apos;ufficio del direttore e fa partire un brano di Mozart dagli altoparlanti del carcere: sa che è sbagliato, lo fa lo stesso e poi lo paga.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui serve a rispondere alla tamarrata trap, e la scena da surreale diventa comica, con il violino che si alterna alla voce con l&apos;autotune.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arriva il verdetto: Opus è andato dritto al punto dicendomi che sì, la strategia richiede molto tempo e tanto lavoro ma da qualche parte può portare, e sì, un lavoro da qualche giornata al mese è quello che serve a dare sostenibilità al tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pragmatico e inattaccabile: torna a lavorare part-time mentre giochi a fare l&apos;indipendente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non so perché, ma in quel casino tra la musica e quel verdetto ho pensato: ma tu che cazzo ne sai.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-30/1.jpeg&quot; alt=&quot;presente e futuro&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Pure Albert dice di non preoccuparsi&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Non posso dire &quot;chi te l&apos;ha chiesto&quot; perché è letteralmente una mia domanda diretta fatta pochi secondi prima, ma ho sentito uscirmi il libero arbitrio prepotente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io nel contesto di quella domanda ci avevo messo tante cose, ma tante altre no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per esempio che tante volte avevo già provato a lavorare alla mia indipendenza facendo leva finanziaria su lavori part-time.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ogni volta, le energie richieste da quei lavori andavano ben oltre la richiesta iniziale, fino a che, non volendo rinunciare alla mia vita e al tempo con la mia famiglia, finivo per togliere spazio ai miei progetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quindi poi alla fine va bene così, non bisogna per forza fare sessantamila cose, lavoro da remoto e part-time? Ma tutta la vita, poi si stacca e magari si va a mare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi passano i mesi, un piccolo senso di insoddisfazione cresce e la montagna dei &quot;come sarebbe andata se&quot; è lì che mi aspetta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora sono tre mesi che mi dedico full time a tante cose che sono poco più di esperimenti ancora, ma comincio a intravedere qualcosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualche prima entrata dal lancio del mio primo SaaS, qualche accordo chiuso per il canale YouTube, ma soprattutto la faccia da culo per vendere alle aziende qualcosa di diverso dal mio lavoro da freelance developer, cosa che continuavo a ripetermi di non saper fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rispetto a prima non è cambiato niente, la voglia matta di qualcuno che mi faccia un bonifico fisso al mese è sempre lì, solo è cresciuta ancora di più la voglia di fare le cose a modo mio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho continuato a dare contesto a Opus, con tutte le volte in cui il freelancing si è mangiato i progetti, e alla fine l&apos;ho portato dove volevo io, come sempre: ancora niente AGI, so essere molto convincente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al CEO ho detto che non posso, sto già seguendo troppi progetti: l&apos;unica differenza col passato è che sono tutti miei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pure i due tizi si sono arresi e hanno spento la musica. Poco dopo però è partito il vicino con la musica neomelodica napoletana, cantando a squarciagola: vince sempre lui.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Voglio fare il meccanico dell&apos;AI</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-23/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-23/</guid><description>Lì ci penso: ma perché ca**o ho così paura di chiedere ad una persona che sta lavorando di fare il lavoro per cui lo pagherò?</description><pubDate>Thu, 23 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Primo giorno di ferie, carico l&apos;auto, prendo moglie e figlio, e parto per un paio di settimane di mare nella vicina Liguria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ok, non sono veramente in ferie e il quadretto da operaio Fiat anni Settanta è un po’ forzato, ma per il resto sono io ieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco prima di arrivare si accende la spia di surriscaldamento motore e proprio davanti casa l&apos;auto si spegne facendo fumo e puzza di plastica bruciata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lì un po&apos; Fantozzi al primo giorno di vacanza mi ci sento: se la macchina è davvero morta, cosa possibile visti i duecento e passa mila chilometri, io come ci andrò al mare in questi giorni?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Calma, niente panico, cerchiamo un meccanico e capiamo come affrontare questa cosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non ci capisco niente di auto, e di conseguenza ho il terrore di andare da un meccanico e farmi fregare, essere preso in giro con parole di cui ignoro il significato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ne trovo uno facendomi consigliare da vicini di casa, magari se gli dico che mi manda uno di loro entro nelle grazie e guadagno la protezione &quot;amici di amici&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo chiamo, gli spiego la situazione e mi dice di andare, non prima di aver riempito d&apos;acqua l&apos;auto e comunque viaggiare ai venti all&apos;ora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci arrivo, scendo dall&apos;auto e inizio a cercare qualcuno, sia l&apos;officina che il cortile sembrano deserti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sotto un&apos;auto sento partire un &quot;Qui&quot;: eccolo, l&apos;eroe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi ci avvicino e lo saluto come se mi trovassi al cospetto di un parlamentare a cui devo chiedere di farmi la grazia e dare un lavoro a mio figlio: timore reverenziale puro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In effetti non pare gentilissimo, ma c&apos;è da dire che essendo in Liguria è una possibilità che mi aspetto di trovare spesso, quella di non essere trattato come la più benvenuta delle persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lì ci penso: ma perché ca**o ho così paura di chiedere ad una persona che sta lavorando di fare il lavoro per cui lo pagherò?&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-23/1.jpeg&quot; alt=&quot;mare&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Bloccato qui vabenelostessoo&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Mi succede anche dal medico, quando non so niente e ci va di mezzo la qualità della mia vita, e lì onestamente me la accollo questa sudditanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da un meccanico invece un po&apos; meno, perché ok che ne va della mia libertà di muovermi e dello stato di salute di uno dei beni più costosi che posso avere, però non è questione di vita o di morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche io ho una competenza verticale in un settore di cui molte persone non capiscono praticamente nulla: perché nessuno ha mai provato questo timore con me? Perché l’auto si può toccare e smontare, mentre un’app o un gestionale no? Non posso metterti sotto il naso un bug e dirti: “Ecco, questo è il pezzo che si è rotto”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A noi informatici sembra quasi che ci facciano un favore a darci un lavoro, soprattutto quando parliamo con persone non del settore: &quot;visto che tu aggiusti i computer, fammi questo gestionale in una settimana&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi viene il dubbio che, se durante una call riuscissi a far sentire la persona che ho davanti incompetente, anche solo un po&apos;, e a convincerla che le sto facendo un favore accettando di collaborare, avrei molte più soddisfazioni. Soprattutto economiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine se vado a vedere come sono i miei colleghi più &quot;di successo&quot;, soprattutto freelance, hanno sempre un po&apos; quell&apos;aria da stregone che ti fa pensare &quot;sa cose che io non so e che non mi è dato sapere&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E mi sa pure che l&apos;AI è la scusa perfetta per creare questo nuovo me: se mi paghi, e tanto, ci metto una buona parola e ammaestro un esercito di agenti al tuo servizio, altrimenti non dico che rischi che Claude ti ammazzi di notte però...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine l&apos;auto non ha alcuna perdita, quindi è facile che il motore sia andato: conviene buttarla, non ci mette le mani solo per rubarmi i soldi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiedo, giusto per cortesia, se gli devo qualcosa per il disturbo e un po&apos; più gentilmente di prima mi dice &quot;va bene così, dammi giusto dieci euro&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A parte che se va bene così non dovresti chiedermi soldi, io contanti non ne ho, ho solo 4 euro in moneta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se li è presi.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Un anno per sta roba?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-16/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-16/</guid><description>Lunedì scorso ho lanciato con un video la mia app, Pensarium.</description><pubDate>Thu, 16 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;&quot;Se ci hai messo un anno, non ci siamo proprio...&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lunedì scorso ho lanciato con un video la mia app, Pensarium.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andando a vedere le date, tra il primo video del progetto e questo è passato esattamente un anno (e una settimana, per la precisione).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un anno?? Per fare una web app nell&apos;era dell&apos;AI? Che ha comunque un sacco di bug e cose da migliorare?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono andato a rivedere cosa è successo in questo anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&apos;inizio ero gasato, un progetto per studiare l&apos;integrazione AI nelle app con una cosa che mi piace fare, ci sta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi però mi prendo bene con lo sviluppo app desktop, mai fatto in vita mia, fammi provare un po&apos; di robe diverse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando ho qualcosa di grezzo fatto, mi perdo tra lavori vari, progetti di viaggi con la famiglia, la cosa rallenta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad una certa riprendo il tutto in mano, provo a chiedere in giro qualche parere e viene fuori che le persone vogliono usare l&apos;app dal telefono, frega niente di avere i dati in locale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ok, ripartiamo da zero, nuova cartella e facciamo la cosa più semplice, una applicazione web: cosa che avrei fatto in un weekend, e invece inizio a fare dopo 6 mesi. Bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ritiro su tutto, provo prima i db singoli, anzi no è un casino, fammi provare un nuovo framework, l&apos;app mobile la faccio comunque?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto il mondo cambia, Claude Code diventa il maggiordomo di chiunque e inizia a spopolare Obsidian anche tra i manager, proprio quel software che uso da 10 anni e che stavo sostituendo con la mia app.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, io decido di rifare tutto in un modo e il mondo va esattamente in direzione opposta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non solo, nel frattempo si stravolge il mercato, l&apos;idea di fare un&apos;App ad abbonamento sembra un suicidio imprenditoriale, i famosi Saas sono stati uccisi dall&apos;AI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed ecco che nove mesi dopo mi ritrovo un&apos;app ancora non pronta, che usa modelli scarsi che sembrano rotti rispetto ai modelli di punta con cui tutti sono abituati a parlare e con un formato che probabilmente sarebbe invendibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciliegina sulla torta? Lascio tutti i clienti da freelance per dedicarmi ai miei progetti full time.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bene, ora quest&apos;app non solo dovrebbe funzionare, ma dovrebbe funzionare pure bene per avere ancora un senso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;aver raccontato il progetto online poi ha avuto un doppio effetto.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-16/1.jpeg&quot; alt=&quot;Pensarium&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Pensarium vive&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Da una parte aveva generato aspettativa, almeno nella mia testa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cioè, io sono sicuro che non ci fosse nessuno che non dormiva la notte in attesa del rilascio di Pensarium.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma per me raccontare qualcosa in video vuol dire metterci la faccia, era come se avessi promesso qualcosa a qualcuno e ora stessi per non mantenere la promessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre quello che era partito come un esperimento, per le persone era diventato la storia imprenditoriale su cui stavo concentrando tutte le mie energie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A maggio, durante il ritiro nomade, tanti mi chiedevano incuriositi che fine avesse fatto Pensarium, che misteriosi programmi avessi a riguardo ora che ero ufficialmente un imprenditore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Incredibile, racconti online che ora fai l&apos;imprenditore e parli di un progetto da mesi e le persone associano le due cose: chi l&apos;avrebbe mai detto?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per me era un progetto che non sapevo manco se portare avanti, un&apos;app che poteva avere senso per me ma che esporre al pubblico voleva dire dedicargli energie, sapendo di non generare chissà che soldi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che cazzo di trappola mi ero creato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rileggendo tutte queste cose non so esattamente quando ho deciso che Pensarium sarebbe uscito, e che sarebbe diventato un prodotto vero e proprio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordo però un pomeriggio, un mese fa, in cui mi sono messo offline per fare uno dei miei tanti brainstorming con me stesso e ho dedicato due ore solo a capire cosa fare di Pensarium.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più ci pensavo e più l&apos;app che mi ero fatto per fare journaling mi piaceva, alla fine volevo un editor minimale per scrivere, la possibilità di fare journaling con la voce e un minimo di AI a punzecchiarmi con le domande per invogliarmi a scrivere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ero convinto sul dedicarci tanto tempo, tra i vari nomi di progetti scritti sul foglio di carta era quello che non sapevo davvero che senso avesse economicamente parlando, e stavo proprio cercando di indirizzare bene i miei sforzi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cosa però aveva un nome, un logo e pure un effetto grafico decente, non AI slop, da poter usare per la landing page.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A me l&apos;app piaceva, alle persone a cui avevo chiesto di provarla pure, per quanto nessuno facendo journaling la usasse in maniera compulsiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lì ho capito che avevo un prodotto da poter rilasciare, da poter far usare ad altre persone e soprattutto da poter mostrare come qualcosa di fatto da me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;unico freno rimasto era la paura del giudizio degli altri e il bias del tecnico che dentro di me diceva &quot;rifacciamola, proviamo anche l&apos;AI locale, anche sul telefono, facciamo un plugin per Obsidian, rendiamola una skill...&quot;. Un pazzo drogato, sto bias.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella settimana prima del lancio faccio cose che avrei potuto fare anche un anno fa, ma che per tutte le ragioni che ho scritto non avevo fatto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed ecco il prodotto confezionato per uscire, con una landing page presentabile e tutte le funzionalità di base presenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&apos;è un metodo di pagamento attaccato, per ricordarmi che i prodotti si possono anche vendere e non solo costruire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo il lancio ho aspettato nervosamente le critiche, i bug, gli insulti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualche critica è arrivata, i bug ovviamente anche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma è arrivato un sacco di affetto, commenti del tipo &quot;Non ho provato l&apos;app ma complimenti per averla fatta uscire, sembra bella&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una pacca sulla spalla data senza giudizio, nessuno stava lì col fucile puntato in attesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rilasciare l&apos;app è stato liberatorio, ha dissolto tante insicurezze e la voglia di creare ha preso una forma nuova.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non sento la spinta a creare altre mille nuove app, ma la voglia di coltivare questo e gli altri progetti che ho già e su cui non avevo abbastanza fiducia per crederci io per primo.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Con ChatGPT in Andalusia</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-09/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-09/</guid><description>Il mio amico Max ha chiesto a ChatGPT qualunque cosa, dalle soste durante il viaggio in auto ai bar in cui fare colazione.</description><pubDate>Thu, 09 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;&quot;&lt;em&gt;Hey Chat, ci consigli un ristorante che abbia anche roba vegetariana a Malaga?&lt;/em&gt;&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo cinque giorni in Andalusia con amici di lunga data, mi sembra di vivere in una distopia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mio amico Max ha chiesto a ChatGPT qualunque cosa, dalle soste durante il viaggio in auto ai bar in cui fare colazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E io ogni volta ero lì a frenarlo: guarda che non è aggiornato, guarda che non è preciso, guarda che il modello gratuito è stupido.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma lui ogni volta imperterrito, pronto a chiedere e a riferirci la proposta ricevuta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo stesso Max che mi guidò la mia primissima volta in Asia, sperduto alla stazione del treno di Bangkok, per prendere il treno notturno per il Laos.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora non avevo neanche una connessione nel telefono, la Lonely Planet era la nostra bibbia (e al pari di un llm non era aggiornata ad oggi), e affidarci all&apos;amico esperto di Asia era l&apos;unica certezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora invece mi stupisco: come può fidarsi così ciecamente di ChatGPT, senza essere sicuro che le fonti siano corrette, senza utilizzare la versione a pagamento col modello di frontiera? Se non è GPT 5.5, che modello usa?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quando poi intervenivo io, col mio incrocio tra Google Maps e Claude Fable con ricerche online esplicite, i risultati... erano praticamente gli stessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma allora conoscere le skill, i tools, tutti gli llm mi sta solo riempiendo la testa di fumo, distogliendomi dal reale obiettivo delle cose che faccio?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse l&apos;essere immerso in questa tecnologia me la sta rendendo ancora più gigante di quanto realmente sia, creando anche non poca insicurezza?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi parlando di AI a cena è arrivata LA domanda: &quot;&lt;em&gt;Giuppi, ma tu ora col lavoro?&lt;/em&gt;&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-09/1.jpeg&quot; alt=&quot;Ronda&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Ronda, Andalusia&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;L&apos;idea è che siccome anche loro hanno iniziato a farsi fare piccole app per robe d&apos;ufficio, non capiscono più che senso abbia quello che faccio io.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Senza saperne troppo, sono un programmatore, uno che scrive codice per creare siti web, gestionali e applicazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ora che lo possono chiedere direttamente all&apos;AI, io sono tagliato fuori, carriera cancellata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E attenzione, è parte della verità, è dove nasce quel senso di insicurezza e smarrimento in me e in quelli come me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma scalpitavo nel rigiragliela quella domanda: &lt;em&gt;ma perché, credete che l&apos;AI non possa già fare tranquillamente il vostro, di lavoro?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se l&apos;AI può crearvi un gestionale senza saper scrivere una riga di codice, non vi è venuto il dubbio che quel foglio excel si possa compilare da solo senza quasi chiederlo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che se Claude Cowork vi può fare le slide in 2 minuti, forse ha il potenziale per fare anche la parte di analisi dei dati?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ho voluto chiedere niente di tutto questo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In fondo sono già pieno di questi discorsi nella mia bolla, almeno con loro volevo far finta che l&apos;AI può fare tante cose, ma non tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma più che fermarmi ad una visione del tipo &quot;beata ignoranza&quot;, mi sono chiesto se anche io stia guardando la situazione dal punto sbagliato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per loro la cosa importante non è &lt;em&gt;fare&lt;/em&gt; quel foglio excel, ma essere la persona che lo presenta al meeting, a cui viene chiesto riscontro, che se ne assume la responsabilità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io in questo sistema, da semplice programmatore, sono più un problema (quello che dice &quot;non si può fare in una settimana&quot;) che un valore aggiunto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma allora dove devo farmi trovare per riuscire ad avere di nuovo valore?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un indizio l&apos;ho trovato mentre gli spiegavo qualche trucchetto con Claude, o cosa potrebbero fare con Cowork, un pochetto la loro pupilla l&apos;ho vista allargarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Essere il ponte tra il mondo non tecnico e questi meccanismi fantascientifici di intelligenza artificiale, essere quello che in una riunione parla a nome dell&apos;esercito di agent, quasi ammaestrandoli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che poi io di riunioni non ne voglia fare neanche mezza, è tutto un altro paio di maniche.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>La mia finale dei Mondiali (a Bologna)</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-02/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-02/</guid><description>Non so perché mi colpisca così tanto il potere di fare domande, quante cose nella mia vita non sarebbero successe se non avessi avuto il coraggio di chiedere.</description><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Nei giorni scorsi, mentre ero a Bologna alla fiera tech WeMakeFuture, ho assistito ad un talk di Jacopo D&apos;Alesio, per gli amici di Youtube &lt;em&gt;Jakidale&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Raccontava che alcuni studenti di Ingegneria dell&apos;università di Pisa gli avevano scritto molti mesi prima chiedendogli di sponsorizzare un tentativo di record del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un record un po&apos; bizzarro, aeroplanino di carta più grande del mondo, ma abbastanza plausibile sia per lui che per studenti di ingegneria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non mi aveva colpito molto la cosa, finché non ha menzionato che non solo l&apos;aereo si trovava nel padiglione di fianco al nostro, ma che il giorno dopo ci sarebbe stato il tentativo di lancio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andiamo quindi nel padiglione e troviamo aeroplano, enorme, che ovviamente ci eravamo immaginati come una copia gigantesca del classico aereo di carta fatto a scuola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Diciamo che sembrava più una lunga ala, sui 20 metri per l&apos;esattezza. Comunque, tanta roba.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A fare da guardia ci sono un bel po&apos; di studenti, chiediamo qualche informazione, si percepisce la loro emozione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Direi per me chiusa lì, bravi tutti e auguroni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il giorno dopo però, verso le 18, mi trovavo a girovagare per la fiera completamente da solo, senza più alcuna voglia di chiedere cose o di conoscere gente, e mi viene un flash.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ma non era oggi che lanciavano l&apos;aereo di carta?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-07-02/1.jpeg&quot; alt=&quot;aereoplanino&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Eccolo qui, l&apos;aeroplanino&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Arrivo nel padiglione ed è più movimentato del giorno prima, ma ancora quasi vuoto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi appoggio ad una transenna, stanco dalla giornata di socialità e camminate dentro la fiera, e inizio ad osservare che succede nella zona calda dell&apos;evento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&apos;è ovviamente Jakidale che corre da una parte all&apos;altra, un tizio in giacca e cravatta completamente fuori luogo, un altro youtuber parlare davanti all&apos;aereo col telefono davanti alla faccia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiedendo in giro scopro che manca più di un&apos;ora al lancio, e ho due strade: andare da qualche altra parte e tornare dopo, oppure rimanere fermo lì e aspettare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per inerzia rimango lì, non ho manco la forza di scegliere, e inizio a osservare meglio la scena, concentrandomi sugli studenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono quelli più agitati, ogni tanto si avvicinano e li vedo darsi di continuo il cinque, gente che fa avanti e indietro guardando ogni tanto verso la folla di spettatori che si sta creando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Penso che già sia un momento topico per loro, un lancio dopo 2 anni di lavoro, avere anche questa massa di persone mai vista prima a osservarli deve aumentare e non di poco l&apos;ansia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Provo ad interagire con uno di loro, chiedendo come mai sia concesso avere una struttura portante in legno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il ragazzo quasi scocciato mi fa notare che è tutta carta, anche quei pezzi lunghi, e in un istante capisco quanto io sia fuori da quel progetto, al pari di un tifoso sovrappeso allo stadio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto Jakidale al microfono spiega la procedura di lancio, e finalmente capisco che il tizio in giacca e cravatta è il giudice ufficiale del Guinness World Record, fico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Capisco anche che il lancio avverrà dalla rampa alta 3 metri e lunga una quindicina per mano proprio dei ragazzi, è una delle regole: si lancia a mano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anzi, sarà solo uno di loro a lanciare, proprio il ragazzone alto e spesso che il giorno prima da quella rampa lanciava la palla medica da 30kg.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo vedo seduto, gli altri ragazzi gli ronzano intorno, ogni tanto qualcuno gli mette una mano sulla spalla, oppure gli dà la carica con i pugni davanti alla faccia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Faccio fatica a pensarlo: 20 anni o poco più, avere sulle proprie spalle il lavoro di 2 anni dei tuoi compagni, tutto in un unico gesto che può tranquillamente mandare a puttane tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, da lì inizio a sentirla anche io l&apos;ansia, divento anche io uno di quei compagni che vorrebbero in qualche modo aiutarlo, alzare le mani al cielo come in Dragon Ball per donare energia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece sto lì fermo, la folla dietro di me senza che me ne accorgessi è diventata enorme.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si aspetta solo quel momento, quello in cui si scopre se l&apos;aereo si spezzerà in due, se cadrà di muso in verticale poco oltre la rampa o se ce la potrà fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando partono con le manovre per innalzare l&apos;aereo sulla rampa, penso che tutto questo sta succedendo perché questi ragazzi hanno avuto un&apos;idea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chissà come, un giorno magari uno di loro ci ha pensato, magari vedendo il video del lancio precedente, poi ne ha parlato con un altro e poi gli altri piano piano hanno fatto gruppo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Facciamolo&quot; ad una certa, e via di esperimenti sui materiali e studi sui flussi aerodinamici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi, dopo essersi scontrati col mondo e con la necessità di trovare soldi per poterlo fare davvero, invece di fermarsi hanno fatto la cosa più potente che si possa fare: chiedere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non so perché mi colpisca così tanto il potere di fare domande, quante cose nella mia vita non sarebbero successe se non avessi avuto il coraggio di chiederle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quella domanda ci aveva portato tutti lì, con un&apos;ansia che rigori della finale dei mondiali spostatevi proprio, in un infinito istante di silenzio in cui tutti lo guardiamo, aspettando che cominci la sua rincorsa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando parte non riesco ad immaginarmi nessun altro finale, quel cazzo di aeroplano deve volare per forza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi parte, pochi passi decisi e il lanciatore si schianta contro un materasso messo sull&apos;estremità della rampa, mentre lascia andare l&apos;aereo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E l&apos;aereo non delude, vola e non si ferma più: doveva volare almeno 15 metri e invece si va a schiantare fino al fondo del padiglione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Corro come tutti anch&apos;io a vederlo da vicino, con una gioia che solo un&apos;ora prima non avrei mai immaginato di provare in quel pomeriggio a Bologna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cerco subito con gli occhi gli studenti del progetto e sono tutti lì sulla rampa ad esultare come se l&apos;avessero vinta davvero, la coppa del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Praticamente si sono prima costruiti da soli la coppa, poi hanno trovato il modo per giocare la finale e alla fine l&apos;hanno pure vinta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono uscito dal padiglione carico a molla, pronto il giorno dopo a ricominciare a parlare con persone a caso alla fiera. Non si sa mai.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Tra AI e monaci digitali</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-25/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-25/</guid><description>Il futuro in questione è rappresentato da decine e decine di startup, ognuna col suo banchetto e l&apos;entusiasmo del founder pronto a raccontarti tutta la storia.</description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Ieri mattina alle 7.30, il treno era ancora nello stato &quot;pronto a partire&quot;, mezz&apos;ora dopo l&apos;orario di partenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi affaccio e vedo in corridoio il responsabile del treno (non so se si chiami davvero così) accerchiato da 10 persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Dobbiamo cambiare treno e non so quando arriverà. Davvero signori, non so nient&apos;altro&quot;&lt;/em&gt;, ripetuto a chiunque.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io scendo e onestamente non ho idea di cosa dovrei fare, dove dovrei aspettare aggiornamenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto una signora con la scritta &quot;Living my dream&quot; bestemmia contro il tizio-trenitalia perché lei ha un appuntamento e lui non può dirle che non sa come dovrebbe fare, deve risolvergli il problema.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scendiamo dal treno e tutti i passeggeri accerchiano il tizio, con il livello di rabbia che diminuisce all&apos;allontanarsi dal centro del cerchio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Penso che vabbè, la gente già è incazzata dalla vita, figurati mentre va a lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io non ho fretta, sto andando a Bologna ad una fiera sul futuro del paese, We Make Future, dove mi aspetto di rivedere qualche amico, conoscere qualcuno di interessante e far bella figura venerdì al mio talk (che ovviamente non ho ancora preparato).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In soldoni, non ho fretta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel mentre, un treno identico a quello rotto arriva sul binario alle nostre spalle, e tizio-trenitalia finalmente alza un dito sulla folla e lo indica, è il nostro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rimango stupito, mai avrei pensato che un problema come frecciarossa-rotto si potesse risolvere in 45 minuti, senza dover neanche cambiare posto o sedermi a terra (storia già successa).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arrivato a Bologna, scampato il pericolo giornata in stazione, trovo prima il buon Gianluca Lomarco che mi raccatta, poi in sequenza tanti altri amici del ritiro nomade e via, si entra nel futuro.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-25/1.jpg&quot; alt=&quot;futuro&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Meglio se non ce l&apos;hai, l&apos;ai.&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Il futuro in questione è rappresentato da decine e decine di startup, ognuna col suo banchetto e l&apos;entusiasmo del founder pronto a raccontarti tutta la storia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per uno che sta sviluppando un&apos;app che pochi si calcoleranno e che vuole capire come si gioca al gioco delle startup, la curiosità è tanta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;anno scorso non avevo guardato al mondo startup con questo interesse, ero più impegnato a sentire i talk di Molteni e della Slim Dogs.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cammino con gli occhi bassi a leggere i nomi sui banchetti, cercando qualcosa che mi attiri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sento come succede appena entrato in libreria, in cui scorro i libri senza sapere dove fermarmi per un bel po&apos;, finché non mi decido a sfogliare il primo e da lì inizio davvero a scegliere cosa comprare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&apos;è un problema però, che mi manda un attimo in confusione: c&apos;è la parola AI dappertutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una distesa di agenti, bot, assistenti, AI che fa cose da AI ovunque.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pure chi non si occupa di AI ha comunque sentito l&apos;obbligo morale di metterci un riferimento di qualche tipo sopra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molti loghi mi sembrano palesemente fatti con l&apos;AI (cosa che posso pure capire, lo faccio anche io, ma alcuni sono fatti pre-modelli decenti e si vede).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Senza rendermene conto, è finito il padiglione e non sono riuscito a trovare la curiosità di chiedere a nessuno cosa stesse facendo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E la cosa mi dispiace, sicuramente ci sono tantissime realtà lì dentro super interessanti, da cui imparare qualcosa o anche solo sentire una persona con una storia interessante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma quanto rumore, quanti wrapper di un llm, quanta fomo tradotta in caos totale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una cosa positiva c&apos;è: immaginandomi un piccolo stand col logo di Informatici di Quartiere penso che saremmo spiccati per originalità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma pure Pensarium, che vedo come poco più di un esperimento di prodotto e che non sbaglierei a metterlo tra i &quot;wrapper&quot;, penso che non avrebbe sfigurato qui in mezzo, e onestamente non so se la cosa sia positiva oppure no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine la scritta che attira la mia attenzione è &quot;Monaci Digitali&quot;, un progetto che ha creato in un convento un coliving con coworking dove fare anche digital detox.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non avrà il piglio per diventare una startup vera, ma sicuramente può diventare meta di un viaggio o di un ritiro nomade, decisamente più interessante per me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora finisco di scrivere, bevo il caffè e si torna alla carica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da freelance cercavo startup a cui lasciare il contatto, da wannabe imprenditore di sto ceppo andiamo a caccia di storie interessanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E mi sa che in qualche modo le sto ancora cercando con gli occhi di chi vede wrapper ovunque, invece di capire chi ha più possibilità di arrivare da qualche parte, wrapper o non wrapper.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Papà fa lo youtuber</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-18/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-18/</guid><description>Mia madre guarda spesso i miei video, e nel momento in cui un video si intitola Ho mollato i miei clienti sicuramente qualche campanello d&apos;allarme suona pure a lei.</description><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Giuppi, stai lavorando?&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mia madre guarda spesso i miei video, e nel momento in cui un video si intitola &quot;Ho mollato i miei clienti&quot; sicuramente qualche campanello d&apos;allarme suona pure a lei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per onor del vero, il titolo continua con un &quot;... e lavoro più di prima&quot;, ma evidentemente il contenuto non ha mantenuto la promessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Lo so che non stai lavorando, ho visto il video!&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dunque, spiegare cosa facessi prima era piuttosto semplice: ho diversi clienti, mi pagano per lavorare al computer, va tutto bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi possiamo parlare del branding, del networking, il mercato, l&apos;AI... dettagli, a regime funzionava così e bon, facile da spiegare, vede che non muoio di fame, tutto perfetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ora?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Prodotti digitali, i contenuti, i ritiri, la newsletter, l&apos;associazione, mamma guarda che faccio un botto di cose. Sapessi quante persone sto incontrando!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi suonava un po&apos; come una super cazzola, ma ci credevo davvero mentre rispondevo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi la stessa domanda me l&apos;ha fatta il giorno dopo Piero Savastano, dicendomi poco prima di entrare in live &lt;em&gt;&quot;inizierei chiedendoti che stai facendo in questo periodo&quot;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, lì non c&apos;era più la questione differenza generazionale e amore del posto fisso, e rispondere così al volo mi ha messo più in difficoltà, come se fosse più semplice &lt;em&gt;essere sgamato&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo l&apos;AI, questa è stata la mia risposta in live:&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-18/1.png&quot; alt=&quot;notebooklm&quot; /&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Quindi sto facendo Pensarium, l&apos;associazione e Youtube: diciamo che più o meno la visione è coerente quanto meno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cerchiamo però una risposta che vada bene anche per mia madre:&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-18/2.png&quot; alt=&quot;notebooklm&quot; /&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Qua la cosa si fa più interessante: parliamo di transizione, di &quot;capire come far funzionare&quot;, ecco che le certezze sono molto meno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il che mi torna, sto facendo tutte cose che mi piacciono ma comunque vivendo nell&apos;assoluta incertezza di come andranno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Visto che questo è di nuovo difficile da dire a mia madre, magari l&apos;AI può rassicurarla al posto mio:&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-18/3.png&quot; alt=&quot;notebooklm&quot; /&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Hai capito il buon Notario (NotebookLM per gli amici.)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sia chiaro, che un LLM volesse dare una risposta positiva era scontato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E la frase &lt;em&gt;trasformare la creatività e la logica in valore percepito&lt;/em&gt; si potrebbe applicare ad una marea di mestieri, ovviamente anche all&apos;essere freelance.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però nella risposta ci sono un paio di cose che risuonano con la direzione in cui sto andando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Credo davvero che la creatività sarà sempre più importante, ed è il muscolo che forse più di tutti sto cercando di allenare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Credo anche che il valore percepito di implementare cose sia sceso drasticamente verso lo zero, e forse sia proprio il centro della crisi esistenziale dei programmatori oggi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sembra quasi che l&apos;AI mi stia dicendo: sbrigati a fare tutto quello che un giorno saprò fare anch&apos;io.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Detto questo, tra avere chiari questi valori e tirarne fuori &quot;un lavoro vero&quot; serve un sacco di execution, e per ora questa è una scommessa su me stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo a mia madre potrei dare la risposta che mi ha dato ieri mio figlio alla domanda &quot;secondo te, papà che lavoro fa?&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Fa lo youtuber!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non che mia madre ne sarebbe felice, ma almeno avrebbe una risposta.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>I ricchi, i servitori (e io)</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-11/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-11/</guid><description>Che strani questi giorni, passati in un resort a Capo Vaticano, poco sotto Tropea in Calabria. Sono anni che viaggio zaino in spalla o camper, ma non ho potuto rifiutare un invito ad una festa di famiglia.</description><pubDate>Thu, 11 Jun 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Che strani questi giorni, passati in un resort a Capo Vaticano, poco sotto Tropea in Calabria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono anni che viaggio zaino in spalla o camper, ma non ho potuto rifiutare un invito ad una festa di famiglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sento fuori posto, ma sono talmente in un ambito nuovo che sta diventando una sorta di ricerca antropologica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Semplificando il giusto, posso riconoscere due categorie di umanità entrare a contatto, che chiamerò &quot;i ricchi&quot; (tra cui io) e &quot;i servitori&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi ricchi ci aggiriamo fin dal mattino con l&apos;aria beata e un piattino in mano, facendo 2 o 3 giri tra dolce e salato (non conto i giri con tazza o bicchiere in mano).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al tavolo della colazione siamo già alle prese con la prima difficile scelta della giornata: segnare sul menu cosa vorremo per cena, con un salto temporale non indifferente a cui va aggiunta la difficoltà di pensare a mente a cosa potremmo avere per pranzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I più spendaccioni ordinano da bordo piscina, non incluso nella mezza pensione, creando una sorta di mini classificazione interna tra ricchi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per andare in spiaggia si prende una navetta, un minivan da 8 posti (12 se ci stringiamo), e nel momento in cui le persone in attesa sono anche 15 o 20 viene fuori la prima difficoltà, perché una fila o dare la precedenza non sono previsti in un resort.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora si fa a gara a chi si mette più in mezzo alla strada, per essere più vicino allo sportello, e nello spingere per entrare riempio di occhiatacce tutte le signore tedesche, che hanno osato provare a fregare me, arrivato ben prima di loro!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il resto della giornata un buon 80% del tempo è passato a giudicare da intenditori cosa si è mangiato, paragonarlo con la sera prima, con la vacanza prima, nello stesso posto o da qualche altra parte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A cena la tavola apparecchiata presenta una posata in più, orizzontale sopra il piatto, e la prima parte della cena se ne va a cercare di immaginare quale sarà il dessert, che consistenza deve avere per aver richiesto una forchetta invece del cucchiaino (che di solito è preferito, ma la forchetta sembra generare più materiale di discussione).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall&apos;altra parte abbiamo &quot;i servitori&quot;, per lo più giovani ragazzi (calabresi in questo caso) che fanno sentire tutti coccolati, quasi in famiglia, regalando sempre un sorriso e una domanda inaspettata: &quot;come sta oggi?&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sembrano così felici di lavorare, e come non potrebbero! Siamo in un paradiso naturale in un clima di vacanza e poi hanno a che fare con &quot;i ricchi&quot;, gente con cui è bello avere a che fare per definizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Osservandoli, l&apos;istinto mi dice che appartengo probabilmente più alla loro categoria che a quella in cui mi sono infilato mio malgrado.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E a forza di mettermi al pc ai tavolini, mentre loro sono in pausa e gli altri ricchi sono al mare, sembro uno che lavora abbastanza per iniziare ad entrarci in confidenza.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-11/1.jpeg&quot; alt=&quot;calabria&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Calabrifornia&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;I servitori tra di loro pigliano per il culo tutti, ma proprio tutti, i ricchi in dialetto calabrese, mi ricordano tantissimo il cameratismo con i ventenni con cui lavoravo qualche anno fa in ufficio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver sorriso e risposto all&apos;ennesima lamentela della signora veneta con i capelli viola, la cameriera gentile scambia una descrizione poco gentile della signora con la collega mentre si incrociano, con una velocità ed un sincronismo incredibile (anni di allenamento suppongo).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;autista della navetta è il nipote del tuttofare del resort, e ogni volta che alle parole &quot;no beach, station&quot; le signore tedesche in costume lo fissano, tentando comunque di entrare nel minivan, cerca di farglielo capire con bestemmie direttamente in calabrese stretto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parlando con i camerieri e i cuochi mentre fumano al tavolino vista mare, da cui prima mi beavo facendo foto da vero nomade digitale, mi raccontano che molti non vedono l&apos;ora di andarsene, che sognano di cambiare vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi vorrebbe aprirsi un locale suo, chi sogna di diventare un camionista, qualcuno addirittura vorrebbe lavorare in un ufficio, da cui io per anni ho cercato solo di evadere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando mi chiedono che lavoro faccio non so quasi rispondere, ma dire &quot;lavoro al pc&quot; per loro è più che sufficiente, un altro mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sento un figo, col mio pc e la tazza di caffè, immagino di essere invidiato per quella sorta di bug del sistema (che loro non chiamerebbero bug) per cui posso sia lavorare che essere in vacanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi un ragazzo mi dice spegnendo la sigaretta: &quot;certo che mò con sta intelligenza artificiale mica troverai più tanto lavoro&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono tutti d&apos;accordo con questa affermazione, ormai i pc faranno tutto da soli, anzi vogliono sapere se ho già pensato anche ad altri tipi di lavori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non so come sia successo, ma in una chiacchierata il mio sogno da nomade digitale si è trasformato in una nuova categoria sociale, quella del disoccupato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cerco di spiegare che è più complicato, che sti agenti vanno guidati etc etc, ma mi guardano senza crederci tanto, e da come parlo sembro quasi non crederci manco io.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Credevo di essere fuori da questo gioco dei ruoli, mentre il mio ruolo è solo diverso, e per alcuni manco così figo.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Un ritiro al gusto di Romagna</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-04/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-04/</guid><description>Ecco, questo mi riempie d&apos;orgoglio, sapere che qualcuno rischia di rovinarsi la vita anche per la spinta ricevuta da un ritiro o da un mio video è l&apos;unica cosa su cui sono contento di mettere la firma (va a sapere che nome ha questo disturbo mentale).</description><pubDate>Thu, 04 Jun 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sto scrivendo da un aereo Ryanair diretto a Lamezia, in Calabria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non so se abbiano rimpicciolito ancora lo spazio dei sedili o se sia che l&apos;ultima volta avevo un Macbook Air, fatto sta che il pc è incastrato tra la mia pancia e il sedile davanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che di cose da scrivere oggi ne avrei anche tante, visto quanto successo nell&apos;ultima settimana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solo tre giorni fa guidavo il camper in direzione Torino, dopo un pranzo con gli ultimi compagni di ritiro nomade.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non mi piace l&apos;idea di definirlo come il miglior ritiro fatto finora, come un genitore non dice mai di avere un figlio preferito (anche se poi alla fine ce l&apos;ha comunque, quindi...).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non saprei neanche cosa lo ha reso così speciale, mi serve tempo per elaborare queste cose, ma ci sono tante cose che subito mi fanno sorridere pensandoci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per esempio, la prima sera mentre camminavo per raggiungere gli altri in spiaggia mi chiedevo se le persone si stessero divertendo, se non avessi dovuto fare qualcos&apos;altro per rendere migliore l&apos;arrivo e il primo giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arrivato in spiaggia, erano tutti in acqua a giocare a pallavolo, mentre altri lodavano la birra al pepe del Sand Gate, il locale lì di fronte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni volta succede così, credo di dover fare qualcosa io e poi rimango felicemente sorpreso a vedere le persone organizzare cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È il momento in cui svanisce un certo senso di responsabilità e lascio che le cose vadano come devono andare, pensando solo alla logistica, ai pasti e al giorno dell&apos;unconference.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi questa volta c&apos;era la magia del campeggio, dove abbiamo costruito un nostro piccolo villaggio con le persone incontrate a lavorare nel porticato della loro casetta e le mille sedie rubate per crearci la nostra piazza tra i camper.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E che bellezza trovarsi al mattino, ancora assonnati, per sederci in spiaggia a meditare, dopo le montagne della Valle d&apos;Aosta e il camino della baita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra i tanti momenti ce n&apos;è uno che per me descrive la follia di questo evento.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-06-04/1.jpeg&quot; alt=&quot;camper in campeggio&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;La piazza&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Eravamo in spiaggia al termine dell&apos;unconference, come sempre in attesa delle nostre pizze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Finalmente avevamo trovato un momento per noi musicisti, e con chitarre e percussioni entravamo nel famoso flow con il cielo rosso da fine tramonto e una luna enorme.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre noi fingevamo di sapere cosa stessimo suonando, altri guardavano i rigori della Champions League attorno ad un tablet.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma anche volendo mettersi d&apos;impegno, come cavolo si fa ad organizzare una cosa del genere? Può solo succedere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, in questi 4 giorni sono successe una marea di cose per il semplice motivo di essere lì, branco di developer o affini con una visione della vita e del lavoro molto simile, o per lo meno con tanta voglia di mettere la propria vita in discussione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se forse si è parlato meno di tech e AI, si è parlato molto di cambiamento, di scelte della vita importanti, di percorsi fuori dall&apos;ordinario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo mio momento della vita, con tanto entusiasmo ma poche certezze, avevo bisogno di ascoltare tante storie diverse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni volta poi sembra succedere qualcosa dopo, come chi compra un camper, chi si licenzia e chi si trasferisce a Berlino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, questo mi riempie d&apos;orgoglio, sapere che qualcuno rischia di rovinarsi la vita anche per la spinta ricevuta da un ritiro o da un mio video è l&apos;unica cosa su cui sono contento di mettere la firma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non so quale disturbo mentale sia, dovrei fare un&apos;affiliazione con l&apos;INPS, ma in qualche modo è una cosa che mi fa venire voglia di continuare a fare cose e condividerle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In attesa di ascoltare nuove storie al prossimo ritiro, non posso che ringraziare tutti: per le sedie rubate, per la birra al pepe, per le schitarrate, e per la voglia di rovinarsi un po&apos; la vita insieme.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Sono in mezzo alle zanzare (per fortuna)</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-05-28/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-05-28/</guid><description>Mai organizzato raduni in vita mia, mai gestito così tante persone.</description><pubDate>Thu, 28 May 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Appena arrivato al campeggio, ho subito avuto modo di constatare che quella del &quot;in romagna fanno il trattamento per le zanzare&quot; è una bufala.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sicuramente 5 ore filate di guida avevano creato un&apos;esca naturale per zanzare che ne avrà richiamate qualcuna anche dal Veneto, ma di fatto non ero pronto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stamattina però al risveglio si sta freschi, sotto un mare di pini marittimi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I gabbiani hanno fatto strani versi tutta la notte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri mentre esploravo il camping cercavo di capire se fosse il luogo adatto al ritiro nomade che inizia oggi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rispetto al primo ritiro, dove avevamo svaligiato l&apos;unico bar/supermarket della zona, qui siamo sommersi di servizi (c&apos;è persino un barbiere nel camping, mai visto in vita mia).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rispetto al secondo non siamo in una unica casa, ma dispersi anche se tutti vicini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi è un campeggio, e non tutti sono familiari con la vita di campeggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi chiedo se non sarebbe stato più facile tornare in uno dei posti conosciuti, rifare lo stesso format nello stesso modo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però nello spirito di questo ritiro per me c&apos;è un grosso mettermi alla prova.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-05-28/1.jpeg&quot; alt=&quot;camper in campeggio&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Casa/ufficio montata&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Mai organizzato raduni in vita mia, mai gestito così tante persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono uno di quelli a cui non piace telefonare per ordinare la pizza, figuriamoci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi stare così tanti giorni a stretto contatto con tante persone, io che vivo da asociale per la maggior parte dell&apos;anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però a buttarmici ho scoperto che sta cosa mi piace.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho scoperto che potevo organizzare un ritiro, anche se pensavo di non essere quel tipo di persona.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Probabilmente ha avuto un ruolo importante nel farmi mettere in discussione i vari &quot;tipi di persona&quot; che credevo di essere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E forse ho iniziato a sfidarle di proposito, queste etichette, col metodo mi butto in direzione contraria -&amp;gt; mi maledico per averlo fatto -&amp;gt; scopro che potevo farlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, ora le zanzare mi ricordano di essere nella fase 2 del loop per questo ritiro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aspettando la fase 3, come sempre.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Ci si potrebbe abituare, a questa libertà.</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-05-21/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-05-21/</guid><description>Non avere più nessuno a cui dover dare conto del mio tempo è una sensazione ancora stranissima.</description><pubDate>Thu, 21 May 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Non avere più nessuno a cui dover dare conto del mio tempo è una sensazione ancora stranissima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche perché non è che abbia fatto una exit da 11 milioni come Ascani e mi stia ritirando dalla società per un po&apos;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anzi, il problema di come far generare entrate dai miei progetti è ancora lì, che mi fissa come una traccia di un tema ancora da iniziare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure sento una pace e una serenità che mi fanno sentire quasi in colpa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cavolo, non dovrei darmi da fare per trovare un modo, qualsiasi modo, per fare soldi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non dovrei avere la fretta di chi ha delle spese ed un certo quantitativo finito di soldi in banca?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eh, non ce l&apos;ho sta fretta, non riesco a farmi venire l&apos;ansia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono tre settimane ormai, il tempo vola davvero quando non ci fai caso, eppure mi sembra stia succedendo il contrario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sembra che sia impossibile per me tornare a lavorare come facevo prima.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-05-21/1.jpeg&quot; alt=&quot;betornati al sud&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Vicino al casting di &quot;Bentornati al sud&quot;&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Che poi il freelancing è una figata, continuo a ripeterlo a chiunque.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un sacco di flessibilità, lavoro interessanti (non sempre ma vabbè), ritorni economici spettacolari. Part time poi è perfetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure ora mi sembra di non aver mai davvero lavorato in proprio, che avessi sempre un senso di dipendenza da qualcun altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora penso ok, è l&apos;euforia del periodo iniziale: già immagino il video sul canale &quot;Ho bisogno di un lavoro&quot; con la mia faccia triste in copertina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma se prima lo davo come epilogo scontato, sta maturando la subdola idea che quello non sia il piano B ma l&apos;ultima spiaggia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che preferirei inventarmi qualcosa di completamente folle, anche non nel mio settore, per fare cassa, piuttosto che collaborare da freelance.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il che è assurdo, lo so, ma questa è la sensazione che sto vivendo in queste giornate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensavo il problema fosse il tempo speso al pc, non poter fare una passeggiata per colpa di una call o il dover accettare compromessi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece sto programmando tanto in questi giorni, tra Pensarium ed esperimenti vari, facendo call per Informatici di Quartiere, ripreso le live su Youtube.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sveglio comunque all&apos;alba, devo lo stesso sacrificare del tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;unica differenza è che quello che faccio ho scelto io di farlo, o è una conseguenza indiretta di una mia scelta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Magari è solo ingenuità, intanto il tempo di queste giornate è più lento, i soldi diminuiscono e io mi sento bene.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>La solitudine di scegliere</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-05-14/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-05-14/</guid><description>Se un prete può fare il mago, potrò io fare il ca**o che mi pare no?</description><pubDate>Thu, 14 May 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Stamattina mi sono svegliato in mezzo alla nebbia di un campo agricolo, malamente trasformato in un parcheggio per auto e camper.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo qui per l&apos;esame di fine anno di homeschooling, il nostro primo anno di homeschooling.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attorno qualche altro camper, altre famiglie con storie particolari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si va dalle famiglie più figlie dei fiori (che coprono meglio lo stereotipo) ad alcune decisamente più benestanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;opinione pubblica sul tema si è recentemente allineata con l&apos;immagine della famiglia nel bosco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E a me fa sorridere, avendo avuto famiglie americane multi milionarie a fare &quot;gite di classe&quot; insieme a mio figlio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono contento di aver scelto di far esperienza delle cose, ora faccio molta più fatica a giudicare le cose dall&apos;esterno.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Il rischio di essere felici</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-05-07/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-05-07/</guid><description>Se un prete può fare il mago, potrò io fare il ca**o che mi pare no?</description><pubDate>Thu, 07 May 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Stare in mezzo alle persone ha il fantastico potere di farmi mettere in discussione la mia vita, ogni volta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sabato alle 7 del mattino ero sul pullman per una gita con mio figlio al Museo della Magia di Cherasco, nelle Langhe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due ragazzi di 16 anni guardavano un tutorial di magia, una signora davanti a me urlava &quot;Si, ho 41 anni!&quot; convinta di dimostrarne meno, l&apos;organizzatore single raccontava le sue avventure a 3 papà sbavanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io stavo facendo quel che faccio sempre quando sono in mezzo a tante persone che non conosco: fingevo di dormire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi ero alzato alle 5.30 per riprendere il discorso con Codex su come replicare la memoria umana nella mia app Pensarium, erano giorni che non pensavo ad altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E mentre ero lì che ascoltavo queste persone parlare sostanzialmente di niente, ho pensato: forse hanno ragione loro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La maggior parte probabilmente stamattina si è alzata senza pensare al lavoro, solo al dì della festa, come diceva il poeta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io invece mi sono svegliato come succede da anni, perso completamente dietro ad un qualche mio progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono fermato a riflettere: quanti anni sono che non passo un periodo senza pensare a niente, chiudendo lavoro e progetti alle 18? Forse non è mai successo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si, mi prendo spesso delle pause da tutto, arrivando ai ritiri in completo silenzio, ma è come se tutto fosse un grande flusso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arrivati al museo ho messo da parte Codex e il sogno da operatore informatico in Comune, per immergermi nella giornata padre-figlio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A guidarci c&apos;era il fondatore del museo, Mago Sales: un prete-mago ultra ottantenne che parlava e camminava con molta fatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci raccontava di come quel museo fosse il più grande d&apos;europa (l&apos;avrà ripetuto 4 volte) e rappresentasse anni e anni di incontri con grandi maghi, viaggi per il mondo e donazioni varie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo un paio d&apos;ore di visita, finalmente spensierato insieme a mio figlio, alcune foto mi hanno colpito moltissimo.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-05-07/1.jpeg&quot; alt=&quot;mago sales&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Il Mago Sales&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Era il mago-prete (o prete-mago) da giovane, durante una delle tante missioni fatte nella sua vita, intento a fare un trucco di magia a una marea di bambini sorridenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era pieno di foto del genere, ed è come se per un secondo tutta quella vita mi si parasse davanti agli occhi in maniera concreta, anzi sembrava quasi l&apos;intero museo l&apos;avesse raccontata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quel ragazzo ora è un signore anziano che aveva viaggiato per tutto il mondo, mescolando magia e religione (in altra epoca non sarebbe finita bene) e ora aveva tirato su un museo di livello internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come si può prevedere una vita del genere, per quanta fantasia e ambizione uno possa avere?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ero colpito tanto dal museo o dalle missioni umanitarie, ma dal fatto che fosse una vita completamente fuori da ogni standard.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E così mentre guardavo le foto, con lui in live di fianco, ho pensato: anche io voglio questo, anche io voglio seguire la mia traiettoria, qualunque essa sia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A paragonare la mia vita a quella degli altri vincono sempre le mie insicurezze, finisce che prendo qualche decisione che non avrei voluto davvero prendere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Davanti a quelle foto il paragone non era con &quot;farei anche io il prete-mago missionario&quot; ma anche io vorrei essere libero di seguire il mio percorso, per quanto assurdo possa sembrare da fuori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono sentito autorizzato a trovare bello svegliarmi alle 5.30 del mattino per parlare con Codex, inventarmi nuovi progetti da raccontare in video oppure organizzare un mese in camper in Spagna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi è giovedì, non ho idea di cosa stiano facendo le persone che erano con me in pullman (o cosa faccia il Mago Sales), ma io sono in camper in provincia di Arezzo, mentre scrivo questi appunti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È giusto? È sbagliato? Sarebbe meglio avere un lavoro fisso? Sto sprecando soldi? Dovrei scendere a compromessi? Dovrei rischiare di più? Non lo so e non mi interessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però voglio dire, se un prete può fare il mago, potrò io fare il ca**o che mi pare no?&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Il mio giorno 0 da imprenditore</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-30/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-30/</guid><description>Oggi finisce Aprile, finisce la mia unica collaborazione da freelance e domani è la festa dei lavoratori. Ironico.</description><pubDate>Thu, 30 Apr 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Prima di partire per il Giappone, mi trovavo in Thailandia e stavo finendo un progetto con un cliente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Decisi di non cercare altri lavori, di prendermi un paio di mesi liberi per poter godermi di più quel viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre all&apos;epoca avevo lanciato i miei corsi, avevo parecchi studenti e quindi mi stuzzicava l&apos;idea di investire più energie in quello e su Youtube: provare a fare l&apos;imprenditore fulltime.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fu un bellissimo periodo, e forse per la prima volta nella mia vita sentivo la libertà di scegliere a cosa lavorare quando volevo farlo (e in un posto meraviglioso).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordo i tanti esperimenti con GiuPT, il mio primo agent AI, e poi le folli registrazioni di video in giro per Kyoto (ho persino fatto un video &quot;lavoro in un karaoke&quot; mai uscito).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure, per quanto mi divertissi molto, l&apos;ansia di non sapere bene come creare un&apos;entrata sufficiente stava sempre lì da qualche parte della testa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quando mi contattò qualche possibile cliente, verso fine viaggio, sentivo la forte voglia che qualcuno mi offrisse qualcosa, qualunque cosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi finisce Aprile, finisce la mia unica collaborazione da freelance e domani è la festa dei lavoratori (l&apos;ironia).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi trovo in quella stessa situazione, con più esperienza, più competenza ma con entrate zero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto è diverso rispetto a 2 anni fa, tra guerre, l&apos;AI che fa qualunque cosa meglio di me e il diesel a 2 euro e 40.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stamattina ho rivissuto la stupenda sensazione di cancellare dal calendario le call ricorrenti che ancora avevo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Erano poche, manco obbligatorie, ma erano imposte da qualcun altro, un reminder continuo del patto che avevo firmato: tu dacci il tuo tempo, noi ti diamo dei soldi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora che sto mettendo ordine nella mia testa, sento solo voglia di lavorare sulle tante cose che ho costruito in questi anni, anche di sperimentarne di nuove.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono meno strutturato di allora, ma è come se avessi un piano molto più chiaro di come far funzionare le cose.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-30/1.jpeg&quot; alt=&quot;coworking gratis&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;I coworking che piacciono a me sono gratis&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Innanzitutto ho deciso di partire da quello che già ho, perché altrimenti la sindrome da pagina bianca mi terrebbe in stallo per giorni e giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Creare software da far schiantare realmente sul mercato, per vedere cosa succede e fare nuovi esperimenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi fare qualcosa completamente fuori dalla mia solita comfort zone, con l&apos;associazione Informatici di quartiere, ben sapendo che richiederà tempo per vederne i frutti (e che probabilmente saranno più umani che economici).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine quello che per me è stato il motore di tante cose belle che sono riuscito a fare in questi anni, ovvero Youtube.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi basta fermarmi un attimo e mi vengono in mente una marea di serie da iniziare, esperimenti da fare, seghe mentali da approfondire in video.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, qui viene fuori lo stoicismo di strada, quello di base: tutto questo lo posso fare, dipende solo da me, e quindi so che lo farò.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La disciplina la alleno da anni con lo sport e la meditazione, ma il lavoro freelance è sempre stato la scusa per non doverla applicare fino in fondo sui miei progetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa succede dopo 3, 6 o 9 mesi così in cui nessuna di queste cose, e di quelle che seguiranno, generano entrate?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Beh, avrei fatto una montagna di cose, conosciuto un sacco di persone, imparato qualunque cosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come si fa a non essere gasati davanti a questa prospettiva?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È come se avessi deciso di investire 10k in un megacorso che ti garantisce formazione, portfolio e networking.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In 6/7 comode rate.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Sono rimasto senza clienti</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-23/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-23/</guid><description>Sto vivendo dei giorni surreali.</description><pubDate>Thu, 23 Apr 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sto vivendo dei giorni surreali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi trovo nel parcheggio di Disneyland Paris col camper, dove viene sparata musica dei cartoni h24 pure nei bagni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra un giorno di visita e l&apos;altro, ieri mi sono messo a lavorare per l&apos;unico cliente rimasto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E succede con una call quello che ipotizzavo da tempo: per mille motivi, la nostra collaborazione deve cambiare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non tra qualche mese, non dopo l&apos;estate, da settimana prossima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;unica mia entrata sicura viene meno.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-23/1.jpeg&quot; alt=&quot;videogame a Parigi&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Un ignaro me pochi giorni prima&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Questi sono pensieri a caldo, ma forse scriverli mi aiuta a iniziare a ragionarci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Istintivamente, la reazione è stata: finalmente, ci siamo, è quello che volevo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi è scattato subito il meccanismo del rimanere senza clienti: devo trovarne di altri, anche solo un progetto, anche solo una cosa piccola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma al solo pensiero di fare l&apos;ennesima call, entrare nell&apos;ennesima repo sconosciuta, avere una nuova lista di task da fare ho fermato tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qua sorgono subito due domande: allora perché non hai mollato tu prima e soprattutto come pensi di generare entrate in fretta (stupidi soldi).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima risposta è facile: mi è mancato il coraggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In fondo riuscivo a portare avanti tante cose mie, anche se non al 100% libero, e il trade off mi sembrava funzionare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla seconda non ho alcuna risposta, e banalmente non ho ancora avuto il tempo di sedermi e fare un piano di business sensato, valutando tutte le mie finanze per strutturare questo periodo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi raccontavo che l&apos;andare davvero all in mi affascinava, che mi servisse quel senso di paura per poter davvero mettere me stesso in tutti questi progetti, non trattarli da side project.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma sotto sotto pensavo: &quot;facile fare questi ragionamenti mentre ho ancora chi paga le fatture, la realtà sarebbe ben diversa&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece la reazione a caldo è una sola: non sono mai stato così contento di rimanere senza soldi e lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se ci penso razionalmente è da irresponsabili, ma non ci posso fare niente, sono stragasato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La verità è che me la sono sempre cavata, e a forza di cavarmela ho acquisito la fiducia che mi serviva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A forza di fare cose, conoscere persone, acquisire competenze, le cose succedono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa volta però, al contrario di quello che ho fatto in passato, non voglio farmi guidare né dall&apos;insicurezza (accettare un lavoro perché porta soldi) né da decisioni poco ragionate (non avere una visione nei progetti che faccio).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cosa divertente? Tra pochi minuti torno dentro Disneyland, uno dei posti dove è più facile spendere soldi al mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il caffè annacquato a 3 euro e 80 sarà uno degli ultimi lussi che mi concederò per un po&apos;, e va benissimo così.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Una nuova sindrome dell&apos;impostore</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-16/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-16/</guid><description>Nel weekend ho di nuovo mezzo smontato Pensarium, l&apos;app che sto costruendo da mesi ormai, con l&apos;obiettivo di darla in mano agli utenti.</description><pubDate>Thu, 16 Apr 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Nel primo weekend a Parigi, grazie alla pioggia, ho di nuovo smontato Pensarium, l&apos;app che sto costruendo da mesi ormai, con l&apos;obiettivo di darla in mano agli utenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non so manco più quante volte ho &quot;annunciato&quot; che l&apos;avrei rilasciata in beta e poi la rifacevo quasi da zero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Stavolta però mi sono proprio domandato: ma ha ancora senso far uscire sta roba?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché nel frattempo, nei mesi passati, il mondo AI è cambiato molto, il modo in cui viene usata anche e Pensarium era nata in un momento precedente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma mentre usavo l&apos;app, mentre ci scrivevo sopra mi sono reso conto che mi piace com&apos;è venuta, mi piace anche l&apos;idea di iterare sulle logiche AI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma allora perché cavolo ho così paura di farla usare alle altre persone?&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-16/1.jpeg&quot; alt=&quot;starlink a Parigi&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Una connessione decisamente scomoda da portare in giro&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Nel corso di questi mesi ho avuto dubbi su ogni cosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La faccio tutta in locale? No, meglio poterla usare online ma fammi cambiare linguaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi un senso di inutilità del progetto stesso: non è meglio un obsidian collegato a Claude Code? E OpenClaw? E parlare direttamente con GPT come fanno tutti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima di decidere se abbandonarlo, dopo un weekend a lavorarci ancora e 4 review di sicurezza quasi compulsive, mi sono messo ad utilizzare l&apos;app un po&apos;, lasciando perdere per un attimo tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E mi sono accorto che mi piace, sia come risulta scriverci su sia le interazioni con l&apos;AI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È una cosa diversa, non voglio risposte dal journaling, voglio un bel posto dove scrivere o parlare e un punto di vista diverso su questi pensieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad un certo punto Tiziano, l&apos;agent che ricorda Terzani che ho inserito, mi ha dato una risposta bella, profonda, anche poco precisa ma in qualche modo più interessante di quanto faccia Claude, che ormai è l&apos;amico intelligente che sa tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E questo mi ha fatto dire: ok, la voglio continuare a fare per me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi ho mandato il link alle prime persone, e ora lo manderò ad un&apos;altra 50ina di persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse alla fine ho assaporato un nuovo tipo di sindrome dell&apos;impostore, questa volta da imprenditore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non avevo davvero paura di un&apos;app piena di bug (ce li ha, ma ho fatto di peggio).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avevo paura di espormi con un prodotto interamente pensato, creato e distribuito da me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fare youtube, lanciare eventi e corsi di formazione forse era ancora troppo vicino al mio essere un dev professionista, o più incentrato sulla comunicazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui ho giocato per la prima volta un gioco completamente nuovo, anche continuando a raccontarmi che lo facevo come esperimento e che non mi frega di vendere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sento di nuovo ingenuo e stupido come lo ero da junior dev, e questo mi fa venire voglia di fare più esperienza possibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come mi ha scritto poco fa un amico, che mi regala consigli da &quot;senior&quot;, è un&apos;opera in più di cui sono orgoglioso che posso mostrare al mondo.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Fare il mago è un vero lavoro</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-09/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-09/</guid><description>Le prime volte che incontravo un mago ad uno spettacolo o un insegnante del suo corso, mi chiedevo che lavoro facesse davvero nella vita.</description><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Dopo due settimane di guida lenta in Francia sono finito nella Valle della Loira, precisamente a Blois.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Città di cui ignoravo completamente l&apos;esistenza, ma che abbiamo inserito nell&apos;itinerario per la sua &lt;em&gt;Maison de la Magie&lt;/em&gt;, museo dedicato al mago Robert Houdin, a cui si è ispirato per il nome il più famoso Harry Houdini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io all&apos;illusionismo non mi sono mai minimamente interessato, ma per qualche ragione mio figlio di 6 anni si è molto appassionato (e quindi lo usiamo come scusa per inserire le &lt;em&gt;sue&lt;/em&gt; tappe durante questi viaggi lenti).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Grazie a lui, ho conosciuto una nicchia di cui ignoravo completamente l&apos;esistenza e le logiche con la quale funziona.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le prime volte che incontravo un mago ad uno spettacolo o un insegnante del suo corso, mi chiedevo che lavoro facesse &lt;em&gt;davvero&lt;/em&gt; nella vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono sorpreso a scoprire che quasi sempre la risposta era la stessa: &lt;em&gt;faccio il mago&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-09/1.jpeg&quot; alt=&quot;pc e camper&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;L&apos;ufficio in Borgogna&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Questo mi ha mostrato quanto fosse stupido da parte mia pensare di non avere bias quando si tratta di lavorare in maniera &lt;em&gt;alternativa&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;istinto non me lo faceva vedere come un lavoro vero, e dovevo in fretta farmi due calcoli mentali: &quot;250 euro a festa di compleanno, ne fai 1/2 a settimana, 300 una serata, corsi ai bimbi, magari contenuti sui social... si dai, si può fare&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In qualche modo sono regredito a quando lavoravo in ufficio e pensavo non ci fossero altri modi per guadagnarsi da vivere se non da dipendente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensavo di essermi liberato di quel tipo di giudizio, invece rieccolo lì, è bastato spostarmi dalla mia bolla tech.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono sentito come quando spiego a mia madre le cose che faccio (o che provo a fare) ma a parti invertite. Stavolta ero io quello che &lt;em&gt;non capiva&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cosa bella è che ho incontrato tutte persone immerse nell&apos;ambiente dell&apos;illusionismo, dove la normalità è fare un mestiere artistico come questo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse è questo che pago, quello di stare immerso in un ambiente dove la normalità è lavorare in un&apos;azienda, e non fare le cose che faccio io.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sarebbe più semplice se potessi semplicemente dire qualcosa come &quot;faccio il mago&quot;.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Sono davvero libero di fare quello che voglio?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-02/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-02/</guid><description>Cosa intendo con _non aspettare di avere tempo libero ma fare quello che mi fa stare bene?</description><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Ieri pomeriggio, una volta parcheggiato il camper in un nuovo paesino in mezzo alla Francia, potevo scegliere cosa fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sarebbe piaciuto registrare un video, ma anche portare avanti i progetti vari, miei e non. O al diavolo tutto e farmi una bella passeggiata lungo il fiume.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono uscito nel prato per prendermi il caffé e la maniglia della porta del camper mi è rimasta in mano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il bello di vivere viaggiando con un camper è che hai casa e mezzo di trasporto sempre con te. Il brutto è che un problema diventa un problema sia della tua casa sia del tuo mezzo di trasporto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho pensato subito: lo sistemo quando rientro in Italia, quanto scomodo può essere uscire e rientrare sempre dalla portiera di guida? (spoiler: moltissimo)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non volevo sprecare quel pomeriggio dietro ad una porta, e se la voglia di fare video o programmare era svanita, l&apos;idea di una bella passeggiata col sole, il fiume e una cittadina nuova era in assoluto più attraente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È ritornato il concetto di come scegliamo di passare il nostro tempo, &lt;em&gt;non aspettare di avere tempo libero ma fare quello che mi fa stare bene&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È bello poter pensare di fare le cose che ci piace in ogni istante, ma poi ci sono i doveri, i compromessi, i ritmi non decisi da noi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riflettendoci, credo che io sia dannatamente ostile al concetto di obbligo.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-04-02/1.jpeg&quot; alt=&quot;Porta del camper&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Brutto imprevisto in un bel contesto&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Quando iniziai a lavorare, durante le prime ferie passate con un amico in campeggio, ho vissuto malissimo l&apos;idea di dover rientrare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi svegliavo alle 6, mi mettevo a leggere il giornale sotto il sole ad un tavolino in un bar con i piedi nell&apos;erba.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché dovevo rientrare in un ufficio grigio e aspettare settimane o mesi per avere di nuovo una finestra di tempo per essere libero di vivere così?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lavorando da remoto ho risolto il problema &quot;piedi nell&apos;erba&quot;, ma poi ecco che arriva la call, c&apos;è il rilascio da fare, passa il pomeriggio dietro a problemi di altre persone che magari non sopporti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come ripeto spesso, questo è il compromesso in cui i vantaggi superano gli svantaggi, quello di avere libertà di gestione del tempo e dello spazio sfruttando le competenze per sostenersi (cercando di rendere le collaborazioni migliori possibili).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però la distinzione tra tempo in cui lavoro a questi progetti &quot;obbligatori&quot; e il tempo in cui sono io a decidere cosa fare è ancora netta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando ho iniziato a lavorare a progetti miei, scelti da me, questa distinzione si è sfumata, anzi non era più necessaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io mi sveglio al giovedì con la voglia di scrivere, non vedo l&apos;ora di sentire il commercialista per Informatici di quartiere, la live su Youtube è una chiacchiera tra amici, sviluppare Pensarium è come coltivare un orticello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E nonostante questo, ho faticato spesso su progetti miei pensando fossero la cosa giusta da fare e invece mi rovinano le giornate in cui avrei potuto semplicemente fare altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi, come ieri, arrivano gli imprevisti, gli obblighi in cui tutta la libertà di scegliere e di decidere cosa ci piace fare va a farsi fot*ere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Essere in Francia in camper, avendo creato progetti che mi piacciono e trovato collaborazioni in cui mi gestisco io il lavoro dipende da me, la porta del camper che si rompe no (forse da mio figlio che ci si appende).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, mettere in discussione sempre cosa dipende da me e cosa no, non accettando quello che mi viene raccontato dal mondo ma sperimentandolo in prima persona, mi fa stare bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri alla fine mi sono messo ad aggiustare la porta, senza dover pensare a nient&apos;altro.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Non voglio avere tempo libero</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-26/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-26/</guid><description>Ma in sto benedetto futuro ideale, quello in cui ho controllo totale del tempo, cosa farei? </description><pubDate>Thu, 26 Mar 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Per molto tempo ho rincorso l&apos;obiettivo di lavorare di meno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mio sogno era fare l&apos;assistente di laboratorio in una scuola: part-time, zero sbattimenti e 3 mesi di vacanza ogni estate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece sono entrato nel mondo aziendale classico, e lì ho semplicemente iniziato a sognare il lavoro da remoto, magari sempre part-time.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da freelance, quando avrei potuto lavorare solo un tot di ore a settimana, ho iniziato a sperimentare con progetti miei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E lì mi sono accorto che quelle ore completamente dedicate ad altri, scambiate per poter mantenere in piedi il mio sistema-vita, pesavano sempre di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora sotto a sfornare progetti sperando che uno ingranasse per poter sostituire il lavoro per terzi, cercando di fare cose che volevo realmente fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Continuavo a vedere il tempo come una risorsa da ottimizzare, accumulare e poter controllare il più possibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tutto questo sacrificandolo, il mio tempo, in nome di un futuro ideale in cui tutto sarebbe stato perfetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma in sto benedetto futuro ideale, quello in cui ho controllo totale del tempo, cosa ne avrei fatto?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando ho provato a rispondere a questa domanda mi sono accorto di quanto poco avessi le idee chiare sul cosa rispondere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Viaggiare a tempo pieno ha tanti contro, gli hobby sono belli ma non fulltime, avere un impatto sul mondo implica costruire qualcosa (e quindi lavorare?).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa confusione però ha avuto un effetto interessante: ha avvicinato molto il mio presente a quel futuro ideale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché se non sono sicuro al 100% di cosa farei in controllo totale del mio tempo, magari potrei farlo già.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora, quindi, io: &lt;em&gt;cosa faccio oggi&lt;/em&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-26/1.jpeg&quot; alt=&quot;Gatto&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Saggio di gestione del tempo&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Ho solo qualche accenno di risposta, almeno quello che sto provando a mettere in pratica mentre scrivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Diciamo che sto provando a vedere il tempo non più come una risorsa separata, qualcosa a cui aspirare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo vedo come tutto quello che ho, che ho già adesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E avendolo già, il resto mi pare avere una chiarezza maggiore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scambiare il tempo per denaro per me non è sbagliato, è una totale perdita di tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I miei progetti possono benissimo diventare a loro volta delle macchine mangiatempo, non è che solo perché li creo io allora siano una risposta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho già vissuto l&apos;essere risucchiato completamente in qualcosa, soprattutto mentalmente, e accorgermi molto dopo che non avesse reale importanza per me. Ci ero dentro e basta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi però posso decidere di fare qualcosa che mi faccia stare bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E conoscermi meglio mi aiuta a capire cosa mi fa stare bene, cosa letteralmente da un senso alle mie giornate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non sono i miei progetti a farmi stare bene, ma lavorare a qualcosa che mi appassioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi piace fare video Youtube e scrivere, è un bel modo di comunicare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi piace affrontare sfide logiche, che siano prodotti miei o in un bel team cambia relativamente, e trasmettere conoscenza alle persone, e poterlo fare magari in contesti difficili è molto gratificante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi piace esplorare il mondo con mio figlio e mia moglie, cercando le aree camper nel costruire un itinerario in totale libertà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non voglio dover desiderare di avere tempo &lt;em&gt;libero&lt;/em&gt;, voglio essere contento del tempo che già ho. Tutto.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>La libertà di non fare un ca**o (flusso di pensieri)</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-19/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-19/</guid><description>A seguire il flusso dei miei pensieri di questi giorni, riportato in maniera fedele.</description><pubDate>Thu, 19 Mar 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;A seguire il flusso dei miei pensieri di questi giorni, riportato in maniera fedele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lancio di &quot;Informatici di quartiere&quot; mi ha gasato, però ogni cosa fatta sblocca altre quattro nuove cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Devo pure gestire e rompere le palle ad altri per aggiornarci, già mi manca il freelancing in solitaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma serve per lo slancio iniziale, giusto qualche mese per settare tutto poi andrà col pilota automatico, tante persone a fare ognuno la sua parte.... oppure sarà pure peggio?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però mannaggia, Pensarium rimane indietro! Ho giusto un paio di cose da fare per darlo in mano a un po&apos; di gente a scassare, mi servirebbe solo una giornata dedicata a quello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aspetta però, la cosa più importante è Youtube! Ci sono una marea di video che vorrei fare, anche solo mettermi in live con 3/4 persone a cazzeggiare su coding, stampanti 3d e gossip di Youtube Italia (Danny e Dufer contro Wesa avrà nuove puntate?).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tutto questo l&apos;unico cliente con cui collaboro, che paga le bollette, è in fase di rilascio app sugli store. Vuoi che fosse un periodo tranquillo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che poi senza clienti potrei focalizzarmi sulle mie cose per fargli generare qualche soldo, ma senza soldi poi riuscirei a farle lo stesso volentieri o morirei d&apos;ansia e finirei per odiare tutto? Che cavolo di deadlock.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pure la lista di messaggi/mail da persone che mi chiedono cose si allunga, già lo faccio gratis, ci manca pure che pensino mi senta stocazzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aspetta, Codex quindi è meglio di Claude Code? Il piano da 20 euro dici che basta per fare tutto? Ci risparmierei 80 euro...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come la fisso la stampante 3d nel camper? Soprattutto quando freno che non vada in avanti, ma pure il plexiglass per i fumi... Ci faccio un video? Frega solo a me sta roba, magari no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ferma tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Respira.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-19/1.jpeg&quot; alt=&quot;Cam&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Tutto pronto per partire&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;La meditazione mi ha insegnato che io non sono i miei pensieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma me lo dimentico in fretta, devo starci sempre attento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma in tutte queste liste di cose da fare, tra progetti personali fighissimi e lavori noiosi ma obbligatori, dove sta il tempo per vivere?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Viaggiare, passare tempo con mio figlio, camminare nella natura, suonare, leggere, anche non fare niente (ma farlo benissimo).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutte cose belle che ho sempre messo tra il &quot;le faccio appena finisco la mia lista&quot; oppure &quot;le farò quando avrò fatto exit/saas/megasoldi&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho lavorato tanto per avere più libertà, troppo spesso mi sono ritrovato ad utilizzare quel tempo per lavorare a progetti per poter avere ancora più libertà: altro loop infinito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi passeggiare con mio figlio quando c&apos;è il sole, non quando ho finito. Darmi alla stampa 3d per il gusto di farlo, il video lo farò un&apos;altra volta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dannata produttività, ha fatto più danni dei social (forse).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi va bene, i miei progetti rallentano, il freelancing sfruttiamolo ancora per pagarci tutta la baracca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma abbassiamo drasticamente il budget dei prossimi viaggi, un campeggio low cost sulle Alpi è già tanta roba, così possiamo prendere qualche rischio in più e usare il freelancing solo quando serve.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E forse va bene mandare domani le mail per sentire quell&apos;ente che serve sentire, Pensarium magari lo lanciamo strapieno di bug, tanto è una beta no?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;importante per i miei progetti è non mollarli, coltivarli lentamente, avere una traiettoria che sopravviva senza bruciarmi in 2 settimane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo so che molto di quello che ho costruito lo devo al tanto lavoro che ci ho messo, e questo non posso far finta non esista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma prima avevo anche più paura di prendermi dei rischi, mollare un lavoro era una questione di vita o di morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi preferisco vivere con meno e rinunciare a dei lavori di altri, piuttosto che non passare tempo con la mia famiglia o rinunciare ai miei progetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma visto che ora la cosa più difficile per me sembra quasi essere cazzeggiare, direi che è un ottimo motivo per impegnarmici di più.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>A Kyoto ho imparato a lanciare progetti (in un negozio di scarpe)</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-12/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-12/</guid><description>Questa è la storia del lancio del mio nuovo progetto, che però 2 giorni prima non volevo più fare.</description><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Questa è la storia del lancio del mio nuovo progetto, che però 2 giorni prima non volevo più fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andiamo con ordine, venerdì mi capita di vedere un nuovo progetto di un creator che seguo, Walking Nose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo avevo conosciuto quando stavo a Kyoto, osservavo scarpe da trail in un negozio e si avvicinò per chiedermi se poteva aiutarmi: questo aneddoto tornerà dopo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da allora ho seguito le sue avventure, fino al lancio venerdì di un progetto fighissimo di viaggi alternativi, &quot;Viaggio Selvaggio&quot; (pure il nome è figo).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io ero nel bel mezzo della preparazione del video per lanciare &quot;Informatici di quartiere&quot; (che nel mio caso sono io che parlo da solo camminando in spiaggia).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quando ho visto il loro sito, il loro progetto, ho pensato solo una cosa: questo si che è figo, altro che il nostro progetto.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-12/1.jpeg&quot; alt=&quot;Mare&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Trail ligure&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;È una cosa istintiva: vedo qualcosa di bello, lo apprezzo e mi tocca mettere in discussione tutto quello che sto facendo io.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che per carità, è un ottimo modo per automigliorarsi, ma funziona ancora meglio come metodo per autosabotarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però ovviamente Informatici di quartiere è un progetto su cui ho ragionato tanto, in cui abbiamo fatto mille call e discussioni, in cui ho davvero sentito esserci la spinta a creare qualcosa di grande che raramente ho avuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ovviamente da dentro io vedo tutto, vedo i dubbi, vedo le difficoltà, vedo i rischi e il lavoro che ci saranno anche se tutto va alla grande.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da fuori invece vedi l&apos;entusiasmo, vedi la grafica figa, vedi quell&apos;apparenza su cui i social network scavano ogni giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora ho ripensato ad Alessandro, quel ragazzo incontrato in un negozio di Kyoto, super alla mano, che mi raccontava che stava provando a vivere facendo la guida di trekking, raccontandolo su Youtube.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che non guadagnava tanto, quasi abbastanza per viverci, ma che ci stava provando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E onestamente quando mi ha detto che viveva di quello, tra l&apos;altro viaggiando per il mondo come me, ho solo pensato &quot;che figata&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non perché facesse la vita da sogno o il lavoro dei suoi sogni, ma perché vedevo un ragazzo che si stava costruendo una strada completamente fuori dalla cosiddetta normalità. Costruendosi la sua normalità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi raccontò anche di altri ragazzi, viaggiatori come lui che stavano provando a viverci, si vedeva che in quel momento si trovava ad affrontare un problema &quot;strano&quot; (vivere raccontando viaggi) e che non ci fosse una chiara soluzione tradizionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Persino per me suonava strano: ero in Asia con moglie e figlio e pensavo di essere coraggioso, ma in fondo facevo un lavoro standard semplicemente da remoto e in proprio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi è sempre rimasto impresso quell&apos;incontro, mi sono convinto ancora di più a provare a vivere &quot;a modo mio&quot;, potendo mettere in discussione qualunque cosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono tornato a guardare al mio progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informatici di quartiere è il mio primo progetto che faccio con tante altre persone, che anzi vuole fare leva sulle persone per poter fare qualcosa di bello nel mondo, con la missione dichiarata di farlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il lancio è stato fatto nell&apos;unico modo che conosco: raccontare a voce senza troppe costruzioni quello che ho pensato in tanti mesi, condensato in meno di 10 minuti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono arrivati fiumi di feedback: persone da tutta Italia, chi lavora in altre associazioni di volontariato, chi già collabora con delle scuole, chi ha progetti in rampa di lancio che potremmo fare insieme e partire più velocemente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi ha fatto domande scomode a cui saper rispondere ci fa fare un salto avanti enorme.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il pomeriggio di lunedì, dopo il lancio, non avevo guadagnato un euro in più di prima e anzi la mia &quot;lista di cose da fare&quot; si era impennata tra feedback e prossimi step da fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma siccome questo manuale di &quot;come si lancia un progetto&quot; l&apos;ho scritto io, stasera staccherò per 2/3 giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non sono sicuro sia utile per il progetto, ma sicuramente per me sì.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>La libertà di fregarsene (e mettere una stampante 3D sul camper)</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-05/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-05/</guid><description>Quante domande non mi faccio per paura di dover mettere in discussione la mia realtà?</description><pubDate>Thu, 05 Mar 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Settimana scorsa ho cercato su Google: &lt;em&gt;&quot;Si può montare una stampante 3D sul camper?&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Incredibilmente non ho trovato molti risultati utili, ed è una cosa che mi succede spesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esempi decisamente più interessanti: &lt;em&gt;si può lavorare viaggiando?&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;come si diventa imprenditori?&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;posso fare il freelance part-time?&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;si può vivere viaggiando con un figlio?&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il problema è che sono domande che non posso fare facilmente ad un amico, peggio ancora ad un parente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In alcuni casi perché la risposta &quot;io che cazzo ne so&quot; è più che sacrosanta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma più spesso perché mi capita che siano domande che nessuno della mia bolla sociale si sia posto prima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora, sarebbe lecito aspettarsi che se uno non si è mai posto una domanda non sappia rispondere, fine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece nella maggior parte dei casi ricevo risposte sul &lt;em&gt;perché&lt;/em&gt; la cosa che voglio fare non sia possibile farla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&apos;inizio mi ci scontravo, poi ho capito che si tratta di un meccanismo di difesa della loro realtà, che senza volerlo metto in discussione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ho anche capito che è esattamente la stessa cosa che faccio io, anche davanti alle mie stesse domande.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora mi chiedo: quante domande non mi faccio per paura di dover mettere in discussione la mia realtà?&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-03-05/1.jpeg&quot; alt=&quot;Stampante 3d&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Quante persone al mondo hanno una stampante 3D sul camper?&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Perché se la realtà che sto vivendo non mi piace, sarebbe molto più rasserenante sapere che non ci sono alternative.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;La vita in ufficio fa schifo, ma d&apos;altronde nella vita bisogna lavorare e il mio lavoro posso farlo solo in ufficio.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Lavorare per altri è una rottura, ma d&apos;altronde se non sei figlio di imprenditori o non hai conoscenze non puoi metterti in proprio&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Bello vivere viaggiando, ma se non sei ricco di famiglia non puoi farlo&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Figuriamoci poi se hai un figlio!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sarebbe tutto più semplice: &lt;em&gt;magari si potesse fare! Ma non è così, quindi tuttappò&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però a forza di intestardirmi a cercare le mie risposte, la voglia di farmi nuove domande è cresciuta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche quando le risposte non sono belle come pensavo, anche quando scopro che qualcosa non fa per me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho la fortuna di essere libero di esplorare qualunque mia idea, senza doverla giudicare giusta o sbagliata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E nel farlo posso osservare le risposte che arrivano da chi ci è già passato, senza dover per forza prenderle come verità assoluta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inizia ad essere sempre più divertente spostare il livello di assurdità delle domande sempre un po&apos; più in là.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto questo per dire che la stampante 3D l&apos;ho comprata prima ancora di sapere se potessi metterla sul camper.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che poi voglio dire, nel peggiore dei casi la rivendo, quindi perché preoccuparsi troppo?&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Quando si diventa davvero indipendenti</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-26/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-26/</guid><description>Ci giro da anni ormai, dietro al concetto di far funzionare dei progetti per smettere di lavorare direttamente per altri.</description><pubDate>Thu, 26 Feb 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Ci giro da anni ormai, dietro al concetto di far funzionare dei progetti per smettere di lavorare direttamente per altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Smettere di offrire il mio tempo in cambio di denaro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho lanciato diverse cose che mi hanno fatto guadagnare buoni soldi, per essere qualcosa di creato da me da zero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho sperimentato tanto, ho riconosciuto l&apos;entusiasmo buono, ho capito su quali competenze investire, credo che senza volerlo abbia imparato a vendere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora sono qui, con alcuni progetti in partenza che mi piacciono davvero tanto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure mi sento ancora lontano anni luce da quella indipendenza che sognavo di creare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché, di fatto, tutto è ancora come era: le mie entrate dipendono dal mio tempo.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-26/1.jpeg&quot; alt=&quot;Alba&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Alba&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Intendiamoci, negli anni ho portato il freelancing a una situazione ottimale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho alzato la mia tariffa, ho selezionato clienti fino ad averne ora solo mezzo, ho una buona network che mi permette di sentirmi più sicuro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma è ancora da lì che arrivano la maggior parte delle mie entrate, e anche quando mi butto per un periodo in progetti miei, la testa va a quando mi servirà fare cassa grazie al freelancing.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa mi serve per cambiare prospettiva, far si che siano i miei progetti a sopperire totalmente, o quasi, a questo meccanismo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualcuno banalmente potrebbe dire &quot;i soldi&quot;, ma il freelancing toglie comunque risorse al poter investire in qualcosa fino a farlo funzionare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora mi chiedo: cosa mi manca per mettere abbastanza risorse in progetti miei per fare questo salto?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Credo sia un mix di paura e ignoranza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La paura di non farcela, accettando lavori che mi toglievano attenzione, o di star sbagliando progetto, vivendo ogni progetto ogni volta come quello della vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma se le paure le ho riconosciute nel tempo, l&apos;ignoranza è più difficile da scovare, essendo qualcosa che non so manco di non sapere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vivere esclusivamente di miei progetti vuol dire fare qualcosa che io, di fatto, non ho mai fatto nella mia vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anzi, una cosa che non ho pensato io fossi in grado di fare per buona parte della mia vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E vivere questa cosa con un senso di ignoto la gonfia forse di aspettative e idealizzazione che poi la fanno sembrare più lontana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A mente fredda ho potuto constatare che in un paio di momenti avevo dei progetti che incassavano abbastanza da poterci investire a tempo pieno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché non l&apos;ho fatto? Perché pensavo che non fossero giusti, non li vedevo in maniera razionale per quello che erano e probabilmente ci mettevo su un sacco di emotività.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché forse il confine tra lavorare in proprio e lavorare su progetti propri non è così tanto, forse (ma dico forse) è solo un cambio di prospettiva e committente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si tratta sempre di utilizzare il proprio tempo e le proprie competenze, ma mettendole su qualcosa di creato da me, scelto da me, che mi interfaccia con qualcuno con un rapporto diverso e che, soprattutto, può avere molta più leva sul controllo della mia vita che ottengo in cambio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Com&apos;è e come non è, aver alleggerito tutto di importanza mi carica ora di voglia di fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La mia lista di progetti è piccola ma ognuno di loro merita di uscire nel mondo e prendere vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si tratta più di decidere, di analizzare, ma di farli crescere fino a quando saprò realmente se possono funzionare oppure no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Senza troppe analisi e soprattutto, cosa che spesso alla fine blocca tutto, senza troppe seghe mentali.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Cosa ca**o stai aspettando a farlo?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-19/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-19/</guid><description>È vero, tornassi indietro rifarei le scelte che ho fatto e ogni volta mi sono convinto che aver scelto con la mia testa, in tutta la mia follia, sia stato un atto di crescita e conoscenza di me stesso.</description><pubDate>Thu, 19 Feb 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sono sempre stato moolto cauto a dare consigli di vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il freelancing non è per tutti, fare il nomade digitale non è come lo mostrano sui social, costruisci qualcosa prima di licenziarti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E sono tutte cose che penso realmente, la realtà è sempre più complessa e ognuno ha una situazione troppo personale per dare consigli in una chiacchierata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure nelle due ultime mentorship che ho fatto mi sono ritrovato a dire la stessa identica frase: &lt;em&gt;non perdere tempo, che ca**o stai aspettando?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Faccio notare la volgarità, la frase è uscita con una certa urgenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due situazioni diverse, in comune la voglia di rischiare, cambiare vita, sentire che quello che stavano facendo non fosse una completa follia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora mi sono chiesto: sono io che sono più sicuro nel dare consigli, più convinto che nella vita vadano fatte scelte coraggiose?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oppure è il classico bias del sopravvissuto, se l&apos;ho fatto io può farlo chiunque.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In realtà penso che in qualche modo stia, come sempre ,parlando anche a me stesso.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-19/1.jpeg&quot; alt=&quot;Liguria&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;La focaccia ligure ha già tutte le risposte&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;È vero, tornassi indietro rifarei le scelte che ho fatto e ogni volta mi sono convinto che aver scelto con la mia testa, in tutta la mia follia, sia stato un atto di crescita e conoscenza di me stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ovviamente non è mai stato tutto rosa e fiori, ho sempre dovuto aggiustare la rotta in base al modo in cui il sistema rispondeva ai miei input.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure sono sicuro che se fossi rimasto fermo, non avrei scoperto quanto ne so ora su me stesso e sulla vita che sto vivendo, non avrei realmente fatto squadra con me stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi quindi mi chiedo: sto accettando dei compromessi per comodità? Sto davvero facendo quel salto che mi ero promesso di fare?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lavorare per altri o il freelancing è un modo per sostenere i propri progetti o un freno alle proprie ambizioni?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sento di aver preso tanti rischi in questi anni ma alla fine di non aver mai rischiato abbastanza, di essermi poi fermato ad un compromesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E che sapere di poter avere lavori come &lt;em&gt;piani b&lt;/em&gt; tolga di fatto energia e ambizione ai vari &lt;em&gt;piani a&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parlando ad altri ragazzi che sono davanti alle loro scelte, mi sale la voglia di dirlo a me stesso: &lt;em&gt;non perdere tempo, cosa aspetti!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mentre lo scrivo sento già l&apos;emozione che cresce, la voglia di svegliarmi al mattino ed essere completamente immerso nelle mie scelte ancora più folli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Capisco la responsabilità che si ha verso altre persone (figli?) o se stessi, ma ritengo che il vivere una vita piena e intenzionale sia una delle più grandi responsabilità che si hanno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E la responsabilità di pagare le conseguenze delle mie scelte me la prendo tutta, sempre.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Una questione di priorità (dopo 3 giorni offline)</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-12/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-12/</guid><description>È come se sentissi di potermi concedere di osare di più, di poter sognare in grande.</description><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;L&apos;idea era: venerdì ci spostiamo al mare in Liguria, la sera mi metto offline e stacco tutto fino a lunedì.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il piano è proseguito semplice, nel weekend un po&apos; di focaccia sdraiati in spiaggia e qualche nuovo viaggio messo a calendario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensavo che così lunedì sarei ripartito carico, riguardato la mia lista progetti, capito cosa tenere e cosa no, modificare qualcosina, solita ripartenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lunedì invece ho aspettato l&apos;ora di pranzo per chiudere tutto di nuovo e poter spendere qualche ora al mare con mio figlio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E così tutti gli altri giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ok, una sorta di vacanza part time quindi, ci sta un periodo di scarico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E invece è stata la settimana più interessante di questo 2026 (e siamo a giovedì mattina).&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-12/1.jpeg&quot; alt=&quot;Liguria&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;2 ore di macchina da Torino e cambia tutto&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Non che avessi programmato qualcosa, semplicemente staccando mi sono concentrato sulla mia vera priorità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E in questa fase della mia vita al primo posto c&apos;è il tempo speso con la mia famiglia, in questo esperimento tra nomadismo, homeschooling e freelancing.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quindi il lunedì, quando ho riacceso il pc e letto email e messaggi accumulati, mi sembrava tutto avesse molta meno importanza e peso rispetto a 3 giorni prima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti i miei progetti devono lavorare &lt;em&gt;in funzione&lt;/em&gt; della mia vita, e non il contrario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora verrebbe da pensare: se vuoi goderti la famiglia, fai un lavoro semplice da freelance, part time, senza perder tempo a progettare sempre cose diverse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era un po&apos; il dilemma di settimana scorsa: non sarebbe tutto più semplice?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma invece che pensare a rilassarmi in attesa di andare in spiaggia, sentivo proprio la leggerezza di dire &lt;em&gt;queste cose sono meno importanti, posso giocarci come mi pare&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È come se sentissi di potermi concedere di osare di più, di poter sognare in grande.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E così ho reso Pensarium finalmente un prodotto finito, iniziato a preparare nuovi workshop AI (anche un camp dal vivo, perché no), sondato strutture per il prossimo ritiro nomade, addirittura comprato un dominio per una mia possibile agenzia di developers.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche quel progetto più ambizioso, quello che non so ancora quanto possa funzionare, siamo riusciti a sbloccarlo semplicemente grazie a qualche messaggio audio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È bastato spostare il mio focus sulla mia reale priorità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cosa che mi ha sorpreso di più è quanto questa produttività sia stata generata lavorando di meno, come se comprimendo il tempo dedicato al lavoro e lasciando spazio al vivere bene abbia un effetto leva su tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non lo so, in questi momenti mi sembra di trovare nuovi pezzi del puzzle, che ogni tanto vanno a nascondersi sotto il tappeto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Spero che scriverli mi aiuti a ritrovarli più spesso.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Senza entusiasmo, che fine fanno i miei progetti?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-05/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-05/</guid><description>È un po&apos; di tempo che ho deciso di misurare la qualità dei progetti che seguo, di vita e lavoro, in base al metro dell&apos;entusiasmo.</description><pubDate>Thu, 05 Feb 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;È un po&apos; di tempo che ho deciso di misurare la qualità dei progetti che seguo, di vita e lavoro, in base al metro dell&apos;entusiasmo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo mi ha aiutato a filtrare molto, eliminare clienti, abbandonare progetti morenti e far nascere cose belle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora mi ritrovo con una lista di progetti abbastanza ambiziosi, non troppo soffocante e totalmente scelta da me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una bella situazione che mi sono costruito in anni e anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&apos;è un problema però: in questi giorni nessuno di questi progetti mi ha dato un minimo di entusiasmo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E questo è un problema.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-02-05/1.jpeg&quot; alt=&quot;Gennaio&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Gennaio a Torino fa anche cose belle&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Perché non avere nessuno che ti dice cosa fare è il bello di lavorare ai propri progetti, ma questo vuol dire che se non li fai tu non succede niente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quando decidi di voler fare solo quello che ti entusiasma, e perdi l&apos;entusiasmo, rischi di bloccare tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È in questi momenti che mi chiedo: ma non sarebbe più facile lasciar perdere tutto e godersi la vita e basta?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Trovare una collaborazione che checcki qualche flag (remoto, flessibile, non fulltime), fatturare e lasciar tutto il resto del tempo a famiglia e viaggi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Purtroppo da lì ci sono già passato, e so che poi la mancanza di controllo totale e la mancanza di una mia progettualità mi ucciderebbe ancor di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello che sto cercando di fare è molto complesso, praticamente lavorare part time e solo su progetti miei, mentre viaggio con la mia famiglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bellissimo da realizzare ma più complicato di quanto sembri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse è in questo corto circuito che inizio a capire cosa vorrebbe dire creare un&apos;azienda, qualcosa che non sia io e che sopravviva oltre al mio reale lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo sto iniziando a vedere collaborando con altre persone ad un paio dei miei progetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno sta proseguendo con sviluppi interessanti, grazie all&apos;entusiasmo dell&apos;altra persona, e questo mi fa capire quanta leva possano dare più persone a un progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un altro, decisamente ambizioso, fa fatica a decollare proprio per mancanza di presa sugli altri, senza il mio entusiasmo tutto pare fermarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E questo è interessante, perché è forse il progetto a cui sono più legato e il fatto che fatichi a trovare negli altri un traino di qualche tipo dovrebbe farmi riflettere sulla bontà dell&apos;idea stessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È la prima volta che vedo i progetti come entità separate da me, come idee che vorrei veder diventare più grandi anche mentre io mi allontano un attimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse sta qui la differenza tra l&apos;essere freelance e l&apos;avere un&apos;impresa, separare le idee dalla persona.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non è facile, e spero che questo rant cancelli l&apos;illusione che chi lavora in proprio sta sempre a mille e stia vivendo la vita dei sogni in ogni istante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io, nel dubbio, domani sera mi metto offline per qualche giorno e me ne vado al mare.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Cosa ho imparato dal secondo ritiro nomade</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-01-29/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-01-29/</guid><description>Il ritiro nomade è stato una sorta di stanza dello spirito e del tempo di Dragon ball, dove il tempo scorre diversamente e puoi concentrarti solo a vedere da che parte vuoi andare nella vita prendendo spunto dagli altri.</description><pubDate>Thu, 29 Jan 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;C&apos;è una cosa che provo a fare da un po&apos; nei miei video, ovvero parlare come se non avessi paura del giudizio di chi li guarda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La paura ovviamente c&apos;è, e il giudizio pure, ma questo allenamento continuo mi aiuta a togliermi delle maschere e delle sovrastrutture mentali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora, quando ho organizzato il primo ritiro nomade, volevo solo fare l&apos;esperimento di un evento dal vivo con quella community che era nata per caso attorno al mio canale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci avrei messo del mio, dal lavoro nella natura alla meditazione, ma senza esperienza ed essendo anche abbastanza asociale non sapevo come sarebbe andato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È andato benissimo, non grazie a me ma all&apos;insieme di tutte le persone che eravamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensavo che la sintonia fosse dovuta principalmente al venire dallo stesso settore, abbracciando anche un modo di lavorare un po&apos; più alternativo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo secondo ritiro ho ipotizzato qualcosa di diverso.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-01-29/1.jpeg&quot; alt=&quot;Unconference&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Unconference del ritiro nomade&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Già al primo ritiro avevo avuto la sensazione di poter parlare di qualunque cosa, di non sentirmi mai giudicato male e anzi ascoltato quando avevo qualcosa da dire, cosa rara nella mia vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ho pensato dipendesse dal fatto che avessi organizzato io, che le persone arrivassero dai miei video, e ovviamente in parte era così.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma osservando meglio questa cosa l&apos;ho notata in tutti, ognuno poteva fare la domanda che si vergognava di fare, raccontare la cosa che stava sognando di fare, starsene anche solo zitto senza il dovere di dover dire qualcosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi è sembrato che ognuno di noi volesse solamente sentirsi libero di essere se stesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non un developer, non un freelance, non un imprenditore, nessuna etichetta davanti al nome.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E questa situazione mi ha permesso di imparare davvero tanto, è come se anche molti bias che ho quando qualcuno mi vuole spiegare qualcosa non ci fossero stati, potevo ascoltare davvero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora forse il ritiro nomade è stato una sorta di stanza dello spirito e del tempo di Dragon ball, dove il tempo scorre diversamente e puoi concentrarti solo a vedere da che parte vuoi andare nella vita prendendo spunto dagli altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma anche volando più bassi, un gruppo di amici che per 4 giorni possono fare i cazzoni senza alcun pensiero sulla terza guerra mondiale e ricaricare le batterie interiori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non so quando e come sarà una prossima edizione, io queste cose continuo a non sapere come si fanno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni volta che ho inviato il form per organizzare era come alle feste di compleanno da bambino, in cui fai gli inviti e speri che ci siano gli amici a cui tieni di più. O quantomeno che ci venga qualcuno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però ho la sensazione che per una marea di coincidenze sia nata questa cosa, qualunque cosa sia, che un paio di volte all&apos;anno può tirarci fuori da tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tanta roba.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Ma che problemi hanno i developers</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-01-15/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-01-15/</guid><description>Io capisco che l&apos;AI sia un tema controverso.</description><pubDate>Thu, 15 Jan 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Io capisco che l&apos;AI sia un tema controverso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&apos;è chi ne è spaventato, chi la snobba e vive bene, chi ha cambiato il suo modo di lavorare in pochi mesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io per esempio ci lavoro ogni giorno, cerco di studiare come possa aiutarmi a creare prodotti, a semplificarmi il lavoro per terzi, potenziare i miei progetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno strumento, molto interessante, innovativo, in veloce evoluzione. Stop.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure, c&apos;è chi deve rompere le palle.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-01-15/1.jpeg&quot; alt=&quot;Neve&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Immerso nella neve, Prato Nevoso&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Un altro gasato che non sa neanche dove mettere le mani&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tutti campioni con l&apos;AI. Io non riesco a farci un cazzo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Non è vero! Mi sembrate tutti pazzi!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ecco, se ne parli così ti sarà arrivata la marchetta....&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono solo alcuni dei simpatici commenti ad un video in cui semplicemente dico che sta diventando uno strumento fondamentale nel flusso di lavoro dei developers.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non che sia magia e che siamo finiti, ma che sta diventando sempre più importante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non che io abbia avuto una visione, ma che alcuni tra i migliori developers al mondo ne abbiano iniziato a sottolineare l&apos;importanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non che costringa le loro madri a battere per strada, ma che delle reti neurali possono svolgere la scrittura del codice al posto nostro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certo che la questione crea problemi nel breve: meno assunzioni, nuovo paradigma di formazione di junior e studenti, modifica radicale dei processi aziendali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E certo ci sono mille incognite: serviranno meno devs o faremo cose diverse? arriverà ancora più in là o si fermerà a determinate competenze? come approcciare lo studio all&apos;informatica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io osservo e studio, ascolto e cerco di capire come funziona tutto sotto il cofano, mi rende sempre un po&apos; più chiara la direzione in cui potrebbero andare le cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E condivido cosa imparo, i dubbi che mi vengono, chiacchiero di quello che succede: un ottimo modo per non farsi sommergere da rivoluzioni tecnologiche (come già accaduto in passato) ma farsi trovare pronti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma mettiamo che invece non pensi davvero sia una tecnologia interessante per il mio ruolo di developer.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Facciamo che scrive codice di pessima qualità, il mio lavoro peggiora e sono talmente bravo da considerarle IN TOTO una perdita di tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma che vita inutile dovrei avere per andare sotto i video di qualcuno e insultarlo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Capisco argomentare, capisco snobbare e passare oltre, ma dover esprimere la propria rabba esistenziale che minchia di valore ti porta?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi fa poi ridere quando iniziano thread tra di loro riferendosi a me come &quot;Lui&quot; per cercare di sminuirmi ancora di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una volta ci rimanevo malissimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi ho iniziato a cancellarli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora li leggo divertito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io gli insulti me li becco perché parlo in pubblico, e va benissimo così.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma credo il problema stia nel prendere troppo sul serio le cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi piace un sacco quando qualcuno mi condivide un suo progetto in cui sta sperimentando qualcosa di nuovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oppure confrontarci su come utilizzare l&apos;AI con qualche agente nuovo per provare a lavorare meglio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma con tutto l&apos;entusiasmo che posso metterci, rimane un bel mezzo per cercare di vivere una vita piacevole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guadagnare quanto serve per fare belle esperienze con la mia famiglia, organizzarmi il lavoro per fare una passeggiata in un bosco, dedicarmi a lettura e musica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci penso a volte che se avessi pochi mesi di vita, probabilmente l&apos;informatica sparirebbe dalla mia vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo mi fa spesso mettere in dubbio il mio lavoro, ma poi nel riflettere sull&apos;equilibrio di tutte le cose ogni pezzo prende il suo posto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E scervellarmi dietro ad un progetto digitale, mettendoci in mezzo cose che non conosco, mi da un bel senso di soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ancora di più quando condiviso, come al workshop appena fatto con Jaga o ancora meglio al ritiro nomade settimana prossima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutte scuse per passare del tempo di qualità con persone positive.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E anche quelle ci sono nei commenti nei video, quindi va benissimo così.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Come sarebbe la mia vita ideale? Unico limite: no soldi infiniti</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2026-01-08/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2026-01-08/</guid><description>Rispetto alla classica &quot;Cosa faresti se non dovessi lavorare&quot; questa domanda mi costringe a immergermi nella mia reale vita, a pensare in pratica a come la renderei migliore.</description><pubDate>Thu, 08 Jan 2026 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Ancora nel mood da inizio dell&apos;anno, ieri mi sono trovato a chiacchierare con un amico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Imprenditore, 2 figli, nomade digitale da quando la parola manco esisteva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per me parlare con lui vuol dire parlare con qualcuno che si è già fatto le mie stesse domande, ha già trovato delle risposte, le ha sperimentate ed è andato oltre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo 3 ore a confrontarci sui progetti di vita, a condividerci le domande e i dubbi su viaggi, figli, homeschooling e progetti, mi chiede:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Come vivresti se potessi scegliere tutto liberamente? Unico limite: non hai soldi infiniti&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il caso vuole che quest&apos;anno, senza aver fatto liste di propositi o retrospettive varie, abbia deciso di farmi la stessa identica domanda e stamparmela in testa.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2026-01-08/1.jpeg&quot; alt=&quot;Colosseo&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Il Colosseo visto da dentro è ancora più imponente, Roma&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Rispetto alla classica &quot;Cosa faresti se non dovessi lavorare&quot; questa domanda mi costringe a immergermi nella mia reale vita, a pensare in pratica a come la renderei migliore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E lì ad aspettare c&apos;è subito una seconda domanda: &lt;em&gt;e perché non lo stai facendo oggi?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per provare ad iniziare a rispondere l&apos;ho destrutturata: dove vivrei, che progetti porterei avanti, che persone frequenterei, quali attività mi piacerebbe coltivare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ovviamente immergere ogni domanda nella realtà mia soggettiva rende il tutto molto complesso, per esempio:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutte le domande di vita nel mio caso coinvolgono la mia famiglia, aggiungendo una quantità di variabili da rendere molto complesso il problema (vivere nella natura? o in città? e la vita sociale? le attività culturali? le amicizie? etc etc)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul lavoro è un tema che analizzo da anni, le questioni le conosco ormai.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Freelancing o dipendente? Precarietà e libertà o sicurezza e compromessi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lavorare per altri, potendomi concentrare solo sulle mie competenze, oppure dare vita alle mie idee, assumendomi l&apos;onere di far funzionare e rendere sostenibili i miei progetti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più scavo, più progetto futuri alternativi e più le domande collassano su una sola: &lt;em&gt;perché&lt;/em&gt; faccio tutto questo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bello fare il freelance, bello il Saas, i video, insegnare, ma perché faccio tutto questo? Per avere soldi da spendere? Per imparare cose nuove? Per aiutare gli altri? Per avere più tempo libero? Libero per fare cosa?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attenzione però, non sono domande retoriche ma domande reali a cui provare a rispondermi realmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ogni volta a cui arrivo ad una semi-risposta, scatta la prova pratica: e perché non lo sto facendo? Oppure, cosa mi serve per farlo oggi? Per migliorarlo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È sorprendente a quante domande la risposta sia &quot;lo posso già fare&quot; e questo mi porti ad apprezzare molto di più quello che già ho e che per distrazione rischio di non godermi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per tutto quello che invece devo ancora costruire, queste domande spostano sempre più in là l&apos;asticella, la maggioranza dei limiti che mi sono sempre posto esistono solo nella mia testa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I progetti sono tanti e affascinanti, dal freelancer part time all&apos;aprire un camping per lavorare da remoto, dal creare un saas a settimana al fare volontariato con i dev, e molte cose manco si escludono a vicenda, grande fortuna di noi che lavoriamo nel digitale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cosa più complicata sarà mantenere entusiasmo nell&apos;esplorare soluzioni senza arrendersi davanti alla complessità della domanda, ma inizio a sospettare che il bello del gioco stia proprio qui.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Pensieri confusi dopo 3 giorni intensi di coding</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-12-18/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-12-18/</guid><description>Sono ormai 10 anni che mi muovo in questa direzione, la verità è che questa voglia di libertà è ineluttabile.</description><pubDate>Thu, 18 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Ho passato gli ultimi 3 giorni in full immersion a lavorare sulla mia app Pensarium.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi ieri sera ho scritto ad un mio amico: &quot;se hai una settimana libera e sai cosa stai facendo, puoi costruire qualsiasi cosa&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In 3 giorni ho fatto queste cose nell&apos;ordine:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;studiato i competitor, la loro UI e convincendo i loro agent a dirmi le loro istruzioni &lt;em&gt;segretissime&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;rifatto l&apos;autenticazione da zero&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;testato diversi modelli AI&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;lavorato su tutti i prompt per renderli più efficaci&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;rifatto tutto il flusso dell&apos;app, dal login al questionario iniziale&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;sistemato un po&apos; la UI&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;E onestamente sono molto contento del risultato, mi sento di dire che (forse) riuscirò a metterlo in vendita entro fine anno (o sicuramente online).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo mi apre in testa due scenari opposti: uno bello e uno brutto.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;/blog/2025-12-18/1.jpeg&quot; alt=&quot;Montagna&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Quanto è figo lavorare all&apos;aperto, Chatillon (AO)&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Iniziamo con quello bello: posso fare un sacco di App, yuppie!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vedo una marea di persone che ora si fanno software personali in qualche giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A me di quello frega poco, anche se questa mia prima app (Pensarium) ricade principalmente in questa casistica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi interessa invece provare a buttarmi in settori diversi, provare a lanciare prodotti che mi generino entrate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su questo si entra nel difficile gioco dell&apos;imprenditore, a cui onestamente ora come ora non so giocare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però ho già diverse idee di B2B da creare, voglia di mettermi in gioco e conoscere magari persone che &quot;hanno il pane ma non i denti&quot;, conoscono problemi ma non sanno come risolverli (se sei tra queste, scrivimi).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2025 ho fatto pulizia e imparato molto, nel 2026 voglio andare all-in e vedere cosa succede.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ecco lo scenario brutto: tutti possono fare applicazioni velocemente!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Faccio un esempio pratico di app B2B, ovvero per aziende.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scopro una nicchia nel settore &quot;taglio unghie dei gatti&quot; e creo un gestionale per toilettatori per gestirsi tutte le unghie tagliate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho trovato una nicchia, ho trovato una necessità reale e creo una soluzione su misura al 100%.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Facciamo finta che riesco ad arrivare ai primi toilettatori, inizio a ricevere soldi e a farmi conoscere (lo so, questa è la vera sfida ma diamola per vinta).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quanto ci mettono gli altri software di toilettatori ad integrare la cosa? O a lanciare un mvp identico?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solo che loro, al contrario mio, hanno fiorfior di venditori che già martellano i negozi, i siti e le ads sui social.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe dirmi &quot;è sempre stato così, la differenza la fa l&apos;esecuzione&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vero, ma l&apos;esecuzione ora è cambiata, il rischio per un&apos;azienda di entrare in un mercato, per quanto minuscolo, è vicino allo zero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non sarà questo a fermarmi, ma sicuramente rende lo scenario meno roseo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora torna il dubbio: ma non è meglio mettere le mie competenze al servizio degli altri? Zero seghe mentali sulle unghie dei gatti, faccio fattura a fine mese e basta?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui entra in gioco una variabile non deterministica: la voglia di libertà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vorrei provare ad avere &quot;tanti piccoli software di gatti&quot; e raggiungere l&apos;entrata che mi serve.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Differenziando abbastanza da potermene fregare dei clienti che non voglio avere, per non diventarne a mia volta dipendente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E soprattutto questo vale per tutti i developers: non c&apos;è manco bisogno di scegliere!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una grande fortuna, posso farmi competenze, network e pubblicità cercando di crearmi il mio impero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E nel frattempo, usare le competenze per mettere benzina (soldi freelancing) alla macchina (progetti prori).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono ormai 10 anni che mi muovo in questa direzione, la verità è che questa voglia di libertà è ineluttabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&apos;è sempre meno lavoro? Non so fare il venditore? L&apos;AI ci ammazzerà tutti? Non ci penso, altrimenti mi deprimo, mi fermo e le possibilità di fallire salgono al 100%.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi sarà che sto rileggendo &quot;Nelle terre estreme&quot; in questi giorni, ma il viaggio e l&apos;avventura sono ancora 2 ingredienti della vita a cui non voglio rinunciare.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Il mio compleanno e 3 progetti di vita</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-12-11/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-12-11/</guid><description>Quest&apos;anno è andata un po&apos; diversamente dagli altri anni: per la prima volta ho avuto mancanza di fantasia.</description><pubDate>Thu, 11 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sarà che il mio compleanno arriva verso fine anno o sarà semplicemente che sto invecchiando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fatto sta che ieri ho passato 2 ore a progettare 3 diverse mie vite future.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È un esercizio che rifaccio spesso, l&apos;ho imparato dal libro &lt;em&gt;Design Your Life&lt;/em&gt; e secondo me è un ottimo esercizio di immaginazione e visualizzazione della propria vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riporto pari pari:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Progetto Odissea&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Crea tre progetti alternativi da qui a cinque anni.&lt;/em&gt;
&lt;em&gt;Dà a ciascuna alternativa un titolo descrittivo e scrivi tre domande che emergono da ciascuna di queste versioni di te.&lt;/em&gt;
&lt;em&gt;Prendi nota di quanta energia ti fornisce ogni alternativa.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;vita uno: &lt;em&gt;ciò che fai&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;vita due: &lt;em&gt;ciò che faresti se tutto finisse improvvisamente&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;vita tre: &lt;em&gt;ciò che faresti o la vita che vivresti se il denaro e l’immagine non fossero un problema&lt;/em&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Sono scenari abbastanza comuni, alla fine è un immaginarsi a 5 anni in maniera realistica, in un campo completamente diverso oppure se si avessero soldi infiniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un esercizio super per provare ad usare l&apos;immaginazione, per provare a sognare senza limiti e alla fine mettere tutto insieme per vedere cosa viene fuori (ancora meglio seguire anche il resto del libro).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quest&apos;anno è andata un po&apos; diversamente dagli altri anni: per la prima volta ho avuto mancanza di fantasia.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;/blog/2025-12-11/1.jpeg&quot; alt=&quot;Fuoco&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Advent of code davanti al camino&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Intanto l&apos;esercizio del &lt;em&gt;Premeditatio malorum&lt;/em&gt; sul cosa farei se tutto andasse male l&apos;avevo fatto di recente, quindi nulla di troppo nuovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma in generale mi sono trovato a immaginare 3 vite non troppo diverse tra loro, e ancora non so se sia un male o un bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da una parte ho pensato: cavolo, vuol dire che la vita che sto vivendo e pianificando con i miei progetti è molto vicina a quella che sognerei di fare, yeah!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi però ci ho riflettuto un attimo e ho capito di essere semplicemente troppo immerso nelle cose che sto facendo e vivendo ora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I mille progetti, i viaggi in programma, l&apos;immagine di me che ho in testa, ci sono completamente dentro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tanto da non riuscire neanche ad immaginare un disegno di vita diverso, più lontano, anche più ambizioso o semplicemente diverso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre sono sicuro che se fossi così centrato in questo piano che sto vivendo già ora difficilmente avrei avuto la necessità di fare questo esercizio in questo momento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La verità è che spegnendo una nuova candelina sento di voler eliminare ancora più compromessi, non dedicare tempo e risorse a cose che non farei se non fossi costretto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il che mi piace, le belle cose che ho costruito in questi anni arrivano proprio da quella vocina che mi ripete &quot;potessi scegliere faresti questa call? terresti questo cliente? faresti questo lavoro?&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma serve equilibrio, e soprattutto serve sfruttare la leva e l&apos;interesse composto creati dal lavoro sul lungo termine su un progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Saranno settimane di tante riflessioni, tanti progetti da scrivere e una marea di seghe mentali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora però eccomi qui, alle 7 del mattino il giorno del mio compleanno, a fare una delle cose che era presente in tutte e 3 le vite che ho disegnato: scrivere qui i miei pensieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sarà un bel compleanno :)&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>E se non riuscissi più a trovare lavoro?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-12-04/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-12-04/</guid><description>Immagini di un me invecchiato che prova a trovare lavoro in mezzo alla crisi</description><pubDate>Thu, 04 Dec 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;In questi giorni qualche lettura mi ha fatto visualizzare concretamente lo scenario di un me invecchiato una decina d&apos;anni che si trova a mandare cv.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E che, visto l&apos;andazzo generale e l&apos;età avanzata, non riesce più a trovare uno straccio di lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io che non ho abbracciato una grande azienda per la vita, io che salto da un progetto creativo ad un altro, io che al risparmio troppo spesso scelgo un nuovo viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure la ricordo la sensazione di abbondanza di qualche anno fa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era strapieno di annunci di lavoro, messaggi su Linkedin, non si mandava un cv se non si era proprio sicuri fosse interessante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi le guerre, le AI, i layoff e ora la situazione è cambiata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Leggevo proprio l&apos;altro giorno un articolo sulla crisi delle assunzioni per gli Junior developer (come se servisse un articolo).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma anche dei lunghi thread di Senior dev con 15 anni di esperienza che nel trovarsi disocuppati scoprivano questo mondo nuovo, dove tu scrivi e nessuno ti risponde.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quindi mi sono chiesto (e mi sto chiedendo): che si fa?&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;/blog/2025-12-04/1.jpeg&quot; alt=&quot;Camper&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Camper monstre bullizza altri camper&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Da una parte è una di quelle caratteristiche dell&apos;essere freelance che conoscevo e che molti più anziani mi avevano raccontato: non puoi vivere precario per sempre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo perché quel senso di libertà assoluto crolla quando le risorse sono poche e rimani per strada.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma tornare dipendente e incastrarmi nei meccanismi di qualcun&apos;altro la vedo ancora come l&apos;ultimissima spiaggia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora si diventa imprenditori, vendendo non solo tempo ma prodotti e servizi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, qui l&apos;entusiasmo di tutti per la facilità con cui si possono costruire cose oggi mi trova dubbioso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono io il primo molto entusiasta di questo, e sto lavorando a tante cose nuove da poter prototipare velocemente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma quando saremo sommersi da Saas, portali, app, cosa succederà?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Maggior concorrenza, maggior velocità di creazione anche per grandi aziende, rumore che spesso porta ad utilizzare le soluzioni più semplici e solide.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma facciamo che la concorrena non mi spaventa, e continuo a creare e divertirmi, mentre sfrutto le mie competenze per fare anche cassa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se i progetti non decollano? Se arriva una recessione mentre non ha ingranato nulla e nessun cliente ha più spazio per una collaborazione?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È stato bello finché è durato, è ora di salire su una barca di qualcun altro per arrivare sani e salvi alla vecchiaia?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco prima di sedermi qui a scrivere mi sono ritrovato in mano questo libricino di Seneca, &quot;Il tempo&quot;, una raccolta dei suoi pensieri sulla concenzione del tempo (si, ero in bagno senza telefono :) ).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho aperto una pagina a caso e ho letto questo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;È veramente felice e padrone di sé chi aspetta il domani senza preoccupazione. Se uno dice &apos;ho vissuto&apos;, ogni giorno alzarsi al mattino gli appare come un guadagno&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A parte il fatto che mi fa molto ridere riportare in questa mia &lt;em&gt;lettera digitale&lt;/em&gt; le sue lettere a Lucilio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi ha immediatamente rasserenato, ricordandomi lo spirito con cui ho abbracciato la precarietà data dall&apos;affidarsi ai propri progetti, alle proprie idee.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sfida stessa di dovermi inventare qualcosa per creare una mia soluzione mi da energia, mi fa sentire vivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella pratica mi sono dato il consiglio che poi do a tutti quelli che mi chiedono cosa fare per trovare lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fare le cose diversamente dagli altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E come si fanno le cose diversamente dagli altri? Facendo qualcosa che ci rappresenti, di autentico, di realmente personale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È ovvio che pensare me a 45/50 anni che mando un cv a cui nessuno risponde mi metta molta ansia e tristezza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma da quanto tempo ormai faccio le cose diversamente dagli altri?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora affronterò i problemi che arriveranno in maniera creativa, alla mia maniera, così come ho sempre fatto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non che questa sia l&apos;unica strada o quella più giusta, semplicemente non vedo perché dovrei prendere io quella degli altri.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Freelancing, vita nel bosco e ricerca della libertà</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-27/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-27/</guid><description>In questi giorni mi hanno colpito tre storie, molto diverse tra loro ma con un filo comune.</description><pubDate>Thu, 27 Nov 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;In questi giorni mi hanno colpito tre storie, molto diverse tra loro ma con un filo comune.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima è di un ragazzo che ho sentito ieri in mentorship.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi ha ricordato me stesso: 26 anni, developer dipendente e tanta voglia di fare il salto e diventare freelance.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come al solito ho messo tante mani avanti, mostrando le cose negative del mettersi in proprio piuttosto che far finta sia una strada in discesa verso la libertà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma mentre elencavo i contro del diventare freelance, lui sembrava quasi non sentirmi, come se avesse già deciso e quelle mie parole fallissero nello scopo di intimidirlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lì ho visto nel suo sguardo una determinazione mista a spericolatezza che mi hanno ricordato quando io chiedevo pareri e ad ogni consiglio di lasciar stare semplicemente passassi avanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se non lo avessi fatto, se avessi ascoltato le paure e i contro vissuti da altre persone, non avrei potuto modellare la mia vita per renderla simile a quello che avevo in testa.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-27/1.jpeg&quot; alt=&quot;Sentiero di Bologna&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Tutte le strade portano a Bologna&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;La seconda storia è di un ragazzo della nostra community, che ho conosciuto dal vivo al ritiro nomade.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella vita ha cambiato molti mestieri, in un percorso di crescita personale e ricerca di libertà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Approdato nel mondo della programmazione, sperava di trovare una risposta definitiva e invece si è scontrato con la noia delle gerarchie aziendali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non contento quindi, ha preso un biglietto per l&apos;Asia e si è rimesso in gioco per le strade del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ormai siamo amici, ci sentiamo spesso via mail o tramite chiamate per cercare di riflettere insieme sul concetto di libertà e sulle scelte di vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cosa bella dei suoi racconti è che non ha idealizzato una soluzione ma che sta continuando a rimettere tutto in discussione, anche la scelta stessa del viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo per me è sempre stato più difficile di prendere e mollare tutto, significa accettare di aver sbagliato, di essere ignorante in qualcosa e di dover cambiare punto di vista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La terza storia invece è di cronaca, una storia che ho visto discutere ovunque e su cui ho sentito di tutto tra Youtube e Reddit.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La famosa famiglia nel bosco: 2 genitori (inglese lui, australiana lei) con 3 figli di 8 e 6 anni che si sono trasferiti in provincia di Chieti per vivere off grid.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il caso è nato perché attraverso giudici e assistenti sociali è stato ritenuto che i minori non potessero vivere così.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solitamente evito notizie in generale, figuriamoci se di cronaca, ma viaggiando con famiglia sono entrato spesso in contatto con realtà simili, studio anzi con interesse soluzioni di vita alternative.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quindi mi sono interessato al dibattito che si è creato, mi è sembrato quasi che l&apos;opinione pubblica si fosse interessata a qualcosa di più simile al mio mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed è stato lampante quanto viviamo immersi nella nostra bolla, quanto abbiamo bisogno di farci scudo delle nostre convinzioni e certezze per sopravvivere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attenzione, da entrambe le parti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da un lato c&apos;è chi abbraccia la narrazione romantica della vita nella natura, senza entrare nel merito del caso, delle problematiche reali o presunte dei minori (psicologiche e fisiche) e della complessità del vivere in società.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall&apos;altro c&apos;è chi non conosce questo sottobosco di persone con stili di vita diversi e trancia la discussione con un granitico &quot;è sbagliato&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con questi ultimi mi ci sono scontrato tanto in questi anni, e ho capito che nel loro giudizio stanno solo difendendo quelle scelte di vita che non hanno mai messo in discussione e che io con le mie scelte diverse implicitamente metto sotto giudizio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma a forza di studiare chi aveva preso strade completamente diverse, ho iniziato a stancarmi anche di chi aveva abbracciato una scelta alternativa senza più poterla mettere in discussione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La verità come sempre è molto più complessa di una posizione granitica, e non permettersi di cambiare idea, di esplorare qualcosa di diverso è un limite gigantesco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nomade digitale, il freelance, l&apos;eremita ma anche l&apos;imprenditore, il solopreneur, il content creator: tutte bellissime etichette che tolgono la libertà di essere qualcos&apos;altro, di evolversi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sicuramente serve il coraggio e la spregiudicatezza di prendere una strada sconosciuta, così come poi serve il coraggio di mettere quella scelta in discussione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come direbbe il filosofo, so di non sapere (un cazzo).&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Sto lanciando un workshop che partirà a Gennaio</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-20/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-20/</guid><description>Un workshop dal vivo, AI for Typescript developers, partirà a gennaio e se anche non ti interessa, la storia su come è nato è molto curiosa.</description><pubDate>Thu, 20 Nov 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Odio fare le marchette, pure a me stesso, ma questo è un progetto che mi gasa parecchio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È un workshop dal vivo, &lt;em&gt;AI for Typescript developers&lt;/em&gt;, partirà a gennaio e se anche non ti interessa, la storia su come è nato è curiosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un mese fa circa io e Jaga abbiamo fatto una telefonata per decidere se chiudere il progetto &lt;em&gt;Spaghetti prompt&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto era nato perché ci trovavamo quasi tutti i giorni a scambiarci messaggi su Telegram sulle scoperte del mondo AI che facevamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo pensato che sarebbe stato utile condividerlo agli altri sviluppatori, dando un punto di vista di chi con ste cose ci lavora davvero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così abbiamo aperto un nuovo canale Youtube e iniziato a fare live e video.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I risultati sono stati molto positivi, il canale è cresciuto in fretta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma poi è nato un problema: presi dalle tante cose che facciamo e dalle nostre vite, l&apos;entusiasmo è diminuito.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-20/1.jpeg&quot; alt=&quot;Lago d&apos;Iseo&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Trasferta di lavoro al Castello di Zorzino, Lago d&apos;Iseo&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Ne parlo spesso e sono sempre più convinto che nello scegliere quali progetti portare avanti serva capire cosa ci entusiasma, cosa ci va di fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E così abbiamo capito che non avevamo voglia di trovarci a parlare sempre di AI solo per fare views, solo per cercare di far contento l&apos;algoritmo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La nostra idea era fare chiacchierate come si fa tra dev, ma semplicemente non ci andava di farle allo stesso ritmo richiesto per un canale Youtube.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così rieccoci alla telefonata, dopo una serie di settimane senza aver fatto niente di niente dovevamo decidere se chiudere o meno il tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad un certo punto Jaga mi ha fatto una domanda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa faremmo anche domani con entusiasmo, felici di organizzarlo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lì sono venuti fuori 2 spunti interessanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo è che una cosa che piacerebbe ad entrambi organizzare è un camp, un evento dal vivo di qualche giorno in cui mettere insieme persone interessanti e parlare di AI, tecnologia e voglia di creare cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molto ambizioso, forse troppo, e potrebbe trasformarsi in una semplice vacanza insieme in qualche campeggio in Sardegna. Vedremo come evolve.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma poi è venuto fuori qualcosa di più pratico e interessante: perché non organizziamo un workshop dal vivo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Piace ad entrambi insegnare ed entrambi stiamo approfondendo lo sviluppo di agent AI in Typescript.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io sto implementando diverse feature su Pensarium e sto cercando di crearmi delle soluzioni production-ready da poter rivendere anche ai miei clienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Jaga ha già creato diversi prodotti e si è studiato i codici sorgenti dell&apos;AI SDK di Vercel (come al solito esagerato).&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-20/2.jpeg&quot; alt=&quot;Lago d&apos;Iseo&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;2 di notte. Video su MCP e auth in typescript. Ok.&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Fare un workshop mi permette di studiare ancora più in profondità le cose, soprattutto facendolo con un dev di altissimo livello come lui, cercando poi di organizzare il tutto per renderlo fruibile ad altri dev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se nessuno dei due aveva voglia di registrare un video corso per poi venderlo, ci piaceva invece l&apos;idea di parlarne in diretta, di far vedere cose pratiche, di poter entrare in contatto con le persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così ci siamo chiusi in un castello sul lago d&apos;Iseo per 3 giorni ed è nato il workshop &lt;a href=&quot;https://spaghettiprompt.it/ai-for-typescript-developers/&quot;&gt;&lt;strong&gt;AI for Typescript developers&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Partirà il 12 gennaio, 3 giorni in diretta online in cui copriremo tutto quello che serve ad uno sviluppatore Typescript per poter creare prodotti AI 100% custom e production-ready, partendo dalle base per poi integrare il tutto in pratica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo le 3 lezioni ci sarà una call di classe di Q&amp;amp;A per poter condividere tutte le domande, i propri progetti e dubbi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se ti interessa, lo trovi &lt;a href=&quot;https://spaghettiprompt.it/ai-for-typescript-developers/&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; ad un prezzo scontato per pochi giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Marchetta a parte, questo cambio è stato liberatorio, non fare una cosa solo per il dovere di farla ma poter creare qualcosa che ci piaccia davvero, che abbia un valore reale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È qualcosa che voglio ricordarmi di fare sempre, prendermi la libertà di decidere cosa fare e come farlo.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Di nuovo in ritiro per un nuovo progetto. Ma che figata è?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-13/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-13/</guid><description>Questo lo ricorderò come l&apos;anno dei ritiri.</description><pubDate>Thu, 13 Nov 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Questo lo ricorderò come l&apos;anno dei ritiri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno a gennaio per pianificare l&apos;anno, il ritiro nomade con la community, il ritiro in solitaria....&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ora sono di nuovo in ritiro, questa volta per lanciare un nuovo progetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sta cosa dei ritiri mi ha svoltato la vita, spiego.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-13/2.jpeg&quot; alt=&quot;Lago d&apos;Iseo&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;&quot;Ci deve sempre essere un camino in un ritiro&quot;, cit. me&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Negli anni ho provato diversi metodi per cercare di portare avanti progetti a cui tenevo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solitamente le possibilità erano altissime che finissero in uno di questi 2 modi: o abbandonati o burnout (e quindi poi odio e abbandono).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Perché vuoi fare troppe cose insieme&quot; era spesso un&apos;ottima descrizione del problema.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ho anche passato periodi dietro &quot;THE ONE THING&quot;, un progetto solo. Cambiato poco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quest&apos;anno ho iniziato l&apos;anno dedicando 3 giorni alla pura riflessione di cosa volessi fare nella mia vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È stato illuminante, e allo stesso tempo non c&apos;ho azzeccato per nulla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono ritrovato in Sardegna in primavera, luogo ideale per avere momenti di riflessione, a capire che la direzione non era ancora quella giusta per me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al ritiro nomade poi ho osservato tante altre persone come me (molto simili a me) ognuno a tentare di indirizzare la propria bussola interna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al ritiro in solitaria ho fatto un ulteriore reset. Cancella tutto, fai silenzio, cerca l&apos;essenziale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da lì forse per la prima volta mi sono concesso quello che scrivevo settimana scorsa, ovvero di cercare solo quello che mi entusiasma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ho scoperto che semplicemente mi entusiasma fare un sacco di cose: suonare, viaggiare, leggere, fare video, programmare, insegnare, fare community, cose che mi incuriosiscono (disegno? scrittura? stampa 3d?).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che si fa? A cosa si rinuncia? Si cerca di nuovo il burnout?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima cosa che mi viene in mente è: ma chissene frega.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che bello poter fare le cose che mi piacciono, anche se non hanno senso, anche se non sono produttive, anche se non portano soldi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma per quei progetti che richiedono lavoro, concentrazione, energie per partire?&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-13/1.jpeg&quot; alt=&quot;Lago d&apos;Iseo&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Castello di Zorzino, vista sul lago&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Se c&apos;è una cosa che ho imparato è che bisogna sfruttare quel momento (molto breve) in cui un progetto ci sembra un&apos;ottima idea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In quel momento bisogna metterlo giu, creare il minimo che serve e farlo uscire nel mondo, o come dicono quelli bravi validarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho provato a portare avanti cose per mezz&apos;ora al giorno per settimane, e quasi sempre si spegneva la fiamma e morivano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece un bel focus di 3-4 giorni per mettere le basi mi permette di avere quanto basta per non farlo morire e &quot;vedere come va&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcune cose basta dedicarsi un weekend, magari 2 mattini, e tirare giù quello che serve.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altre volte invece serve uno sforzo più grande, ed ecco che entra in gioco un ritiro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un luogo sconosciuto (magari nella natura), zero distrazioni, un obiettivo chiaro di risultato che si vuole raggiungere e basta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo come prima cosa mi alleggerisce le mie giornate da quel senso di colpa del procrastinare: mi ci dedicherò in un preciso momento, oggi non ci penso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre mi permette di creare tante cose, di veder prendere vita a delle idee che sarebbero rimaste tali senza quel momento di alta concentrazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E questo diventa un loop positivo, mi viene voglia di creare e fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vedo che questi ritiri influenzano la mia vita quotidiana, dove mi concedo il lusso di concentrarmi su una singola cosa, per quanto inutile, ma che mi fa stare bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È come se fosse un allenamento intensivo di presenza mentale nelle cose che faccio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E questo, di fatto, mi fa sentire libero di poter scegliere cosa &lt;em&gt;voglio&lt;/em&gt; fare, senza il peso di cosa &lt;em&gt;dovrei&lt;/em&gt; fare.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Come studiare cose nuove?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-06/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-06/</guid><description>Riflessioni su apprendimento e curiosità</description><pubDate>Thu, 06 Nov 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Ieri mi sono messo in live a vedere strumenti di modellazione 3D.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molti mi hanno chiesto: qual è l&apos;obiettivo? che ci devi fare?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E sembra strano dirlo ma niente, non ci devo fare niente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È il puro gusto di imparare qualcosa di nuovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fino ad un paio di anni fa mettermi a imparare cose nuove era un disastro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E non parlo solo di programmazione, in generale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordo che mi perdevo dietro a mille tutorial e corsi, che lasciavo sempre a metà o manco iniziavo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non sapevo mai cosa avesse senso studiare e cosa no, se mi convenisse approfondire qualcosa o qualcos&apos;altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Compravo libri su metodi e argomenti a caso a cui poi non davo seguito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E anche quando studiavo qualcosa, non riuscivo ad arrivare al punto di padroneggiare abbastanza quella cosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora è diverso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se prima sentivo il peso di studiare qualcosa, ora sono eccitato davanti a tutte le cose che posso imparare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa è cambiato?&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-11-06/1.jpeg&quot; alt=&quot;Urbino&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;&quot;Non li ho letti tutti ma tutti li ho amati&quot;, Carlo Bo&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Non c&apos;è ovviamente una tecnica magica, ma credo sia l&apos;insieme di tante cose fatte negli anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Innanzitutto ho accettato che nella vita non si possa imparare tutto, concetto liberatorio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi ho diminuito distrazioni e cattive abitudini, serve fare spazio per mettere cose nuove nella testa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo è per me un punto fondamentale, ci martello sopra tra meditazione, lettura e ritiri vari che faccio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E lo faccio perché mi accorgo di quanto facilmente riesco a perdermi, soprattutto in un periodo stressante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche perché non è sbagliato rilassarsi e cazzeggiare, ma il problema è che il mondo vuole la nostra attenzione in tutti i modi, quindi è una battaglia costante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una volta svuotata la testa, che ci metto dentro?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho iniziato ad utilizzare approcci diversi con materie diverse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per esempio, nella musica ho passato anni da autodidatta a fare pochi progressi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con la chitarra me la cavavo ma senza evolvermi, il pianoforte sognavo di suonarlo ma non sapevo da dove iniziare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ho passato anni tra video online, tutorial e tablature.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La svolta è stata andare da insegnanti privati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Trovare delle persone che sono esperte, sanno cosa ti serve per progredire e lo fanno adattando il loro metodo a te.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E anche su questo, livelli diversi richiedono insegnanti diversi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il pianoforte mi serviva qualcuno per iniziare da zero, un insegnante abituato a ricominciare con pazienza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per la chitarra mi serviva qualcuno esperto in qualcosa di specifico, appassionato di un genere che volevo approfondire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In 2 anni ho fatto quello che non avevo fatto nei 10 anni prima, dannato me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si può però pagare insegnanti privati per qualsiasi cosa (ma consiglio di farlo dove si vuole davvero fare un salto).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da autodidatta che si fa?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella programmazione ho trovato 3 chiavi di volta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima è stata creare dei progetti completi (miei o di altri).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arrivare fino alla fine di qualcosa mi obbliga a guardare cose che non avrei visto, studiare argomenti che manco sapevo esistessero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Volevo approfondire Next e integrare un sistema di pagamento, e ci ho fatto il mio sito di corsi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora sono cose che faccio facilmente per i miei clienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Volevo fare un&apos;app desktop (mai fatta) e studiare meglio l&apos;integrazione AI, ed è nato Pensarium.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se qualcosa è troppo complesso, vale il consiglio di prima (cerco esperti e ci parlo direttamente).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma per la maggior parte delle cose posso cercare nello specifico cosa mi serve e impararlo (dal come si crea un app da zero alla cosa più specifica).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La seconda cosa che mi ha aiutato tanto è stata provare a spiegare le cose agli altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche questo banale, ma mi obbliga a:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;strutturare cosa mi serve sapere di una materia&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;imparare a coglierne l&apos;essenziale&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;farlo mio ed esporlo chiaramente&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Ho imparato tantissimo insegnando e facendo video.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La terza è sicuramente la cosa più importante: ho imparato a studiare per il solo gusto di farlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Ho sempre voluto fare un video gioco&quot; -&amp;gt; fai un video gioco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Voglio capire come funziona l&apos;ai&quot; -&amp;gt; fai qualcosa con l&apos;ai.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;Voglio fare un modello 3d&quot; -&amp;gt; la live di ieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed è vero, la programmazione mi piace ma non come la musica o altri argomenti più divertenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma è la competenza con cui lavoro, ed essere sempre più bravo non solo mi da soddisfazione professionale (ed economica) ma crea in maniera intrinseca interesse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Studiare mi permette di risolvere problemi sempre più complessi e creare progetti sempre più ambiziosi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E più imparo e più diventa facile studiare, è una reazione a catena.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E riprendendo vari punti messi prima, non mi serve diventare un teorico della programmazione, e mi va bene così.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi eccita molto di più l&apos;idea di creare un app per fare un trucco di magia per mio figlio, che fare un saas per guadagnare big money.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Imparo molto di più così, anche se sicuramente guadagno di meno.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Quando smettiamo di inseguire i nostri sogni?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-30/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-30/</guid><description>Riflessioni con gli studenti universitari</description><pubDate>Thu, 30 Oct 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;In questi giorni in mezzo ad universitari, ho fatto un tuffo nel mio passato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io a 20 anni non avevo idea di come sarebbe stato il mio lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Studiavo ingegneria informatica, che odiavo, e sapevo solo che sarei finito in qualche azienda, e se ero fortunato sarebbe stata una grande azienda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi quel lavoro è arrivato prima ancora che finissi, e pensavo di aver già risolto il gioco &quot;diventa un adulto&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo un paio d&apos;anni avevo già la testa sulla scrivania a domandarmi depresso se quello sarebbe stato il resto della mia vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per puro caso iniziai a frequentare un gruppo di ragazzi universitari, tutti pieni di entusiasmo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parlavano di startup, eventi, progetti, e iniziai anche io a farmi prendere dall&apos;entusiasmo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da lì tutta la mia solita storia, fino al freelancing. Ma c&apos;è un fatto curioso.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-30/1.jpeg&quot; alt=&quot;Urbino&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Borgo rinascimentale pieno di studenti, Urbino&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Re-incontrandoli, molti di quei ragazzi quell&apos;entusiasmo l&apos;hanno perso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lavori d&apos;ufficio, lavori lontanissimi da quello che studiavano, relazioni complicate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora oggi, a parlare con degli studenti, ogni volta che qualcuno mi raccontava i suoni sogni, dentro una vocina mi diceva: chissà se ce la farà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oppure chissà, arriverà un&apos;offerta di lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno di quei lavori che non c&apos;entrano con quello che ha studiato, o solo di striscio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E così i suoi progetti, quelli che sognava di realizzare, li rallenta, magari li mette in pausa. Solo per un po&apos;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto arriva lo stipendio, inizia ad essere indipendente, magari va in affitto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi si compra una macchina, l&apos;arredamento, qualche sfizio, viaggia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi intanto magari si innamora, e ad una certa mette su famiglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ad un certo punto quel lavoro non è più temporaneo, è permanente, rimettere in play il proprio sogno costa troppo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ne ho visti tanti, tanti anzi me ne parlano, e anzi anche io l&apos;ho pensato della mia vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È troppo tardi, la vita è andata in un&apos;altra direzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualche anno fa avrei detto &quot;no, non è tardi! licenziati! insegui i tuoi sogni!!&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora dico che magari si, è troppo tardi per fare alcune scelte, come diventare un medico o rischiare di rimanere senza soldi con 3 figli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non può essere troppo tardi per arrendersi ad una vita che non ci piace.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche a 40, 50 anni, figuriamoci a 25 30!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vero, alcune scelte sono semplici, altre meno, alcune rischiosissime, altre no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ognuno da lì affronta la propria montagna, inutile generalizzare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Certo, qualcuno sarà abbastanza fortunato, e bravo, a costruirsi una sua strada già a 20 anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altri come me ci hanno sbattuto la testa e raddrizzano il tiro di volta in volta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma se prima inseguivo sogni specifici (freelance, nomade, ..) oggi mi faccio guidare dall&apos;entusiasmo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se una cosa mi porta entusiasmo, allora la strada è quella giusta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi fa star bene far pace col fatto che molte strade ormai non le posso più percorrere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma mi ucciderebbe rassegnarmi ad una vita senza entusiasmo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quello che sto imparando è che ci sono milioni di modi per trovare entusiasmo, molto spesso facendo cose fuori dai binari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;O almeno provandoci.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Come sono cambiate le cose in un anno</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-23/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-23/</guid><description>Oggi vs un anno fa</description><pubDate>Thu, 23 Oct 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;La cosa bella di fare journaling è che posso confrontare quello che sto vivendo nel presente con il me del passato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri l&apos;ho fatto, ho provato a guardare esattamente cosa scrivevo un anno fa, ad ottobre 2024.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come al solito, cercavo di portare avanti tanti progetti in parallelo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E nelle mie giornate c&apos;era sempre il tentativo di fare ordine, con una sorta di ansia che ho percepito anche solo leggendomi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tante liste, qualche lamento, frasi di incoraggiamento per rimanere sul pezzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E oggi cos&apos;è cambiato?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cerco ancora di portare avanti tanti progetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anzi, forse pure più ambiziosi di quelli di un anno fa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure ho la sensazione che sia cambiato tutto.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-23/1.jpeg&quot; alt=&quot;Passeggiata al parco&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Passeggiata al parco, San Mauro Torinese&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Le mie giornate sono lente, mi perdo dietro a cose che non hanno nessuna importanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non faccio più liste giornaliere, l&apos;analisi dei progetti la faccio una volta al mese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono molto rilassato, medito di più, faccio lunghe passeggiate e al mattino sto un&apos;ora a prepararmi il porridge (grazie al ritiro).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure non ho rinunciato alla mia voglia di fare cose, tutto sta andando avanti con un ottimo ritmo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci ho pensato tanto: cosa è cambiato?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È bastato confrontare la lista dei progetti di un anno fa con quella di oggi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Prima osservazione&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Metà erano progetti lavorativi, un cliente principale e 2 sotto progetti (di cui uno manco pagato).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La motivazione non era fare più soldi, ma essere sicuro di avere clienti per non rimanere col culo per terra se salta uno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi è rimasto un solo cliente per qualche ora, stop.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cliente che finirà tra non molto, e la cosa non mi spaventa. Anzi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando ho scelto di lavorare in proprio, volevo crearmi una vita su misura, fuori dall&apos;ordinario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Volevo tempo per me, libertà di viaggiare e di decidere come passare le mie giornate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non volevo più soldi e un tot di clienti da dovermi gestire ogni giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora mi sembra di aver accettato davvero la precarietà di essere freelance, ho chiaro perché lo faccio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ho anche scoperto la bellezza del fare il freelance part time, cosa che raramente mi sono concesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Meglio tardi che mai.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Seconda osservazione&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lavoravo a progetti miei che non erano davvero miei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Provo a spiegarmi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per esempio l&apos;anno scorso in questo periodo davo il massimo su Youtube, fare più video e live possibili entro fine anno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E la cosa ha funzionato alla grande, tante views e tanti iscritti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&apos;era solo un piccolo problema: non mi piaceva affatto fare video così.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era una continua corsa, e soprattutto parlavo di cose di cui non mi andava di parlare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo bisogna fare no? Azzeccare i trend, fare tanti contenuti, essere veloci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma quindi era quello l&apos;obiettivo? Fare tanti iscritti? Fare tante views?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per cosa, diventare famoso? Guadagnare dagli sponsor? Vendere corsi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Youtube stava solo diventando un altro lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non è per questo che lo faccio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Youtube l&apos;ho faccio per condividere quello che imparo e divertirmi a creare qualcosa di veramente mio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se imparo React, ci sta parlare di React, ma se imparo che mi sono rotto di lavorare per gli altri, devo parlare di quello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se di una notizia non me ne frega niente, non voglio mettermi a registrare il video per primo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Voglio perdere ore a scegliere una canzone per 5 secondi di video, anche se fa un centesimo delle visualizzazioni di una news di AI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da lì meno iscritti, meno views.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma anche più chiacchierate con persone davvero interessanti (via mail o in call).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tante belle occasioni di community, tra tutte il ritiro nomade.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ok, non ci faccio soldi, ma sticazzi!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti i progetti che sto facendo ora hanno come unico scopo quello di fare qualcosa che mi entusiasma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, incredibile ma vero, sono in generale più entusiasta di farle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Osservazione finale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per riassumere, lavoro di meno e faccio solo cose che mi piacciono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A scriverlo sembra maledettamente banale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però non lo facevo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E forse è per questo che non sono spaventato dal rimanere senza clienti, dal fare progetti che non hanno lo scopo di funzionare a tutti i costi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se sono entusiasta dei progetti che faccio, troverò sempre un modo di far funzionare le cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche essere produttivo diventa una conseguenza senza bisogno di liste: non vedo l&apos;ora di fare tutte le cose che sto facendo ora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualcuno giustamente dirà: &quot;Ne riparliamo tra un anno, senza clienti e senza nuove entrate&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E forse sta qui la differenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un anno fa proiettavo clienti e progetti per paura di quel &quot;tra un anno&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora invece mi vado a preparare il porridge.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>La programmazione sta diventando un bullshit job?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-16/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-16/</guid><description>Ora che fa tutto l&apos;AI, dov&apos;è la passione?</description><pubDate>Thu, 16 Oct 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Da quanto Claude ha rilasciato il nuovo modello, Sonnet 4.5, ho di nuovo quella sensazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella di essere diventato un badante che chiede una feature, controlla che il lavoro fatto funzioni e fa solo una code review veloce, sapendo di non trovare grosse sorprese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E le cose funzionano (quasi) sempre al primo tentativo, al secondo si inizia solo a perfezionare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se è così ora, tra 5 anni? Tra 10?&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-16/1.jpeg&quot; alt=&quot;Io con il mio impiegato del mese&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Io con il mio impiegato del mese&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Settimana scorsa però mi sono trovato ad aiutare dei ragazzi ad andare online con una piattaforma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Doveva essere un lancio tranquillo, ma dopo il deploy il dominio non era più raggiungibile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Problemi di configurazione DNS, risolti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi la parte di Stripe non andava al 100%, alcuni elementi non li caricava.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Colpa di Next.js e di come builda le variabili di ambiente lato client, avendo loro usato Docker dovevamo gestire quella parte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho avuto un altro tipo di sensazione questa volta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella che anni di studio e progetti mi hanno portato a conoscere le cose in profondità, avendo chiaro cosa c&apos;è dietro il funzionamento di una piattaforma digitale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Problemi banali, risolti in un paio di modifiche, avrebbero potuto bloccare il rilascio e rimandato il tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ok, allora sarò il tecnico esperto che viene, risolve la cosa e se ne va.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma con i giusti log un LLM non avrebbe potuto risolvere altrettanto in fretta?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quanto tempo prima che i sistemi siano al 100% integrati per risolversi i problemi da soli?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma allora i manager? Gli impiegati? Il customer care? Gli analisti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si, penso che il lavoro di milioni di persone non serva più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma in anni di consulenza questa non è una novità, ho sempre visto lavorare persone totalmente non utili a nulla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È una rivoluzione troppo veloce per la velocità umana, ci saranno conseguenze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io sarò un pazzo, ma non riesco a farmi prendere dal panico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Studierò nuove cose, aiuterò nuove persone a creare cose digitali, risolverò nuovi problemi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, se dovessi pensare alla skill più preziosa da coltivare, direi quella di saper andare da qualcuno e dirgli: &quot;Tranquillo, ci penso io&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ti tiro su quello che serve, ti risolvo il bug, ti ottimizzo le cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che richiede sì anni di studio, ma molto, molto di più una sana dose di faccia da culo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E basta andare un po&apos; in giro nel mondo reale, per capire che la faccia da culo spesso sia l&apos;unica skill di un sacco di gente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo provo a creare tante cose, ora ho un team che lavora per me a 100 euro al mese, sfruttarlo è un occasione d&apos;oro.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Ufficio con vista sulle Dolomiti</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-13/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-13/</guid><description>Lavorare in un campeggio in Trentino è diverso</description><pubDate>Mon, 13 Oct 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Di tutti i posti in cui mi fermo col camper, il campeggio è quello che preferisco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non tanto per i servizi che offre, ho scelto un camper che mi permette di essere al 100% autonomo, doccia calda compresa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma perchè mi permette di avere una casa in mezzo alla natura, direttamente nella natura, in contesti pazzeschi.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-13/1.jpeg&quot; alt=&quot;Ufficio con vista sulle Dolomiti&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Campeggio Vidor, Trentino Alto Adige&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;In questi giorni di inizio autunno, per esempio, siamo al campeggio Vidor, forse il più bel campeggio del Trentino Alto Adige (o almeno così l&apos;ho trovato online).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ero mai stato in Trentino, in mezzo alle Dolomiti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il meteo è magnifico: un sole che scalda di giorno, non troppo freddo di notte e gli alberi hanno iniziato a colorarsi di giallo e rosso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il campeggio è lussuoso, con piscine riscaldate, scivoli, educatrici per mio figlio, sauna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi è bassa stagione, tanti tedeschi ma comunque poca gente, quanto basta per godersi tutti i servizi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altro pro della bassa stagione: abbiamo pagato un quinto di quanto costa in estate o a Natale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A me interessa solo una cosa: stare immerso nella montagna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho aperto il tendalino, messo tavolo e sedie, e questo è tutto quello che mi serve.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al mattino prendo una tazza calda di caffè e mi siedo col corpo rivolto verso il sole, che scalda ma non brucia (tranne gli occhi per vederci qualcosa).&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-13/2.jpeg&quot; alt=&quot;Ufficio con vista sulle Dolomiti&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Ufficio open space&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Un muro di alberi davanti a me, un ghiacciaio a sinistra, il camper a destra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Apro il pc, per un paio d&apos;ore voglio portare avanti i miei castelli mentali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi però si va agli scivoli con mio figlio, a godermi anche il lusso, perché no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Volendo fare una settimana al mese in un posto del genere, costa quanto la rata di un SUV in leasing.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così, per dire.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>I miei 5 giorni di ritiro</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-09/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-09/</guid><description>5 giorni di silenzio, meditazione e scrittura</description><pubDate>Thu, 09 Oct 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;La giornata era scandita dal programma che mi ero preparato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sveglia alle 4.30.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tempo di riprendermi, poi 2 lunghissime ore di meditazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Completo silenzio, per la prima ora non ci sono neanche gli uccellini, solo vento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sapevo che sarebbe stata dura, mai meditato così a lungo, ma devo ammettere l&apos;ho patita più di quanto pensassi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi obbligo, la schiena e le gambe fanno un male cane, ma arrivo alla fine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riprendo sensibilità alle gambe, un po&apos; di yoga e movimenti per tornare vivo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi un&apos;ora di colazione, un&apos;intera ora in cui dover solo preparare qualcosa e mangiare, senza youtube o telefono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il momento più bello della giornata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche perché dalla finestra vedo uno spettacolo incredibile: una palla rosso fuoco che si alza dal mare. Prima è buio, poi appare una fetta, poi tutta la palla.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-09/1.jpeg&quot; alt=&quot;5 giorni di silenzio, meditazione e scrittura&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Cenesi, Cisano sul Neva, Savona&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
È il momento dell&apos;ora d&apos;aria, una passeggiata molto lenta.
&lt;p&gt;Non posso uscire dal villaggio in cui mi trovo, a quell&apos;ora ci sono i vecchietti che parlano con la portinaia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cammino avanti e indietro per le 2 vie sterrate del villaggio, il panorama è bello ma annoia dopo poco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi appunto il tutto facendo journaling, si torna a meditare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arriva il pranzo, e pago l&apos;errore più grande della mia organizzazione: ho portato cibo di merda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ho la macchina e dovevo portarmi nello zaino l&apos;occorrente per sopravvivere 5 giorni: riso, un po&apos; di seitan e tofu, legumi e verdure in scatola. Schifo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver sistemato e riposato un minimo, un&apos;altra passeggiata, questa volta via libera e si esce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lì di fianco c&apos;è un bel sentiero in mezzo agli ulivi, posso andare avanti per mezz&apos;ora e incontrare solo ulivi.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-09/2.jpeg&quot; alt=&quot;5 giorni di silenzio, meditazione e scrittura&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Ulivi di Cenesi&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Torno indietro, torno a meditare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi mi metto a scrivere, in 5 giorni ho tirato fuori tante cose successe in questi anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È l&apos;orario peggiore, qui la noia della giornata è ai massimi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infatti il terzo giorno sclero, vado in crisi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non vedo il senso di cosa sto facendo, mi manca la mia famiglia, sono disgustato dalla cena che si avvicina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma perché mi sono venuto a incarcerare qui? Con tutte le cose che potevo fare, che ne so, un cammino da qualche parte, un trekking di 5 giorni, un viaggio in bici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;No, mi sono chiuso in una casa obbligandomi a non fare niente. Mi metto sempre in difficoltà da solo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi incazzo con me stesso, inizio a scrivermi una lettera per tirarmi tutto addosso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Volevo vedere cosa succedeva a rimanere solo con me stesso ed eccomi accontentato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il quarto giorno però facciamo pace, io e quello che mi ha costretto a venire qui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Capisco perché lo ha fatto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora qui potrebbe partire una parte sull&apos;illuminazione che ho avuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su cosa ho capito sul tempo, sulla meditazione, sulla bellezza di stare bene con me stesso non facendo niente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su quanto rumore ci sia ogni giorno nella mia vita, e nella mia testa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma mi ricordo di essere pur sempre un coglionazzo per mettermi ad insegnare la vita, e mi fermo qui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci tengo però a dirti che dovresti farlo assolutamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Magari non così, più lungo, più breve, in un centro di meditazione, in barca, vedi tu.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma prova a togliere tutto per qualche giorno, nessun input.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E vedi cosa succede.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io, per rinfrescare la memoria, voglio farmi questo regalo almeno una volta al mese, anche solo per un giorno.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-09/3.jpeg&quot; alt=&quot;5 giorni di silenzio, meditazione e scrittura&quot; /&gt;
&lt;/figure&gt;</content:encoded></item><item><title>Sto per iniziare un ritiro in solitaria</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-01/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-01/</guid><description>5 giorni di silenzio, meditazione e scrittura</description><pubDate>Wed, 01 Oct 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sono le 5 del mattino e sto andando a prendere il treno per Albenga.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lì passerò i prossimi 5 giorni da solo, senza fare nulla e in completo silenzio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con me ho uno zaino e una borsa frigo con tutto l&apos;occorrente per sopravvivere, o comunque me lo farò bastare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho anche il computer, che userò solo per scrivere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno volta arrivato ad Albenga, prenderò un bus per arrivare in questa casetta di legno da cui si vede l&apos;alba sul mare.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-10-01/1.jpeg&quot; alt=&quot;5 giorni di silenzio, meditazione e scrittura&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Cisano sul Neva, Savona&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;All&apos;inizio avevo contattato diversi monasteri e centri di meditazione, per ritiri più lunghi e più impegnativi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma trovare 10/11 giorni per staccare da tutto richiede maggior pianificazione, e rischiavo di rimandare ancora per tanto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi mi sono messo in lista d&apos;attesa per ritiri futuri e ho organizzato questo ritiro fai da te.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scelta del luogo non è stata semplice, le possibilità erano tante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il camper, una baita su Airbnb, un campeggio sperduto: ogni luogo aveva pro e contro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Volevo essere sicuro al 100% di sentirmi a mio agio, di non avere troppi fattori esterni da dover tenere in conto (hello, ansia sociale).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora ho scelto uno dei pochi posti al mondo che considero casa, in mezzo alla natura e al silenzio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono fatto un programma, unendo quello di un classico ritiro di meditazione con la scrittura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domani sveglia alle 4.30 (o 5, non ho ancora deciso), e si parte con la meditazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alternerò meditazioni da seduto e camminate, poi sessioni di scrittura e pasti leggeri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E sostanzialmente basta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora che ci siamo, un po&apos; mi spaventa l&apos;idea di avere tutto questo tempo di assoluto nulla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anzi, mi sembra quasi una fesseria allontanarmi dalla mia famiglia per non fare niente: sento già fortissimo la mancanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ormai sono qui, e ovviamente la curiosità di vedere cosa succede quando togli tutto quello che c&apos;è intorno è tanta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sento elettrizzato come succede spesso quando sono in partenza per un viaggio in un posto lontanissimo, in cui non sono mai stato e di cui non so bene cosa mi aspetterà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E invece sto andando in un posto che conosco bene spendendo 20 euro di treno, ma che figata è?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine è sempre il viaggio che ritorna, sotto una forma diversa, con una presa di coscienza diversa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prossima volta sarà un cammino dietro casa, un campeggio in una regione qui vicina, una passeggiata in una capitale europea o dei noodle mangiati dall&apos;altra parte del mondo per strada.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per me la vera libertà sta nel vivere con la stessa eccitazione qualunque tipo di esperienza, dalla più costosa ed esotica a quella più minimale, persino il sedersi e non fare nulla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che poi è la parte più difficile, vediamo come va a finire.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Quanti soldi servono per essere liberi?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-25/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-25/</guid><description>Ho smesso di inseguire il FIRE, ma ho trovato un modo per stare sereno</description><pubDate>Thu, 25 Sep 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Quando ho deciso di mettermi in proprio, il primo problema da affrontare è stato il fatto che non avessi soldi da parte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Letteralmente era un periodo in cui riuscivo a spendere tutto (senza figli, pensa), andando un paio di volte in rosso sul conto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era un periodo di assoluta ignoranza finanziaria (tant&apos;è che il conto era alle Poste) e la prima cosa da fare era capire come gestire i miei soldi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Studiai di tutto finché non mi imbattei in un concetto affascinante: il FIRE!&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-25/1.jpeg&quot; alt=&quot;Quanti soldi servono per essere liberi?&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Syros, Grecia&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Financial independence retire early, ovvero metti da parte abbastanza soldi da andare in pensione prima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Iniziai a farmi mille calcoli, il trucco sembrava mettere da parte abbastanza per fargli rendere quanto mi servisse per vivere, con la famosa regola del 4%.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esempio: arrivo a mezzo milione di euro da parte, lo investo così mi rende ogni anno 20k € (il 4% appunto) e senza fare niente avrò uno stipendio da 1600 euro al mese!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovviamente studiando capii che non era così semplice: inflazione, volatilità dei mercati, grandi crisi..&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi mezzo milione, guadagnando da professionista, richiede tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fatto sta che, nonostante queste difficoltà, inizia un piano sul medio-lungo termine per arrivarci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi successero due cose quasi in contemporanea: la pandemia e la nascita di mio figlio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E tutte le mie priorità cambiarono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aveva davvero senso investire tutte le mie energie per mettere soldi da parte per poi UN DOMANI avere dei soldi per fare niente?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo voleva dire in sostanza due cose: lavorare un sacco per anni e anni e non vivere pienamente gli splendidi anni dell&apos;infanzia di mio figlio.&lt;/p&gt;
&lt;figure&gt;
  &lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-25/2.jpeg&quot; alt=&quot;Quanti soldi servono per essere liberi?&quot; /&gt;
  &lt;figcaption&gt;Sintra, Portogallo&lt;/figcaption&gt;
&lt;/figure&gt;
&lt;p&gt;Fast-forward a oggi, 6 anni dopo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho smesso da tempo a immaginarmi in fire, ma soprattutto ho smesso di desiderarlo: non mi interessa non fare niente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho investito tanti soldi in viaggi: tanti mesi in Asia, in Grecia, Portogallo, dei ricordi fantastici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho investito una bella somma (e un burnout) per comprare il camper, e già dopo un anno mi ha regalato dei momenti indimenticabili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo vuol dire che spendo tutto senza preoccuparmi del domani? No.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho abbastanza soldi in banca (non più alle Poste) per vivere sereno e poter non lavorare qualche mese quando serve.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intendiamoci, non sono molti soldi, ma quanto serve per dormire tranquilli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non per andare in pensione, se non per pochi giorni :)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho imparato quanto mi basta sugli investimenti per avere un portafoglio pigro, che alimento lentamente e che mi permette di creare un minimo di sicurezza per il futuro (compound b**ch!).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ho grossi debiti e non ho in progetto di farne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non lavoro full time, non prendo lavori che odio (o ci provo), evito le persone con cui non voglio avere a che fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando mi servono più soldi, non tocco i risparmi ma cerco progetti per aumentare temporaneamente le entrate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E come li trovo questi progetti? Creando tante cose che mi piacciono per entrare in contatto con gente che mi piace: qualcosa salta sempre fuori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora sia chiaro, sono sicuro che sia il piano più inefficiente e meno ambizioso economicamente che esista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho imparato abbastanza di finanza personale per sapere che sto sbagliando in n-mila modi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure sono soddisfatto, dormo sereno e mi sento la persona più fortunata dell&apos;universo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi chi ha detto che non possa focalizzarmi sui guadagni una volta che mio figlio non sarà cresciuto?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo è un concetto interessante che mi ha insegnato una persona che stimo molto, aumentare le proprie competenze per usarle in una stagione diversa della propria vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Te ne parlo un&apos;altra volta.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Perché mi sono fatto un blog a mano</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-18/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-18/</guid><description>Potevo usare una delle piattaforme già belle che pronte, e invece...</description><pubDate>Thu, 18 Sep 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Pochissimi sanno che non avevo nessuna intenzione di aprire un canale Youtube.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&apos;inizio volevo semplicemente aprire un blog.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non avevo mai fatto altri progetti di divulgazione di nessun tipo, me ne ero sempre stato tranquillo per i fatti miei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E, quando ho sentito la spinta per iniziare a parlare con il mondo esterno, la forma che mi attreava di più era quella della scrittura, per quanto i blog fossero già fuori di moda (non era il periodo in cui si facevano i soldi con i blog).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fatto sta che spesi un mesetto nel crearmi un blog a mano, con Next.js e React, spendendo tantissimo tempo sui colori, font e interazioni con gli elementi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-18/1.jpeg&quot; alt=&quot;foto blog&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una esperienza bellissima, che però andò avanti giusto un paio di articoli (il tema era freelancing/dev, niente di nuovo).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Capii in fretta che scrivere di cose tecniche non mi interessava granché, da lì provai la strada video e da lì il canale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Salto in avanti di qualche anno, la scrittura è tornata sotto forma di una newsletter.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inizialmente era una sorta di &lt;em&gt;updates per la community&lt;/em&gt; del canale, poi piano piano si è trasformata in lettere personali su riflessioni e problemi (un po&apos; come il canale).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;altro giorno stavo rifacendo il look al mio sito e nel dare una UI alla registrazione alla newsletter mi sono accorto che non avevo nessun posto dove raccolgo le newsletter.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora, ad oggi se penso newsletter + blog c&apos;è solo un nome che mi viene in mente: &lt;strong&gt;Substack&lt;/strong&gt;!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una piattaforma che ho visto decollare in questi anni, sfruttando la pesantezza di Medium e la nuova onda delle newsletter.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto già pronto, hai il sito, hai la newsletter e in meno di un click puoi anche aggiungere la newsletter premium, così chi vuole può pagare per delle email più preziose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci ho pensato, non alla newsletter premium ma ad usare substack, in fondo è fatto bene e lo usa praticamente chiunque.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma questo mi ha fatto riflettere: &lt;strong&gt;per quale motivo scrivo questa newsletter&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo faccio per esprimermi, per condividere quello che imparo, elaborarlo meglio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E perché raccogliere queste email? Per non perderle, sono un altro racconto del mio viaggio che un giorno vorrei poter rileggere, far rileggere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E come posso pensare di affidarle ad una startup di San Francisco, per quanto bella e fatta bene?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi parte del mio modo di esprimermi è creare dei vestiti per i contenuti digitali, non mi va proprio di avere un sito come gli altri, col pop-up di inserimento email che sbuca sul più bello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco che quindi ho passato le ultime 2 settimane a crearmi un blog, &lt;a href=&quot;https://www.letterenomadi.it&quot;&gt;lettere nomadi&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/stamp.png&quot; alt=&quot;francobollo&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poca AI (il giusto), un semplice template minimale di Astro da cui ho martellato via e aggiunto pixel vari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non è chissà cosa, anzi è molto semplice, ma rappresenta al 100% quello che sono e che ci voglio mettere dentro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di fatto queste newsletter, ma anche altri appunti di viaggio che voglio raccogliere in questa scatola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E farlo è stato una goduria: provare abbinamenti di font e colore, testare layout diversi, il tema della lettera, quel francobollo del Vietnam trovato per caso ma che da subito mi è sembrato il tocco perfetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco efficiente, per nulla ottimizzato, non scalabile. Ma mio.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Sono stato ad un ritiro per famiglie ed è stato strano.</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-11/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-11/</guid><description>Una settimana tra famiglie in homeschooling mi ha insegnato cos&apos;è davvero il product-market fit</description><pubDate>Thu, 11 Sep 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sono stato per una &lt;strong&gt;settimana&lt;/strong&gt; sul Lago Trasimeno, in centro Italia, per un raduno di famiglie in homeschooling.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Centinaia di persone, soprattuttto bambini e ragazzi, in un campeggio: una meraviglia per la mia asocialità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono trovato in mezzo a persone lontanissime dalla mia bolla, ed ho assistito alla più grande lezione della mia vita su come si crea e si vende qualcosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un passo indietro: &lt;strong&gt;che cos&apos;è l&apos;homeschooling&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-11/1.jpeg&quot; alt=&quot;Foto del campeggio&quot; /&gt;
In breve significa non mandare i figli a scuola, provvedere alla loro educazione (direttamente i genitori o con educatori privati) e alla fine di ogni anno fare un esame di idoneità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&apos;estero lo abbiamo visto fare in molte declinazioni (worlschooling viaggiando, unschooling senza struttura, scuole parentali...).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non entro troppo nei dettagli privati miei, ma con tempo, impegno e viaggiando è una gran figata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Troviamo questa community italiana enorme (forse l&apos;unica) che organizza, oltre a eventi online, lezioni da remoto e altro, tra cui questo evento annuale in campeggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un invito a nozze per il mio camper.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo andati un po&apos; di giorni prima, per approfittarne e stare qualche giorno in più rispetto all&apos;evento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cosa divertente è che abbiamo iniziato a sentire persone dire &quot;stanno per arrivare quelle famiglie lì, che fanno scuola a casa, per questo è tutto prenotato e non possiamo restare!&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovviamente noi facevamo finta di niente, sentivo un leggerissimo senso di giudizio nel tono di voce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non chiedermi perché, ma avevo la sensazione stesse per succedere un ritrovo clandestino o qualcosa del genere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di fatto arrivano sempre più famiglie, iniziamo a conoscerci e piano piano il campeggio si riempie di homeschoolerssss.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mio obiettivo in realtà era uno solo: parlare con bambini e ragazzi più adulti per capire quanto un&apos;educazione alternativa fosse poi efficace nella crescita di una persona.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi spoilero subito che hanno confermato quanto già visto viaggiando, ovvero i bambini se lasciati liberi di esprimersi e hanno la presenza e il rispetto dei propri genitori sono dei vulcani di entusiasmo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con i genitori ho avuto vibrazioni diverse: molti lo fanno più per uscire dal sistema scolastico, e più di una volta sono stato intrappolato in discorsi complottisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-11/2.jpeg&quot; alt=&quot;Foto del campeggio&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non stiamo troppo a giudicare, che forse non sono l&apos;esempio migliore di normalità, e passiamo all&apos;evento vero e proprio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In generale bellissimo per i ragazzi e bambini, meno per me ma il lago era figo quindi ok.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;evento però è solo la punta dell&apos;iceberg di questa community, i raduni sono tantissimi, c&apos;è una piattaforma online e addirittura forniscono lezioni online a supporto dei genitori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi diversi prodotti, con prezzi in crescendo, che coprono tante età e necessità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi siamo il target perfetto: siamo agli inizi, abbiamo tante domande e soprattutto paure, e ci sentiamo soli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il loro marketing parla di questo: ti guidiamo noi, ti forniamo tutte le risposte, entra in una community di altre famiglie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Game, set, match: il prodotto perfetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non avevo mai visto una nicchia colpita così alla perfezione, soprattutto trovandomi dalla parte del cliente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho avuto la sensazione di qualcuno che conosce alla perfezione il problema, lo risolve con efficacia e sa benissimo come farlo capire ai propri possibili clienti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una sorta di marketing naturale, semmai esistesse questo termine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abituato a funnel, mail continue di &quot;mancano 3 ore poi scade l&apos;offertaaaa&quot;, video corsi definitivi, raramente credo che un prodotto o servizio mantenga le promesse che fa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alla fine non seguiremo le loro lezioni online, ma probabilmente parteciperemo ad altri eventi, purtroppo mio figlio è più socievole di me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non è un caso se proprio oggi ho prenotato il mio ritiro in solitaria.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Premeditatio malorum: e se dovessi fallire miseramente?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-04/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-09-04/</guid><description>Come l&apos;arte stoica di immaginare lo scenario peggiore mi ha aiutato a vivere da freelance con meno paura</description><pubDate>Thu, 04 Sep 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Da freelance sono ormai anni che ho imparato a immaginare &lt;strong&gt;lo scenario peggiore&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa succede se &lt;strong&gt;rimango senza clienti&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se ci metto troppo a trovarne di nuovi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E le paure si aggiornano: &lt;strong&gt;l&apos;AI mi sostituirà&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella che ho imparato gli stoici chiamano premeditatio malorum, &lt;em&gt;premeditazione dei mali&lt;/em&gt;, per me &lt;strong&gt;è stata una necessità&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E pare che razionalizzare nei dettagli in che modo le cose potrebbero andare male, non solo fa bene ma &lt;strong&gt;fa passare l&apos;ansia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma perché fa bene farsi sti viaggi mentali?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non bisogna sempre essere &lt;strong&gt;ottimisti&lt;/strong&gt; e visualizzare che le cose vadano bene, anzi alla grande?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Facciamo un esempio: io più giovane che &lt;strong&gt;ho paura di licenziarmi per diventare freelance&lt;/strong&gt; perché poi rimango senza soldi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il rimanere senza soldi è un caso reale? Quante possibilità ci sono che io finisca letteralmente tutti i soldi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo presuppone non solo che darò fondo a tutti i risparmi, ma che nel momento della crisi più nera non trovi nessuno che mi aiuti o finalmente uno straccio di cliente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E anche dovesse accadere, cosa succede dopo? &lt;strong&gt;Dovrei morire di fame&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un paese come l&apos;Italia è &lt;strong&gt;un caso abbastanza remoto&lt;/strong&gt;, vuoi per la rete sociale che culturalmente abbiamo (mia madre lo avrebbe mai permesso?) vuoi per uno stato assistenzialista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E potrei fare lo stesso discorso per cose ben più gravi, come una malattia o la morte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I benefici di fare questo tipo di razionalizzazione sulle cose che sto facendo ora (provo a lavorare solo su progetti miei), sono almeno di tre tipi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo è che &lt;strong&gt;ho accettato che le cose possano andare nel peggiore dei modi&lt;/strong&gt;, quindi vivo le cose che faccio con molta meno paura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il secondo è che mi sono reso conto di quanto il caso peggiore non sia così spaventoso, se lo provo a visualizzare &lt;strong&gt;le possibilità di cavarmela&lt;/strong&gt; in qualche modo sono molte di più di quanto pensassi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultima cosa, immaginando lo scenario peggiore ho anche capito cosa vorrei avere come condizione preliminare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esempio: se rimango senza clienti vorrei avere &lt;strong&gt;molti contatti&lt;/strong&gt; e aver risparmiato abbastanza per avere &lt;strong&gt;tempo a disposizione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi so meglio cosa è importante fare ora, in attesa che il disastro si avveri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se la prima cosa che hai pensato è &lt;em&gt;si vabbè, ma la realtà poi è diversa&lt;/em&gt; prova a immaginarla nel dettaglio: io sono rimasto molto stupito, in positivo, di come fosse poco diversa.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Le mie non-ferie da freelance</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-08-28/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-08-28/</guid><description>Come ho trasformato agosto in un mese di progetti personali e crescita senza burnout</description><pubDate>Thu, 28 Aug 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Io alla domanda &lt;em&gt;Fatto buone ferie?&lt;/em&gt; non so più cosa rispondere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se rispondo &quot;Da freelance non ho proprio ferie-ferie&quot; mi guardano con aria compassionevole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se rispondo &quot;Bene, ma ho comunque lavorato a progetti miei&quot; pensano schifati che voglia fare l&apos;imprenditore di sta ceppa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se non rispondo mi danno del maleducato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come accade spesso la risposta giusta è solo una: é complicato!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io ho lavorato più dell&apos;anno scorso, eppure l&apos;anno scorso ero in burnout mentre quest&apos;anno sono carico a molla: cos&apos;è cambiato?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;anno scorso avevo diversi clienti su cui fare context switch continui, quest&apos;anno ne avevo solo uno (e mezzo dai).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;anno scorso ho tirato al massimo arrivando col fiatone a 2 settimane di stop totale, quest&apos;anno mi sono preso il tempo ogni giorno per stare con la mia famiglia (ore di SUP con mio figlio).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;anno scorso avevo messo da parte tutti i miei progetti, e una volta &lt;em&gt;in ferie&lt;/em&gt; ero troppo cotto per pensare di fare qualsiasi cosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quest&apos;anno invece ho dato la priorità ai miei progetti, vecchi e nuovi, godendomi il processo senza neanche troppo preoccuparmi del risultato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui c&apos;è un grande cambiamento per me: mi sono divertito un sacco!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessun obbligo di creare business sostenibili per liberarmi dal freelancing, nessun personal brand da curare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Guarda Pensarium, che ho portato avanti tantissimo e con cui ho imparato già un sacco di robe, anche se non ho idea se genererà anche solo 1 euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oppure YouTube: ho fatto video e live per il gusto di farli, poche views, così come faccio da qualche mese, e questo mi ha dato nuova energia per farlo ancora e di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto bellissimo, dirai, ma quindi il piano qual è? Non volevi liberarti dal freelancing?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Assolutamente sì, anzi queste settimane concentrato su &lt;em&gt;cose mie&lt;/em&gt; mi hanno convinto ulteriormente di come sia più appagante lavorare su qualcosa creato da me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma è pur sempre una maratona, e ho bisogno che ci siano questi 3 ingredienti: entusiasmo, stimolo intellettuale e impatto reale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;entusiasmo è ai massimi livelli, tra programmare nelle ore più assurde e iniziare progetti che rimandavo da anni (yesss, altra roba in arrivo) sento un sacco di energia positiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho di nuovo tanta sete di sapere a 360 gradi, sto divorando libri di tutti i tipi, ho iniziato nuovi corsi e mi sono fatto delle belle chiacchierate con gente più in gamba di me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma soprattutto voglio avere un impatto positivo sulle persone con quello che faccio, e non rincorrere un MRR per starmene al sole a far nulla: e di questo ne sto parlando con diverse persone (alcune magari leggeranno questa mail 👋).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non ho per nulla le idee chiare e di fatto non ho un piano, eppure vivo la sensazione di andare nella direzione giusta, e tanto mi basta.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Un viaggio che sognavo di fare da tempo: un ritiro in silenzio</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-08-07/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-08-07/</guid><description>L&apos;idea folle di disconnettersi completamente per riscoprire il tempo</description><pubDate>Thu, 07 Aug 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sto iniziando a progettare i prossimi viaggi e tra i tanti ce n&apos;è uno che mi entusiasma particolarmente, è una vita che sognavo di farlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una settimana intera, da solo, nella natura, &lt;strong&gt;in silenzio&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nessun computer, nessuno smartphone (solo per emergenze e dare segni di vita), senza lavorare, senza libri da leggere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È molto probabile tu stia pensando: &lt;strong&gt;madonna che pa**e&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo capisco, io non ho mai detto di essere normale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&apos;idea mi è nata insieme alla voglia di diventare nomade, freelance e libero, quando lessi &lt;strong&gt;Sulla strada giusta&lt;/strong&gt; di Francesco Grandis.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel suo libro, oltre a farmi scoprire che da programmatore avrei potuto lavorare viaggiando, racconta di un&apos;esperienza in un monastero Buddhista in &lt;strong&gt;un ritiro di completo silenzio&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giornate fatte di meditazione, passeggiate e... beh non mi ricordo cos&apos;altro, l&apos;ho letto tanto tempo fa :)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma quanto cambia la nostra vita se togliamo dall&apos;equazione computer e smartphone?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se non abbiamo più chat a cui rispondere?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se non ci sono feed da refreshare per sapere cosa succede?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se non abbiamo un AI a cui fare domande assurde? (questa è nuova ma c&apos;è)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma oltre al digital detox, cosa succede quando non abbiamo &lt;strong&gt;assolutamente niente da fare&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Neanche un libro da leggere, vecchi articoli salvati da recuperare, quel side project che volevamo tanto fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E nessuno con cui chiacchierare, con cui discutere di piccoli e grandi sogni, nessuno con cui &lt;strong&gt;far passare il tempo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Solo a pensarci mi sembra di vedere giornate infinite, ma non siamo sempre lì a dire che &lt;strong&gt;le giornate sono brevi&lt;/strong&gt; per fare tutto?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Voglio vivere questa esperienza un po&apos; estrema proprio per &lt;strong&gt;assaporare la lentezza del tempo&lt;/strong&gt;, e portarmela poi dietro in tutte quelle giornate che sembrano andare ai mille all&apos;ora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci dovranno essere natura in cui passeggiare, nessuna persona con cui dover parlare e dei &lt;strong&gt;fogli bianchi per scrivere&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono molto curioso di vedere cosa succede.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>I freelance fanno ferie?</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-07-31/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-07-31/</guid><description>Perché da freelance non faccio mai veramente ferie, e perché non è del tutto un male</description><pubDate>Thu, 31 Jul 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Non credo di aver mai fatto veramente ferie da quando sono freelance.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Molti mi avevano messo in guardia sul fatto che mettendomi in proprio il confine tra vita privata e vita lavorativa sarebbe diventato molto sottile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed è vero, mi ritrovo al mattino a lavorare prima di colazione, la domenica è un buon giorno per recuperare progetti e alcuni giorni lavoro no stop fino a sera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall&apos;altra parte però me ne vado al mare di lunedì mattina, stacco giorni interi completamente a caso e nessuno mi rompe se faccio una call da un bar.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi piace vivere così? Beh, dipende.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono stati periodi (come l&apos;estate scorsa) in cui troppi clienti in parallelo mi hanno fatto desiderare il posto fisso e le 2 settimane di ferie in un villaggio turistico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma quando sono bravo a proteggere il mio tempo e a selezionare i progetti (lavorativi e personali) mi sembra quasi di aver trovato il bug del mondo del lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lavorare un paio d&apos;ore in un café in Giappone, pedalare di mattina col pc in spalle in Vietnam, guidare al confine di Francia e Spagna prima di una call: valgono tutta la precarietà e le ferie mancate del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E sai perché non mi basta? Perché non dipende al 100% da me.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se un cliente mi chiama per un&apos;urgenza, le gite le devo rimandare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se c&apos;è una call col team marketing messa all&apos;ultimo, col cazzo che vado in spiaggia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se nessuno mi paga le fatture, ad un certo punto va bene pure il cliente con lo standup.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E per quanto voglio impuntarmi e dire di no, fare il diverso, capisco bene che alcune logiche di lavoro in gruppo richiedono questo tipo di gestione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E non ritengo sia sbagliata, penso solo non voglia starci io.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi continuo a lavorare per la totale indipendenza, con meno soldi ma nessuno (nessuno per davvero) a cui dare conto di cosa faccia del mio tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che poi per andare in Asia servono tanti soldi, ma io me ne sto benissimo pure tra le Alpi piemontesi.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Da developer a orchestratore di AI: il futuro del coding</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-07-17/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-07-17/</guid><description>Come l&apos;AI sta trasformando il mestiere del programmatore, tra opportunità e perdita del flow</description><pubDate>Thu, 17 Jul 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Questa è stata la settimana di nuovi tool per programmare con AI, di Claude Code, di giornate di lavoro finite in pochi minuti di buoni prompt.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed è stato un nuovo &lt;em&gt;Aha moment&lt;/em&gt;, ho visto di nuovo un&apos;evoluzione in diretta del mio mestiere di developer: &lt;strong&gt;sto dicendo ad un mid-developer cosa fare&lt;/strong&gt; e lui lo fa, subito e bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovviamente è un po&apos; di tempo che vivo questo cambiamento, ma sono rimasto colpito da quanto sia aumentata la qualità e &lt;strong&gt;la facilità con cui ottenere qualcosa di funzionante&lt;/strong&gt;, anche complesso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da qui penserai che la mia riflessione vada nella solita direzione: se già ora funziona così, tra qualche anno &lt;strong&gt;che ne sarà di noi poveri programmatori&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma no, non ho pensato questo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cioè da una parte sì, io da solo posso accollarmi già molto più lavoro ora (e non lo faccio), tra poco tempo poche risorse potranno produrre quanto interi team (&lt;em&gt;e sta già succedendo&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ho avuto la sensazione ancora più netta del mio essere &lt;strong&gt;un orchestratore di agent&lt;/strong&gt;, di dire al famoso mid (o senior) dev AI cosa fare e vederglielo fare in pochi istanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma sai una cosa? &lt;strong&gt;Io odierei questo mestiere&lt;/strong&gt; se si trattasse di dover parlare tutto il giorno con un altro developer dovendogli dire cosa fare!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E allora il dubbio mi è nato spontaneo: questa evoluzione mi porterà ad &lt;strong&gt;odiare la programmazione&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse odio è una parola forte, ma l&apos;entusiasmo da &quot;&lt;em&gt;Claude Code ha fatto tutto, ora vado a suonare felice&lt;/em&gt;&quot; è diventata in 2 giorni &quot;&lt;em&gt;Dai muoviti a fare sta roba che non c&apos;ho voglia di stare qui a scriverti&lt;/em&gt;&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che fine fa il flow? Il far funzionare le cose? Lo scrivere bel codice?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri ho visto riaccendersi il mio interesse dietro a problemi più infrastrutturali o alle nuove possibilità che le nuove tecnologie portano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In una live di più di 2 ore e mezza con Tommaso ho vissuto di nuovo quel piacere della scoperta di nuovi approcci, nuovi pezzetti di lego da utilizzare per costruire cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho la sensazione che servirà sempre di più proprio questo: &lt;strong&gt;capire sistemi complessi&lt;/strong&gt;, avere visione di un quadro più grande di un flusso, e poi mettere tanti piccoli agent simpatici a fare le cose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella pratica del freelance, ora vedo maggior semplicità nel fatturare oggi, un mercato in contrazione e forse sempre più il ruolo di &lt;strong&gt;CTO di un&apos;agency di agent AI&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io continuo a studiare e sperimentare, mai come ora sento di poter creare facilmente qualunque cosa da solo, &lt;strong&gt;tanto vale divertirsi un po&apos;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Ho scelto di non vivere a metà</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-07-10/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-07-10/</guid><description>Come usare l&apos;entusiasmo come metro di misura per le scelte professionali e di vita</description><pubDate>Thu, 10 Jul 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Nelle ultime settimane sono nati tanti discorsi intorno al rate giornaliero da freelance developer: &lt;strong&gt;250 euro al giorno è poco&lt;/strong&gt;? 300? 400? forfettario o no?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono annoiato parecchio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non fraintendermi, è un discorso centrale nella vita di chi si mette in proprio, io ho combattuto anche solo per trovare &lt;strong&gt;il coraggio di chiedere di più&lt;/strong&gt; e il mercato fa schifo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma quando sognavo seduto in un ufficio di cambiare vita, non pensavo al rate giornaliero o al limite del forfettario, &lt;strong&gt;io sognavo la libertà&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La libertà di svegliarmi e decidere come passare la giornata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La libertà di lavorare da qualsiasi parte del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La libertà di lavorare a progetti che mi entusiasmassero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi sono diventato freelance e la giornata magari partiva con uno standup, lavorare da soli non è sempre il massimo e fare l&apos;ennesimo form di autenticazione è &lt;strong&gt;una rottura notevole&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci ho messo un bel po&apos; ma poi ho iniziato a tornare sui motivi che ti ho scritto prima e a usarli per misurare ogni collaborazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad ogni cliente ho iniziato a dire che non ho disponibilità full time e che mi devo gestire io le mie giornate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sono costruito un ufficio in un camper per poter lavorare comodo e viaggiare allo stesso momento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho iniziato a dire di no ad ottime proposte che non mi risultavano interessanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato? &lt;strong&gt;Ho ricevuto un sacco di porte in faccia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma ho anche trovato situazioni molto più vicine alla mia soluzione di lavoro ideale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ho scoperto una cosa che per me ha cambiato molto: &lt;strong&gt;l&apos;entusiasmo è fondamentale per vivere felici&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho iniziato quindi ad usare l&apos;entusiasmo come metro di misura per le cose che faccio, per i progetti che mi vengono in mente o che mi vengono proposti, e ora capisco molto più in fretta cosa voglio fare e cosa no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovviamente questo chiude ancora di più il cerchio delle proposte lavorative interessanti (a me ha portato alla conclusione di voler &lt;strong&gt;lavorare su progetti miei direttamente&lt;/strong&gt;, per dire... 👀).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma sai cosa? Non voglio arrendermi a dover fare un lavoro che non mi piace, a sacrificare le mie giornate per un qualche obiettivo non mio, a spendere il mio tempo con &lt;strong&gt;persone con cui non voglio spendere il mio tempo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come direbbe Battisti, &lt;strong&gt;ho scelto di non vivere a metà&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>La strada per l&apos;indipendenza: studiare, validare, condividere</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-07-03/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-07-03/</guid><description>Il mio piano per costruire prodotti digitali e smettere di lavorare per gli altri</description><pubDate>Thu, 03 Jul 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sono state settimane calde (anzi caldissime) di cose belle, ma la cosa più bella ovviamente è stata il &lt;strong&gt;ritiro nomade&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho raccontato cosa è stato in un video e puoi rimanere aggiornato sui prossimi sviluppi &lt;a href=&quot;https://www.ritironomade.it&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;, ma anche se voglio organizzarne altri non fa parte del mio progetto &quot;&lt;em&gt;smettere di lavorare per gli altri&lt;/em&gt;&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Continuo a pensare che la strada migliore per me sia di far leva sulle mie competenze tecniche ed unirci nuove competenze sul &lt;strong&gt;fare prodotto&lt;/strong&gt; e venderlo sul mercato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ok, tutto bello: e &lt;strong&gt;quindi ora che si fa&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho deciso di prendere &lt;strong&gt;una tripla strada&lt;/strong&gt;, che diciamo occuperà la mia estate, e che credo possa darti spunti interessanti per il tuo percorso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La prima è riprendere a &lt;strong&gt;studiare seriamente&lt;/strong&gt;: lanciarmi in un progetto ambizioso in cui io debba per forza imparare cose nuove.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da qui nasce &lt;em&gt;Pensarium&lt;/em&gt;, un progetto legato alla mia attività di journaling per imparare molto sia sugli agent AI sia sulla costruzione di un prodotto complesso (backend/app native desktop-mobile/ai/....).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Te lo racconto in video, perché ho deciso di fare build in public, ma anche sessioni live di study in public.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche perché non so quanto sarà utile in termini di business e dinero, lo faccio per me e per studiare principalmente, quindi da qui una seconda strada: &lt;strong&gt;validare un prodotto b2b&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sto studiando online e con libri tutto quello che è il magico mondo del validare le idee, fare a/b test, capire il proprio target: tutte cose che non conosco ma fondamentali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E visto che qui non mi serve un solo prodotto unicorno (del genere o la va o la spacca), posso partire con piccoli esperimenti e vedere cosa succede.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La terza strada è quella che fa da filo conduttore a questo percorso, di cui questa mail fa parte: &lt;strong&gt;raccontare e condividere&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo mi porta 2 grossi vantaggi, ovvero commitarmi alle altre persone (fare le cose in pubblico per me funziona molto bene) e connettermi con persone che hanno la mia stessa visione di vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo secondo vantaggio ne porta tanti altri: visibilità ai miei progetti, occasioni nuove che non avevo neanche in mente, conoscere persone in gamba, etc etc, la lista è lunga.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi l&apos;ho imparato di persona dal ritiro nomade: fare cose per il solo gusto di farle, senza un obiettivo economico, crea connessioni fantastiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Va bene, il mio piano te l&apos;ho condiviso, ora sta a me essere costante e darci dentro.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Uscire dalla bolla tech</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-06-12/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-06-12/</guid><description>Come l&apos;osservazione del mondo reale può aprire nuove strade per creare prodotti digitali</description><pubDate>Thu, 12 Jun 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Non so come sia arrivato qui a scriverti oggi, dopo che ieri ci ho messo &lt;strong&gt;9 ore da Senigallia a Torino&lt;/strong&gt; tra treni soppressi, persone investite sui binari e treni ad altà velocità andare ai 30 all&apos;ora per guasto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Basta immergersi nel paese reale per rendersi conto di due cose: &lt;em&gt;l&apos;Italia sta messa malino&lt;/em&gt; e la nostra bolla digital è solo una frazione del resto del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo mi scatena due ragionamenti: prendere in considerazione un futuro in un paese diverso e osservare il mondo alla ricerca di opportunità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tralasciando il primo ragionamento (per oggi..), la ricerca opportunità per me ora è collegata alla voglia di creare prodotti digitali per conto mio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se c&apos;è una cosa che ho imparato dai vari tentativi fatti nel tempo, la cosa più importante di tutte è sempre risolvere problemi reali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non posso limitarmi ai miei di problemi, che mi limiterebbero a soluzioni B2C (in quanto utente) o al limite a soluzioni per programmatori e freelance (la mia sfera).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche le persone che seguo sono immerse nello stesso mondo, e questo col tempo ha sempre limitato la mia visione nel pensare di creare prodotti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per questo sto partendo su progetti miei con occhi nuovi, cercando di portare avanti sia soluzioni per me (strada facile) sia soluzioni nuove (strada nuova): ne parlo nel &lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=DNIgCHFiiuw&quot;&gt;video&lt;/a&gt; uscito ieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come vedi ragiono in maniera basica, probabilmente a molti esperti di marketing e impresa fa sorridere come arrivi lentamente a cose per loro banali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Però la cosa buona è che è un processo organico, capisco e immagazzino concetti che poi posso applicare concretamente: solo a leggerli nei libri capisco e butto via.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma così come condivido il mio percorso da niubbo, sto davvero apprezzando e imparando da chi mi legge e ha voglia di darmi le dritte di chi ste cose le mastica da tempo.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Non bisogna per forza vivere una vita grigia</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-06-05/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-06-05/</guid><description>Riflessioni sul contrasto tra la vita d&apos;ufficio e la libertà del lavoro remoto</description><pubDate>Thu, 05 Jun 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sono tornato da neanche 24 ore in &lt;em&gt;continente&lt;/em&gt; lasciando la Sardegna e già me ne sto pentendo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sarà la pioggia, sarà che è stato un viaggio magico, sarà che sono in treno con gente che fa vita da ufficio e mi sto sentendo male per loro ad ascoltare i discorsi che fanno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Eppure è esattamente la vita che facevo io (anche da pendolare per un periodo) e per quanto fossi già sofferente della situazione, non me la vivevo poi così male.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma, ci si sente parte di un ingranaggio, si ha uno scopo comune con altre persone, le giornate sono piene e non ci si annoia (per non parlare dello &lt;strong&gt;stipendio garantito&lt;/strong&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anzi a volte mi chiedo se non avrei fatto bene ad inseguire un certo tipo di carriera tech, puntando a ral a 6 cifre, imparando tantissimo e realizzandomi semplicemente in maniera diversa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E lo so, siamo tutti diversi, non a tutti piace l&apos;idea di lavorare in un camper, non tutti vogliono la precarietà, non tutti comunque riescono a realizzare quello che vogliono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma io credo tu conosca molto bene questo tipo di vita lavorativa &quot;classica&quot;, per i primi 25 anni della mia vita pensavo fosse l&apos;unico modo possibile di vivere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quindi sento quasi il dovere di farti conoscere una realtà diversa, completamente diversa, praticamente opposta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che non è rose e fiori, è fatta di insicurezza, serve tanto spirito di adattamento e ci sono anche lì i giorni grigi e tristi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma è una realtà fatta di scelte da fare ogni giorno, in cui ogni si diventa di nuovo proprietari del proprio tempo, in cui puoi pensare davvero che &lt;strong&gt;tutto è possibile&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Puoi svegliarti davanti al mare e meditare, puoi vivere 2 mesi in Vietnam, puoi staccare di lunedì mattina e fare una passeggiata con tuo figlio, puoi decidere persino di dire di no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non c&apos;è una formula magica per realizzare queste cose, e non è manco detto ti interessino, ma è fondamentale per me farti capire che non è vero che non puoi vivere come vorresti vivere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io ci lavoro ogni giorno a vivere la vita che desidero (prima ancora cercando di capire &lt;em&gt;cosa&lt;/em&gt; desidero) e cerco di condividertelo qui e su Youtube.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il resto è la tua storia, sono i tuoi desideri, magari vuoi avere un orto e zappare al tramonto, diventare un iron man, leggere un libro a settimana, imparare a suonare il piano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È possibile quanto meno provarci, e si riesce molto più di quello che si pensa quando si vuole davvero qualcosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo so, roba davvero da guru del ca**o, ma tutto sto grigiore mi ha fatto venire una voglia matta di urlare che non bisogna per forza vivere una vita grigia.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Il dilemma del content creator</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-05-30/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-05-30/</guid><description>Riflessioni sul futuro del mio canale YouTube e su come bilanciare passione e sostenibilità</description><pubDate>Fri, 30 May 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;In queste ultime settimane ho seriamente pensato di chiudere il canale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di fatto ho rimesso a fuoco cosa voglio fare nella mia carriera tra freelancing e progetti personali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da qui è nato un problema: non posso permettermi di investire tutte queste ore nel canale Youtube.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Negli ultimi anni è stato al centro di tutti i miei progetti: quali video fare, quali live organizzare, intere giornate spese a fare vlog..&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ovviamente è stato uno dei progetti più belli della mia vita, mi ha portato ad imparare nuove skill, a parlare in pubblico, conoscere un sacco di persone e creare &lt;strong&gt;una bellissima community&lt;/strong&gt; (io che non ho mai neanche partecipato troppo alle community!).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma in questo percorso di &lt;em&gt;analisi&lt;/em&gt; ho capito che anche il canale, ormai tanti anni fa, nacque con l&apos;idea di sperimentare in un progetto tutto mio nella strada verso l&apos;indipendenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E per quanto riuscito, questo progetto non penso possa diventare la reale alternativa al freelancing (o almeno non mi piacciono i compromessi che servirebbero per farlo).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da qui nasce il problema: se voglio concentrare le mie energie sui progetti che possano trasformarsi in attività redditizie, dovrei lasciar perdere il canale?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho deciso così di fare una cosa d&apos;istinto: accendo la telecamera e provo a fare delle chiacchierate che vorrei fare con un amico o con me stesso, pure riflessioni senza tagli e senza pensarci troppo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il video di ieri l&apos;ho registrato mentre aspettavo di entrare in una call (il video parla di quella) e l&apos;ho registrato in 8 minuti mentre mancavano 10 minuti alla call.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto bello, viva i video verità e così non ho alcun problema a portare avanti questa cosa che mi piace così tanto, ma poi è sorta una domanda:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ma ha senso fare dei video di questo tipo?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cosa che più mi piace del canale è quando qualcuno mi dice che grazie ad un mio video ha imparato qualcosa o ancora meglio ha preso una grossa decisione nella propria vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma io che parlo di riflessioni mie, fatte a braccio, su cose che magari interessano solo me in un determinato momento della mia vita ha senso esistano? (una mia amica ha pensato facessi journaling video 😂)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo so che tanti altri lo fanno, ma ho spesso la sensazione siano solo la necessità del proprio ego di manifestarsi, ricercare attenzioni e poter dire la propria su argomenti a caso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per me è un modo per ordinare i pensieri, riflettere ad alta voce, imparare a fregarmene sempre più del giudizio degli altri (questi video li vedono anche i miei clienti LOL) e se va bene risuonare in altre persone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ovviamente è una fase, probabilmente mi rimetterò anche a fare live coding perché mi obbliga a portare avanti i progetti e quindi è un win-win per me che così lavoro e per chi vuole imparare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma questa newsletter è un posto veramente libero e privato, quindi sapere cosa ne penzi è un modo per chiacchierare tra amici, e non fare i miei soliti monologhi video.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Perché non aprirò mai una web agency</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-05-22/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-05-22/</guid><description>Riflessioni su come la strada della scalabilità non sia sempre quella giusta per chi cerca libertà</description><pubDate>Thu, 22 May 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;In queste settimane di analisi intensiva, la cosa interessante è valutare strade diverse e immaginare dove mi porterebbero nella vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una strada che più volte mi è stata consigliata è quella della &lt;strong&gt;web agency&lt;/strong&gt; in cui veicolare i lavori che seguo o che non sarei in grado di seguire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È un pattern già visto e rivisto: invece di lavorare fai lavorare gli altri, si passa ad un lavoro più manageriale e potenzialmente scalabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se quando ero consulente pensavo fosse &lt;strong&gt;il lavoro perfetto&lt;/strong&gt; (faccio lavorare gli altri al posto mio), nel mio percorso da freelance alla ricerca di libertà ho eliminato questa opzione dal cervello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mettiamo anche caso lo faccia a modo mio per poter dare lavoro ad un proprio team di freelance, permettere di vivere da nomadi, dettare alcune condizioni con i clienti, tariffe minime decenti..&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono sicuro di voler rimanere incastrato nel mondo tech, perso tra Linkedin, eventi e meeting?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi piace programmare, è il campo dove ho più skills, ma faccio sempre più fatica a relazionarmi con chi lavora nel settore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E anche quando si parla di &lt;em&gt;nerdate&lt;/em&gt; tecniche, mi diverto da solo a giocarci ma meno a parlarne troppo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Agli eventi vado da speaker per spirito di condivisione e per networking, ma poi faccio fatica a chiacchierare ai tavoli dev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma, non so ancora cosa farò, ma se è nel mio interesse fare leva su quello che conosco meglio, sto cercando di costruire in direzioni diverse.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Oltre il freelance: quando la libertà non è mai abbastanza</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-05-09/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-05-09/</guid><description>Riflessioni su come il lavoro freelance sia solo uno strumento per raggiungere qualcosa di più grande</description><pubDate>Fri, 09 May 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Sono settimane un po&apos; silenziose queste, anzi questa è in assoluto una rarissima settimana in cui non faccio video o live.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho deciso di fermarmi a riflettere su molte cose, partendo dai lavori freelance, ai progetti personali che seguo fino al mio progetto principale: youtube e la community.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma come arriva questa crisi professionale in un periodo in cui sto vivendo in un posto meraviglioso (la Sardegna è veramente spettacolare!) e tutto sommato sono soddisfatto delle cose che faccio?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando ero dipendente credevo che una volta freelance sarei &quot;arrivato&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il fatto però è che essere freelance è solo uno strumento per raggiungere qualcos&apos;altro, che semplificando gira intorno al concetto di libertà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per alcune persone è un concetto relativo, e trovano sacrosanto rinunciare ad un pezzo di libertà in cambio di una vita serena e stabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per altre persone come me ogni centimetro di spazio ceduto ad un compromesso pesa come un macigno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi ecco che essere freelance pone il limite di lavorare a progetti di altre persone, per quanto in completa autonomia e tecnicamente interessanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quello che prima sembrava un sogno, diventa un nuovo punto di partenza per puntare più in là.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi sento un po&apos; una me**a a scrivere queste cose in un momento in cui il mercato del lavoro prende a pugni in faccia un sacco di persone, anche dev.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E non nascondo che so benissimo che in un futuro non impossibile, tra guerre, crisi finanziarie e AI, anche io faccia dei bei passi indietro ad elemosinare un lavoro, anche da dipendente, anche in presenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma in questi anni di esplorazione interiore ed esteriore i grandi passi che ho fatto li ho fatti sempre sognando un po&apos; più in là.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dall&apos;ufficio sognavo che avrei lavorato in riva al mare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dallo standup del mattino, sognavo di lavorare quando mi era più comodo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E ora, dal mio ufficio dentro un camper, voglio sognare ancora un po&apos; più in là.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E se posso darti un consiglio, qualunque sia il tuo più in là non rinunciarci.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item><item><title>Il posto ideale per vivere: tra natura, cultura e lavoro remoto</title><link>https://www.giuppi.dev/blog/2025-04-24/</link><guid isPermaLink="true">https://www.giuppi.dev/blog/2025-04-24/</guid><description>Riflessioni su come scegliere il luogo perfetto dove vivere quando si lavora da remoto</description><pubDate>Thu, 24 Apr 2025 00:00:00 GMT</pubDate><content:encoded>&lt;p&gt;Negli ultimi mesi ho letteralmente girato l&apos;Italia, dalla Valle d&apos;Aosta alla Sardegna, e in ogni posto mi ponevo questa domanda: &lt;strong&gt;io qui ci vivrei&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La fortuna di lavorare da remoto non è solo quella di viaggiare per il mondo lavorando ma anche &lt;strong&gt;poter decidere di vivere in qualunque luogo&lt;/strong&gt;, senza per forza fare i nomadi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mio &lt;em&gt;posto ideale&lt;/em&gt; deve avere diversi fattori:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;clima&lt;/strong&gt;: non per forza caldo tutto l&apos;anno ma cieli azzurri anche d&apos;inverno (capito, Torino?)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;natura&lt;/strong&gt;: non sono tipo da città, questo ormai lo do per assodato ma..&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;cultura&lt;/strong&gt;: questo non vuol dire essere nel nulla totale (soprattutto per moglie e figlio)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;persone&lt;/strong&gt;: trovare connessioni interessanti e crearsi una rete&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;semplicità&lt;/strong&gt;: qui racchiudo molte cose, dai ritmi lenti ai costi della vita bassi (down shifting?)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Devo dire che in alcuni dei posti che ho visitato (in Italia e non solo) &lt;strong&gt;ho ritrovato molto di quello che cerco&lt;/strong&gt;, ma serve tempo per capire davvero un luogo e la sua vera identità.&lt;/p&gt;
</content:encoded></item></channel></rss>